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Che storia raccontate?

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 1:54 pm
da Raffaele * BANNED *
Avere molta tecnica ? importante ma che senso ha avere tecnica senza poi raccontare niente di se quando si suona?
Quando suoniamo i nostri sentimenti prendono il predominio e diventano arrangiatori stessi di ci? che suoniamo.Ecco che il silenzio di una camera solitaria di studi non ? pi? cosa importante se non altro come fine a se stessa.Quello che importa sono le proprie emozioni: una mattina a bordo di una nave che viaggia nell'oceano, un amore profondo, una lutto, un tradimento, foglie mosse dal vento ecc...ecc.Ecco quello che conta, sentire queste cose e tradurle in musica.Ognuno di noi ha esperienze del tutto uniche ed irripetibili ed ecco perch? se ben utilizzate ognuno di noi ? e sar? sempre un batterista unico a prescindere dalla tecnica.Lo sfoggio della tecnica serve solo per creare cloni o giocolieri.Imparato a leggere la musica, i rudimenti, le strutture e i ritmi pi? usati il resto appartiene ai nostri sentimenti che vanno coltivati vivendo fuori dalla solitudine studentesca.
Cosa ne pensate?

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 3:10 pm
da BONZO
che dire se non superquotare il tuo pensiero!!!

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 3:36 pm
da Simbul
Ne penso che tu stai identificando la tecnica con lo sfoggio inutile della tecnica.
Ma la tecnica ? anche quella che ti rende capace di suonare un 4/4 o di fare una semplicissima rullata.
Senza la base tecnica difficilmente si potr? esprimere qualcosa in maniera compiuta, fosse anche il sentimento pi? bello e forte del mondo ;)

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 4:25 pm
da Raffaele * BANNED *
O.K. vedo che un p? ci siamo ma ancora si crea confusione tra tecnica e sentimento.La tecnica ? utilissima ma ci sono dei confini oltre i quali va a scapito dell'emotivit? e prende il sopravvento la sterile tecnica.
Faccio un esempio , ossia da una frase del nostro amico elvin jones ho tratto una importante (almeno lo ? per me ) conclusione, ognuno ha le sue illuminazioni :idea: .Lui mi diceva che bisogna ascoltare il piatto, l'onda emessa e su quella suonare.L'importanza del ride e della sua onda sonora l'ho capita solo ora, a ben cinque anni (se non sbaglio) da quel seminario.L'illuminazione :) a mio avviso ? questa: un piatto ? fatto di metallo.Il metallo lo si prende dalla terra e lo si forgia.Entro quel metallo ci stanno tutti i misteri e tutta la storia dell'uomo.Bisogna sentire queste vibrazioni nel suono stesso del piatto.Ci? coincide con il sentimento ancor pi? che con la tecnica.Spero di aver illuminato qualcuno.Non ? il raggiungimento di grandi mete ci? che ci fa suonare meglio ma ? il pieno sviluppo della nostra emotivit? in musica...

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 5:16 pm
da Tenebral
sono strad'accordo con te! :)

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 5:34 pm
da Voohrees
Tenebral ha scritto:sono strad'accordo con te! :)



Arda ant? tuerto!!! :o :o :o

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 6:22 pm
da tommylee85
se sono solo sulla batteria, mi viene proprio da mettere i miei sentimenti nella musica: suoni, ti fermi, senti l'atmosfera che c'? in giro, e continui a suonare, a esseere totalmente te stesso nella musica, casomai chiudendo gli occhi (occhio ai bordi :wink: )!
? la cosa pi? bella che ci sia!

la tecnica ? solo un mezzo per poter fare quello che si vuole con facilit?!
i grandi della batteria non danno mai sfoggio delle loro capacit?, eppure lo percepisci, anche soltanto sentendo un tum-ch?-tum-ch?!
questo ? fantastico!
ed ? altrettanto fantastico pensare che lo stesso piatto o tamburo, suonato da me o da un altro, potr? avere un suono totalmente diverso!
questa ? lo spirito della musica!adesso per? va di moda solo l'aspetto esteriore!

Italo Svevo non sapeva scrivere poi cos? bene, eppure diceva cose fantastiche!
Picasso sapeva disegnare perfettamente gi? da piccolo, eppure faceva quadri di tutt'altro genere (grazie a Dio!!)

noi dobbiamo ragionare allo stesso modo!

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 6:24 pm
da Jackleo
Hai ragionissima, la tecnica fine a se stessa ? solo un' insulto alla musica e un elogio allo sport...detto questo, pi? tecnica hai pi? sono i modi per esprimere quello che hai dentro. Quindi la tecnica ? fondamentale. Certo, se hai solo quella o quasi non sarai mai un vero musicista...

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 7:02 pm
da uccio
adoro i topic filosofici! Jackleo ha detto cose sacrosante cos? come voi, non posso che aggiungere che ? da sempre il sentimento a far ricordare i grandi musicisti nella storia, e non la tecnica. Quando poi si riesce ad abbinarlo ad una tecnica sopraffina diventa il massimo ma ? davvero raro! Il virtuoso senza anima non vale un nichelino, il rude ma con un cuore grande cos? merita il massimo rispetto! Phil Rudd: un 4/4 suonato con la passione di chi ama lo strumento.

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 7:05 pm
da Raffaele * BANNED *
O.K. Appurato che la tecnica ? importante ma non fine a se stessa ma sempre al servizio della musica occorre ora chiarire bene cosa sia il sentimento musicale per non cadere nell'ovvio e nell'errore.
Qui partiranno, volendo, le discussioni... :idea:
Innanzi tutto il sentimento ? sicuramente collegato alla propria vita e alle proprie emozioni e ci? si traduce nella musica ma..attenzione attenzione, non deve essere libero di viaggiare come vuole ma deve essere veicolato e sempre al servizio di ci? che si sta suonando.Non confondiamo sentimento con emotivit?, entrambi comunque al servizio del batterista e mai come qualcosa che cade dall'alto.
Un batterista pu? essere incazzato e la propria emotivit? deve essere in questo caso lasciata libera ossia il batterista suoner? un p? pi? teso (? controproducente cercare di fingere questa emotivit?, chi ci ascolta sente finte emozioni..) e a volte questa tensione ? stupenda.
Il sentimento musicale ? un altra cosa.E' collegato a ci? che si deve suonare.Ad esempio un brano latin lo devi suonare con quel sentimento e non metterci altri sentimenti ad esempio rock , che snaturerebbero il brano.Dunque il sentimento ? importantissimo ma deve essere coerente a ci? che si suona e quindi deve essere veicolato.Ci? ? difficile, anzi difficilissimo perch? ognuno di noi ha un suo particolare groove che lo porta a snaturare a volte il sentimento corretto che deve essere espresso in un brano.Ogni nostra esperienza ci porta a colorire questo sentimento e ci? ? quello che veramente fa la differenza tra un musicista ed un altro.
Non ? che l'emotivit? e il sentimento siano l'anarchia mentre la tecnica sia una disciplina.Entrambi devono essere al servizio della musica e quindi adeguatamente sviluppati.Come svilupparli?Qui il discorso si complica, vediamo se si amplia o se finisce qui.Ho lanciato il sasso nello stagno e le onde si propagano...

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 7:10 pm
da Teone
Cosa ti sei fumato????????? :P :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 7:26 pm
da Raffaele * BANNED *
niente, anzi, ? meglio non fumare.Ho smesso tempo fa di fumare sigarette e odio il fumo in tutte le sue forme.Credo che il pensiero sia la droga pi? forte che ci sia se usato bene :wink:

MessaggioInviato: mar giu 28, 2005 7:56 pm
da tommylee85
secondo me, all'interno di una band, ? tutto un discorso di clave: se si riesce a capire la chiave del brano, se la si ha perfettamente in mente (e non parlo di stacchi, accenti e pause, parlo proprio dell'"anima" della canzone), allora ci si pu? muovere liberamente, pur restando sempre dentro la musica!

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 8:09 am
da debaser
uh, che bel topic! Io sostengo da sempre che la tecnica, almeno di base, non ? che uno strumento necessario per esprimersi. ovvero (es:): se imparo a parlare bene in inglese, potr? andare all'estero e non limitarmi a "fame,sete,sonno,pip?", ma riuscir? a comunicare e a capire quasi come in italiano. Nella musica credo sia un po' lo stesso: pi? cose so, pi? posso scegliere di fare o non fare. A me fanno ridere le "gare" tra batteristi: la tecnica non ? mai un fine, ma un mezzo.

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 11:05 am
da Sdrummer
Teone ha scritto:Cosa ti sei fumato????????? :P :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D


Penso proprio niente.... Raffo sta dicendo cose giuste e anche con stile :wink:

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 11:40 am
da crazy diamond
vi straquoto. mi vengono in mente i pink floyd. Il batterista non era certo dotato di chiss? quale tecnica, cos? come altri componenti della band...ma sono in grado di trasmettere tanto a chi li ascolta

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 1:33 pm
da uccio
crazy diamond ha scritto:vi straquoto. mi vengono in mente i pink floyd. Il batterista non era certo dotato di chiss? quale tecnica, cos? come altri componenti della band...ma sono in grado di trasmettere tanto a chi li ascolta


Nick Mason idolo!

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 6:54 pm
da Raffaele * BANNED *
Tecnica come mezzo per raggiungere un fine, tecnica indirizzata al fulcro del ritmo, tecnica al servizio della musica pinkfloydiana...il sentimento...e altro ancora ma nessuno mi ha ancora provato a dire che storia racconta dietro la batteria. :)
Un grande batterista sentendo un giovane suonare in modo tecnicamente ineccepibile un brano musicale , finita l'esecuzione, si avvicin? al giovane e gli disse: bravo, bravo, gran tecnica ma quello che hai suonato non dice niente di te, non ha storia tua ma ? un insieme di bellissimi esercizi...
Vi chiedo adesso di provare a esprimere un giudizio ritmico su quello che suonate.Facciamo un esempio terra terra.Il brano Softly (conosciuto da tutti, credo..)o altri di vostra scelta, mentre lo suonate a cosa vi ispirate?Personalmente ad esempio per cercare di suonare bene la musica latin mi immagino le isole caraibiche, mi immagino che la gente del posto vada in barca, e anche spesso...quindi penso alle onde del mare.Penso alla barca che prima si alza trasportata dalla cresta dell'onda che poi ripiomba verso il basso, e poi ancora si innalza per infrangere la cresta dell'onda e ricadere verso il basso, il tutto armonicamente e ritmicamente all'interno di una sua clave che ? lo spirito caraibico del mare.Questa ? la storia che raccondo quando suono qualunque pezzo latin, ovviamente stando attento alla struttura del brano ed al significato del brano insito nel titolo stesso.Qui la fantasia gioca le sue carte, se vi va sbizzarritevi... :idea:

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 10:16 pm
da Pippo
Per quanto mi riguarda, il problema ? che i miei limiti tecnici non mi permettono, di solito, di raccontare una storia. Posso pure provarci, ma ? assai probabile che al pubblico non arrivi niente... Pi? che raccontare storie, io sono guidato dalle emozioi del momento...

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 10:24 pm
da theater
io avrei tanto da dire , peccato che spesso e volentieri le mie idee, intuizioni, stati d animo rimangano nella mia mente per carenza di tecnica, la quale carenza non mi permette di esprimermi appieno, ergo checch? se ne dica la tecnica ? FONDAMENTALE

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 10:44 pm
da crazy diamond
theater ha scritto:io avrei tanto da dire , peccato che spesso e volentieri le mie idee, intuizioni, stati d animo rimangano nella mia mente per carenza di tecnica, la quale carenza non mi permette di esprimermi appieno, ergo checch? se ne dica la tecnica ? FONDAMENTALE


Prendo spunto da questo post (che si ricollega a quello che dice Pippo, che ? molto giusto) per dire che anche io avrei tanto da dire, e che sto lavorando per acquisire un po' di tecnica. Questo non vuol dire che per potersi esprimere bisogna essere per forza bravi come john bonham o carl palmer, ma che ? giusto trovare il proprio equilibrio, come in tutte le cose. Raccontare una storia senza diventare una macchina da rulli o da paradiddle, e senza imitare nessuno. (sar? per questo che non ho un batterista preferito)

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 10:50 pm
da theater
beh sicuramente non voglio imitare nessuno (anche se alla lunga si viene influenzati da cio che si alscolta), ma ragionando a tuo modo, la "storia" che verr? raccontata sar? vincolata alla tecnica, di conseguenza non potra esser una mia storia

tra l altro credo che una storia non sia altro che una somma di emozioni del momento (influenzate da ci? che accade intorno, da ci? che penso ecc ecc), che si susseguono una dietro l altra, ispirandosi di conseguenza

almeno per quel che mi riguarda quando costruisco un solo, o un accompagnamento ragiono cos

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 10:53 pm
da theater
debaser ha scritto:la tecnica non ? mai un fine, ma un mezzo.


la verit? con tutta l umilta possibile a mio avviso ? questa

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 11:04 pm
da crazy diamond
theater ha scritto:ma ragionando a tuo modo, la "storia" che verr? raccontata sar? vincolata alla tecnica, di conseguenza non potra esser una mia storia


Beh, in una sua piccola frazione, la storia ? data anche da ci? che si impara... ma ripeto, il mio personalissimo obiettivo non ? diventare una macchina da rulli

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 11:08 pm
da Raffaele * BANNED *
certo, il mezzo tecnica serve per raggiungere un fine, ma quale?Credo che sia intanto mooolto importante evitare di parlare di umilt? per poi non incorrere in una musicalit? umile ma a parte questa affermazione opinabilissima riveicolo il dialogo sul concetto di storia abbinandolo al discorso tecnica.
Dunque si pu? dire che nel cielo brilla il sole, come si pu? dire che in cotanta beltade celeste un raggio di sole trafigge questa pallida anima che regge e trasporta un morto e via dicendo...ognuno ha la sua tecnica ma tutti sappiamo dire che c'? un cielo e c'? un sole...non so se ho reso l'idea.L'importante ? raccontare la storia che sappiamo e raccontarla con i mezzi che abbiamo a disposizione senza imitare stadi d'animo altrui, che non ci appartengono..Il difficile ? staccarsi dal concetto tutto europeo del "bello".Il discorso si complica :idea: ma volendo potrebbe proseguire, devo ammettere che nemmeno immaginavo arrivasse sino qui, non per sfiducia ma perch?, onestamente, credevo non avesse via di sbocco ma fosse solo nella mia mente.Ora sono ancora pi? convinto di prima...grazie a tutti voi.

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 11:19 pm
da theater
Raffaele ha scritto:L'importante ? raccontare la storia che sappiamo e raccontarla con i mezzi che abbiamo a disposizione senza imitare stadi d'animo altrui, che non ci appartengono..


qui non mi trovi daccordo

trovo molto limitante e altrettanto frustrante il dover "troncare" o meglio "scarnire" una storia per mancanza di mezzi d'espressione (alias tecnica) .....francamente non mi ? mai capitato di suonare imitando stati d'animo altrui...? certo che si venga influenzati da altri batteristi, ma per quel che mi riguarda la cosa e del tutto inconscia

MessaggioInviato: mer giu 29, 2005 11:33 pm
da Raffaele * BANNED *
L'imitazione inconscia ? normale ci? che ? , a mio avviso, limitante ? la riproduzione servile di cose gi? fatte da altri ma ognuno segue le vie che pi? gli sono pi? congeniali.
Ogni grande musicista lo ? stato perch? ha sicuramente attinto dalla generazione precedente ma poi ha sviluppato una propria originalit? che lo ha reso grande anche per le generazioni successive.Essere grandi non ? un fine cui la tecnica deve essere relegata al risultato, ma essere grandi significa avere qualcosa in pi? dei piccoli... :) discorso ovvio ma ? cos?.A parte questo lo scarnire una storia per mancanza di mezzi ? un problema tuo, ed ? giusto che dedichi pi? tempo a diventare grande come ritieni sia giusto.per? certe cellule ritmiche scarne sono fantastiche se sorrette da una storia interessante.Ad esempio nel brano La nevada di gil evan si susseguono solo due note, quindi armonicamente ? scarno ma ti assicuro che neanche te ne accorgi (prova ad ascoltarlo).Non ? la ricchezza del fraseggio che rende la storia importante ma ? la storia di per s? che ? pi? o meno importante a prescindere dalla ricchezza del fraseggio usato per descriverla.Cos? ? anche nel fraseggio ritmico.Se usi una miriade di colpi ma non dici niente hai fatto sfoggio di tecnica sterile.Ovviamente ? anche fastidioso una scarsa tecnica senza alcuna storia dietro da raccontare.Ci vuole l'una e l'altra ma ...non confondere le cose :wink:

MessaggioInviato: gio giu 30, 2005 12:00 am
da theater
e dal tuo modo di vedere/ascoltare/apprendere cosa riesci a capire dal pezzo di evans ?


infondo nessuno di noi sa cosa pensasse il musicista in quel momento; sarebbe bello confrontare l ascolto, con l idea del musicista


precendentemente tu hai portato l esempio di un pezzo latin con in mente un isola caraibica, secondo te cosa arriva agli ascoltatori ?

MessaggioInviato: gio giu 30, 2005 7:16 am
da Raffaele * BANNED *
Dal pezzo di evans capisco che non ? la tecnica la cosa fondamentale ma la ricerca personale verso mete musicali che vanno oltre il mezzo per raggiungerle e non solo virtuosismi tecnici, nonostante in quel pezzo citato ci fossero due grandi batteristi di cui uno era Elvin Jones ( tiene un tappeto ritmico a dir poco stupendo unitamente all'altro grande Perrsip.Primo esperimento nel mondo jazz in cui suonano due batterie in un contesto in cui non battagliano, anzi neppure ti accorgi che sono due.Anche qui sta la ricerca costante di Gill...).Da gil evans si apprende, si ascolta si capisce la sua grande ricerca volta verso le timbriche particolari ; per questo ? unico.La sua storia la racconta nella ricerca costante di sempre nuove timbriche, nuovi arrangiamenti , nuove sonorit? (corni, flauti, chitarre elettriche...ecc.)...questa ? una bellissima storia da raccontare, e tutte le volte Gil ha qualcosa di nuovo da proporci...
Alla seconda domanda ti rispondo che, personalmente, non racconto una storia alla batteria per farla arrivare identica a cosa intendevo io agli ascoltatori, ma adopero questa forma mentis per creare una tessitura ritmica sensata, senza fronzoli inutili e che per me abbia un senso.Agli ascoltatori arriva la mia storia che pu? essere capita o meno, non importa, il messaggio ? un altro, non la storia che ho in mente; e' la mia onest? nel raccontarla, quello che per me conta e il pubblico recepisce.ti assicuro.Devo proprio andare,oggi ? una giornatazza ma spero di averti lasciato un messaggio che se tu vorrai potrai utilizzare quando suonerai.Non voglio insegnarti niente ne a te ne a nessuno in questo forum,ma, come dissi a suo tempo ad una dolcissima ragazza, le parole sono doni.Ciao