Comincio con le note positive che sono, a mio dire, decisamente più numerose di quelle negative, e comincio col dire che i pad in silicone sono piuttosto silenziosi e paragonabili, da questo punto di vista, alle pelli mesh, e questo mi sembra importante per chi, come me, debba suonare in appartamento. In più devo dire che i pad mi sembrano, dal punto di vista del rimbalzo che io sperimento sull’ acustica andando a lezione, decisamente più simili alle pelli acustiche di quanto non facciano le pelli mesh. Probabilmente questo è un fattore soggettivo ma, a mio parere, il rimbalzo delle pelli mesh porta un po’ fuori strada nello studio della batteria, essendo, sempre secondo il mio parere che però vedo condiviso da altri, decisamente eccessivo.
Procedendo, posso dire che il modulo sonoro DTX700 è davvero interessante, sia dal punto di vista della qualità dei suoni che della possibilità di regolazioni. I suoni, che sono complessivamente oltre 1200, possono essere” raggruppati” in 60 kit complessivi, dei quali 50 sono preset e 10 a disposizione del’utente. Comunque, anche i 50 preset sono sovrascrivibili da parte dell’utente, con la possibilità ovviamente di tornare alle impostazioni di fabbrica. Tutto ciò che è scritto nella memoria del modulo può essere sovrascritto e in questo discorso rientrano anche le impostazioni trigger che hanno complessivamente 20 posizioni di memoria, 9 delle quali già impostate in fabbrica.
A ciascun kit possono essere abbinate impostazioni di trigger, di equalizzazione e di effetti. Oltre alle impostazioni trigger già citate, si può utilizzare un equalizzatore parametrico a quattro bande e una serie sorprendentemente ampia di effetti che vanno dal compressore in varie versioni compresa quella multi banda, a vari tipi di chorus, a sei tipi di riverbero, a vari tipi di delay, phaser, flanger, distorsore, wah, autopan, e altri che ora non ricordo, anche messi in combinazione tra loro e ognuno dei quali con una nutrita serie di impostazioni. In aggiunta c’è un equalizzatore parametrico a tre bande che gestisce invece il suono complessivo del modulo.
E’ possibile abbinare a ciascun pad un massimo di quattro suoni diversi, detti “livelli”, scelti tra quelli in memoria e gestirli in vario modo, sia suonandoli contemporaneamente che in sequenza. Molte delle impostazioni del modulo possono essere abbinate non solo a tutto il pad ma, nel caso dei pad a più zone, a ciascuna delle singole zone, quindi con varie impostazioni separate per ciascuna zona.
Quello che ho notato subito che è regolabile tutto ma veramente tutto. A cominciare dal charleston del quale è regolabile la posizione di apertura, nel senso che è possibile regolare il punto del movimento dell’asta in cui il suono passa da chiuso ad aperto, la regolazione di quanto è aperto il suono del charleston quando si rilascia completamente il relativo pedale ( non so se sono stato chiaro ) e questo indipendentemente dalla posizione fisica del pad sull’asta, la sensibilità al footsplash, la regolazione della tensione della cordiera del rullante con possibilità di escluderla, la risonanza delle corde del rullante quando si suonano tom e cassa, la risonanza dei tom quando si suona la cassa.
Posso garantirvi che si perde la testa nei meandri delle varie impostazioni regolabili e il sottoscritto a distanza di tre settimane dall’acquisto, sta cominciando ora a districarsi nella foresta di valori impostabili, alcuni dei quali interagiscono tra loro in maniera abbastanza complessa. Per quanto riguarda la qualità dei suoni, posso dire che ci sono di fabbrica già una decina di preset che hanno come riferimento batterie acustiche, molte delle quali Yamaha, e tra queste il kit n. 12, il Beech Custom Absolute, che da solo vale il prezzo del modulo. Il sottoscritto, infatti, suona praticamente solo con quello, dopo averlo leggermente modificato. Nell’insieme i suoni sono molto plausibili, se si cerca, come il sottoscritto, in una batteria elettronica il riferimento al corrispettivo acustico. E’ chiaro che sono presenti anche i suoni elettronici, quelli con “fischi e pernacchi” come dico io e anche il mio insegnante, i suoni etnici di varia natura e kit particolari tipo quello che riproduce voci umane.
Ma la cosa che veramente chiude in bellezza questo discorso sui suoni è il fatto che il modulo abbia 64 Mb di memoria libera per l’acquisizione di campioni di batteria, in modo da poter caricare attraverso la porta USB tutti i suoni che vogliamo, da poter abbinare a qualsiasi pad, da poter modificare all’interno del modulo stesso per il punto di inizio e di fine del campione, per la possibilità di loop e per la "normalizzazione" del campione, da quello che ho capito una sorta di livellamento del volume.
C’è nella confezione anche una copia di CUBASE Ai5 per l’utilizzo del modulo collegato ad un computer.
Per le note negative che per fortuna sono poche, posso dire che, anche se il rack è abbastanza pesante e robusto tanto da non creare problemi nello svolgimento del suo compito, la plastica dei clamp ( si chiamano così ? ) che servono a sorreggere i vari pad è un po’ spartana e stringendo e allentando le varie viti si sente qualche scricchiolìo. Anche il cablaggio dei vari pad è un po’ spartano e la qualità dei cavi e dei jack non sembra esaltante.
Detto questo posso dire di essere comunque pienamente soddisfatto dell’acquisto e consiglio di dare un’occhiata a questo kit. Spero di essere stato chiaro e che la mia recensione, se così si può definire, possa essere stata utile.
Ciao !
Giancarlo.




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