@ Furlan. Ti ringrazio dei suggerimenti e mi associo ai complimenti per la tua conoscenza in fatto di piatti (ma vedendo i tuoi post la conoscenza riguarda un po' tutto il mondo delle batterie e 360 gradi!!!)
Per quanto riguarda i ride artisan light capisco cosa vuoi dire e in parte sono d'accordo con te.
Quando ho preso il mio in negozio ce n'erano quattro, tre light e un medium. tre li ho scartati subito perchè proprio non mi piacevano, mentre il quarto mi ha colpito subito. E considera che prima di prenderlo ci sono stato su almeno un paio d'ore, provando tutto quello che mi veniva in mente e con almeno tre bacchette diverse.
In passato ho provato anche alcuni dei ride che mi hai suggerito (encore, 3-point, HH). Nonostante appena li suoni capisci che hai a che fare con dei piatti ottimi e secondo me molto versatili, non hanno fatto al caso mio. Il punto è che anche nominare un piatto anzichè un altro vuol dire tutto e niente. Poichè ogni piatto è diverso dall'altro. Due piatti della stessa serie potranno essere simili ma mai uguali. E il suono che ne esce oltre che dal piatto dipende da come uno approccia al piatto stesso, dalla "mano" del batterista.
In questo sono perfettamente d'accordo con edmondo quando dice che basarsi su video e sample vari ha gran poco significato quando si deve valutare un piatto, e che la conoscenza viene da ore e ore di prove sul campo con lo strumento.
Il raw ride è stato il mio primo (e ultimo

) acquisto senza aver provato di persona il piatto.
E ti dico mi è capitato un piatto con alcuni aspetti particolari che non mi dispiaceva: crash molto scuro e controllato (veramente bello) ping non troppo definito ma che rimaneva anche a dinamiche importanti e poi un effetto sizzle naturale con un decadimento medio-veloce che lo rendeva particolare (e comunque diverso da tutti i sample che avevo sentito, tanto per rimanere in tema). Ma io sono dell'idea che non ti devi tenere un piatto perchè "non ti dispiace", secondo me un piatto deve darti un'emozione continua e una voglia di suonarlo "in ogni situazione possibile". E questo mi è capitato con il left side. Quando è arrivato in negozio me lo sono provato per bene e ho fatto una piccola registrazione del suono. Poi l'ho lasciato lì e sono tornato a casa. A casa mi sono messo sul raw ride perchè volevo capire quale dei due facesse veramente per me e alla fine la scelta è andata sul left. Così ho dato dentro il raw ride e preso il left side.
E adesso sto cercando il ride princiale. O meglio, tra tutti quelli che ho provato, quello che si combina meglio (naturalemente secondo i miei gusti ma soprattutto secondo il mo modo di suonare e di sentire la musica) è il custom dry da 21. Tu accosti il raw al costantinople. Ho provato anch'io diversi constantinople, ma sembra non sia un piatto per me. il discorso naturalmente è sempre riferito a quelli che potuto provare io.
Concludo questo lungo post riprendendo l'argomento artisan.
Perchè un set basato sugli artisan. zildjian Kcustom (left side+ custom dry) e sabian artisan (light) rappresentano per me due estremità "opposte" a livello sonoro. Molto scuri, ping woody, crash non so come definirlo... WUUAASHH (sicuramente chi li ha sentiti sa di cosa sto parlando), intenso e con rapido decadimento i primi, molto classici, ping delicato, overtones e una coda discretamente lunga, crash esplosivo i secondi.
Questi due set così diversi ma così complementari mi danno la speranza di poter arrivare ad una situazione definitiva, ad una "pace dei sensi" in termini di "equipaggiamento".
Situazione definitiva che ho raggiunto per esempio con la batteria, dopo che quest'anno ho acquistato la mia prima (e definitiva) gretsch usa maple, dopo anni di ricerca e prove.