Live report: Aaron Spears, Skip Hadden, Franco Rossi - masterclass

Saloon Public House, Roccaforzata, 14 maggio 2015

Parte 1 - Vai alla seconda parte


Giovedi 14 maggio ho avuto il piacere di assistere a un evento batteristico di altissimo livello, un'intera giornata dedicata al nostro strumento e incentrata intorno alla figura di tre grandissimi esponenti del drumming mondiale: Franco Rossi, responsabile dell'Accademia di Musica Moderna; Skip Hadden, docente al Berklee College of Music, e Aaron Spears, noto soprattutto ai più giovani per il suo stile inconfondibile e i suoi celebri chops.

L'evento, denominato "III Drum Day", curato dal Maestro Alessandro Napolitano, Accademia dei Due Mari e Jonio Jazz, si tenuto nella consueta cornice del Saloon Public House di Roccaforzata (TA), locale per l'occasione particolarmente gremito di giovani musicisti armati di pad e bacchette.
Ma andiamo con ordine.


Franco Rossi

Tocca al nostrano Franco Rossi dare il via all'evento. Franco Rossi da decenni impegnato attivamente nella didattica dello strumento e ha collaborato con numerosissimi batteristi internazionali, fra i quali possiamo citare lo stesso Skip Hadden, protagonista anche lui di questa giornata.
Rossi avvia la masterclass suonando sullo strumento un solo poliritmico, coadiuvato dal pubblico che porta per lui il tempo sui quarti.


Franco Rossi durante la sua masterclass



Al termine del solo fa una breve premessa sulla figura del batterista, sull'indispensabile sinergia fra la parte professionale e quella artistica, sempre indispensabile anche a chi con le bacchette e i tamburi ci lavora. Oltretutto abbiamo avuto esempi di batteristi tecnicamente non eccelsi ma artisticamente immensi perchè dotati di un groove unico, come Ringo Starr o il compianto Jeff Porcaro.

Dopo questa premessa, breve ma doverosa (vista la giovane età della maggior parte dei partecipanti), Franco entra nel vivo della sua masterclass. Ci racconta dell'origine del beat, di questa pulsazione nel tempo che sta alla base "di tutto", e spiega che la parte ritmica del nostro strumento, i suoi ritmi, nasce in Africa, mentre la parte tecnica deriva in gran parte dalla tecnica del tamburo nelle marce militari.
Ogni tempo poi, per quanto complesso e scomponibile a piacere, deriva sempre da cellule ritmiche in base 2 o in base 3: suonare in un tempo ternario una duina, o in un tempo binario una terzina, è la base per creare dei poliritmi, argomento principe della masterclass di Rossi, e per il quale spesso chiede l'aiuto dei presenti per portargli il tempo nelle varie dimostrazioni sul set.


Franco Rossi durante la sua masterclass


Successivamente Rossi si sofferma sul counting, ovvero su come portare a mente il tempo mentre si suona, e dimostra come sia sufficiente suddividere mentalmente il tempo in modo diverso per dare vita a poliritmie interessanti: su un tempo di 12/8, per esempio, basta contare non più a gruppi di 3 (one-two-three, one-two-three...) ma a gruppi di quattro, per creare incastri poliritmici efficaci.

Rossi termina la sua masterclass parlando dei paradiddle e delle loro possibili permutazioni, di come applicarle sul set, e di come sfruttare il doppo colpo in caso di tempi composti (es. 15/16) o irregolari (es. 11/16).
Tantissimi spunti e idee didattiche che hanno fatto tornare la voglia di studiare anche al sottoscritto.


Franco Rossi durante la sua masterclass


Skip Hadden

Skip Hadden insegna al Berklee College of Music dal 1982, dove tiene numerosi corsi nel dipartimento di percussioni. Autore di numerosi metodi didattici, può ritenersi uno degli insegnanti più autorevoli della batteria jazz a livello mondiale.


Skip Hadden durante la sua masterclass



Inizia la sua masterclass suonando 3 tempi shuffle su base di James Brown, e fra un tempo e l'altro fa notare come basti cambiare la sola parte di cassa per dare un andamento diverso al tempo.
La sua masterclass appare da subito molto interattiva, in quanto Hadden chiede la partecipazione attiva dei presenti, e invita numerosi ragazzi a suonare il suo set leggendo un pattern dallo spartito. Chi vi scrive è rimasto piacevolmente colpito dal fatto che tutti i ragazzi se la siano cavata più che bene nel compito, e anche lo stesso Skip ha apprezzato la loro preparazione.


Skip Hadden durante la sua masterclass


Durante i vari esempi Hadden si sofferma su diversi aspetti del drumming, come gli accenti, fondamentali sui pattern shuffle da lui preparati sugli spartiti, sulla poliritmia e sugli incastri fra ritmi binari e ternari. Successivamente si sofferma sui paradiddle e sul doppio paradiddle, mostrando come utilizzarlo per esempio in un tipico tempo di 12/8.
Infine Hadden mostra come sia possibile scomporre lo stesso 12/8 in 2 gruppi distinti, per conferirgli un carattere diverso.
Colpisce positivamente di Skip la sua pacatezza, quasi serafica, sia sul set che dietro le quinte, il suo stile leggero e armonico, e l'elevata interazione con i presenti durante la sua masterclass.

Vai alla seconda parte - Aaron Spears


Skip Hadden durante la sua masterclass