Flacco ha scritto:sostanzialmente più il piatto è grosso più perdi in definizione e pitch per gli hi hat, però a gudagno di maggior volume e presenza sonora.
i crash più sali di misura più guadagni volume e basse frequenze e coda più lunga, mentre piu scendi più guadagni attacco e toni alti; sempre restando che ogni serie e piatto ha caratteristiche precise che non si possono riassumere in 2 frasi

Occhio che il pitch (alto/basso) dipende oltre che dal diametro anche dallo SPESSORE. Più il piatto è spesso e più acuto è il pitch (restando costanti le altre caratteristiche: diametro, curvatura, campana etc.).
Quindi il rischio frequente è che un piatto piuttosto piccolo ma anche sottile (come spesso succede) finisca per avere un pitch simile ad un piatto più grande ma anche più spesso. Perciò consiglio la "progressione inversa": charleston bello pesante, crash piccolo medio-pesante, crash grande medio-leggero, ride leggero (nei limiti del possibile e degli stili musicali, ovvio). Questo sistema non soltanto garantisce la diversità timbrica/tonale fra i piatti, ma anche la versatilità dei singoli: il crash piccolo ma "robusto" può essere usato anche di potenza; il crash grande ma non pesante può fare da ride leggero in contesti acustici; il ride leggero può essere "crashato" per accompagnamenti alla Keith Moon / John Bonham / Van Halen o usato persino in àmbito jazzistico (dipende dal tipo di bacchette, da come lo suoni, etc.).