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RECENSIONE SET ZILDJIAN K EAK 20 18 14 + SAMPLE

MessaggioInviato: mer feb 09, 2011 11:26 pm
da matteo t
Innanzitutto, prima di cominciare, desidero ringraziare Giovanni (Gamberini ndr) per avermi attaccato la malattia, contagiosa per fortuna, chiamata “I LOVE EAK”.

Chiedo anticipatamente venia al Maestro per l'uso e l'abuso dell'aggettivo “sferragliante”, fatto mio ed entrato nel mio lessico piattaio dopo un suo utilizzo in un topic attinente all'argomento di qualche tempo fa.
SFERRAGLIANTE sarà un aggettivo calzantissimo per questa tipologia di piatti. Il copyright è tutto del maestro, chiedere a lui per la giusta e calzante definizione.

(Per chi non lo sapesse la sigla EAK sta per Early American K's, ovvero i primi K prodotti in USA, agli inizi degli anni '80, ma per la cronistoria, fare search e troverete l'impossibile, anche e soprattutto grazie a quel signore di cui sopra.)

Mi preme ricordare inoltre che le finalità di questa non è il mero vantarsi o altre stupide velleità, ma bensì il fornire elementi di riflessione (meditate gente, meditate), di comparazione e soprattutto di informazione su oggetti ormai rari e da “collezione” per neofiti e non, in modo da acquisire conoscenze (empiriche e non) in ambito, cosa che io ho avuto la fortuna di avere, ma soprattutto mi piacerebbe trasmettere CONSAPEVOLEZZA di cosa è un EAK e cosa non è. Non ci troviamo di fronte al “piatto migliore” o altre banalizzazioni, ci troviamo di fronte ad un piatto con un'anima definitissima, e se lo si vuole e lo si cerca, che si sappia, almeno, che cos'è.

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Mi accingo a descrivere nei miei mezzi e nelle mie possibilità 3 splendidi, superbi piatti:

zildjian k EAK Hi Hat 14”
zildjian k EAK Ride 20”
zildjian k EAK Crash-Ride 18”

Oggi ho testato il ride e il crash ride, l'hh attualmente è a “riposo”, ho avuto modo di testarlo (e di innamorarmici follemente) ampiamente nei mesi passati.

STRUTTURA.
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Sono piatti che si presentano belli solidi, martellati anche sulla campana (elemento distintivo EAK), con la K sopra e sotto e più vicina al bordo esterno (elemento distintivo EAK).

Al feeling con la mano in generale si presentano più duri dei K attuali, in generale sono a parità di misura più pesanti.
Martellati a mano (e si vede eccome) quindi molto simili per “diversità” (io preferisco l'aggettivo “unicità”) ai piatti della nota casa pistoiese

Gli esemplari in mio possesso sono vissuti, suonati, ma perfettamente integri nella forma.
La K del crash ride risulta cancellata, così come le scritte, mentre il ride sta messo meglio, l'hh è messo ancora meglio (ex proprietario il signore di cui sopra, ed ho detto tutto).

Una nota particolare, da segnalare, (attendo chiarimenti di Giovanni) è la scritta “RIDE” rivolta all'esterno, così come lo stamp.


SUONO.
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Unico.
Pregno.
Profondo.
Intenso.
Urlatore.
Espressivo.
Indomabile.
Ma soprattutto, SFERRAGLIANTE (da me inteso come “caldo seppur freddo”.

Questi in sintesi, gli aggettivi che io sento assolutamente pertinenti per questi piatti.

HI HAT 14”.
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Morbido, pastoso, dolce, caldo e profondo.

E' il piatto che si discosta più di tutti per carattere dagli altri due. Chiuso ha una buona definizione, ma soprattutto lo si ama per la profondità, la tonalità calda e soprattutto dolce, melodica, musicalissima.

Scuro con volume, intensissimo da aperto.

Ne scaturisce un charly PER FARE MUSICA, per suonare con altre persone, ti fa venir voglia, suonandolo, di chiamare altre persone, imbracciare gli strumenti e fare qualcosa insieme, davvero!Dopo un po' che lo si suona da soli, sulla batteria, si percepisce la sua DIROMPENTE MUSICALITà (strano per un hh no?), la presenza ma MAI invadenza.

Anima particolarissima e suono DEFINITO, nel senso di “fatto”, “centrato”, unico, E' LUI, come tutti gli EAK, lo ami o lo odi, lui è NERO, o BIANCO, mai GRIGIO!!!
Ma non fraintendiamoci, non suona sempre uguale ehehe, sensibile alle dinamiche, ha una gamma tonale intensa e varia, solo che, come dire, riconoscibilissima. Definita in un “raggio” direi “definitivo”?”Circoscritto”?
Spero di essermi spiegato...


CRASH-RIDE 20”.
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Incazzoso, urlatore, campana e crash very loud, caldo e SFERRAGLIANTE.

Il volume, l'urlo, la campana ed il calore che non t'aspetti da un crash-ride, soprattutto K!!!!!!

Più loud del mio avedis crash-ride, ha un volume e una campana da far impallidire.
Non so in quegli anni cosa intendessero per crash-ride, ma questo butta giù i muri.

La tonalità è molto k's, scura (ma meno, molto meno dei crashes K attuali ndr) ma SFERRAGLIANTE (si veda più in alto la definizione), pieno come crash, definitissimo, se pestato a dovere (suona meglio con dinamiche forti che altrimenti) urla come pochi altri crash.

Come ride ha una campana che, come detto, è notevolissima, come ping risulta più pastodo del ride, ma di poco, tonalità del ping più alta (ovviamente) di un ride.
Risulta a tratti indomabile come ride, fuori controllo a volte...e sensibilissimo ad ogni colpo di bordo della bacchetta a mò di crash.

Versatilissimo, veramente dal jazz, sizzle con catenella, al rock più pesante. Sto piatto si fa sentire e prende a calci in culo molti “giovinetti” brillantosi, suoi fratelli, cugini e anche no...fa il culo a strisce date retta!

RIDE 20”
- - -

SFERRAGLIANTE, pingoso quanto basta, campana “integrata”, absolutly vintage, suono “già sentito ma...dove?”, volume e tanta tanta musicalità.

Ho avuto la fortuna di possedere una riedizione EAK, ride del 2006 con K sopra e sotto, brilliant, dovuto partire (ahimè, è stata davvero dura, ma l'EAK è come il banco, vince sempre) pochi giorni fa.

Le differenze sono a dir poco LAMPANTI con questo EAK.

Molto sommariamente? Lo trovo più DURO.
A percuoterlo, non lo vedo vibrare (VIBRANT, il bellissimo ed appropriatissimo aggettivo dal sito Zildjian) come la riedizione, e la campana sta “più dentro” al suono, rispetto alla procacità e prepotenza della campana del k 2006.
Ping più definito, meno pastoso del fratello (direi figlio và...) moderno, all'inizio ll'è dura, dopo anni di k 2006, ci si sente spaesati e spaventati proprio.
Paura che non sia più “IL RIDE K”.
Sgomenti che non sia musicale.
Questo suono SFERRAGLIANTE, freddo, freddissimo ti porta (o riporta) alla mente le parole di Pippo, il quale esperto jazzista diceva se interpellato di aver sempre trovato i ride K “con coda,ping ed alone metallico e inadatti al jazz”. Inizi a credere che non lo sentirai mai “dentro2 come il predecessore.

Arrivano amici in sala, attaccano gli strumenti, si suona.

E qui, qui CAPISCO IL VERO SIGNIFICATO DELL'AGGETTIVO GAMBERINIANO: sferragliante.

Nella musica, DENTRO la musica, è tutta altra storia.

LA FREDDEZZA, IL GELO, il ping “metallicoso” si trasforma insieme alle chitarre, il basso e la voce in MELODIA, musica, di colpo tutto lo spettro tonale diviene caldo, come una cartina tornasole.
Non so spiegarlo, davvero, e mi trovo in difficoltà lessicali.

Non mi spiego come un piatto, con un suono definito e personale, da freddo, diventi caldo. E' assurdo, ma è così.

Le crashate divengono accenti groovosi, il ping ti arriva, la campana è non invadente ma ci sta dentro tutta alla grande, ma soprattutto percepisci “QUEL SUONO...QUELLO LÌ, DOVE L'HO SENTITO..DAAAI QUEL RIDE LÌ...DI QUEL TIPO..”.
Un suono a tratti già udito, udito in mille video, mille dischi, qualche annetto fa.

Non faccio nomi perchè, o Padre, non son degno.

E allora la paura, lo sconforto, lo sgomento, si trasformano in FEDE.
I TRUST IN EAK.

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Lo so, può essere ridicolo, ma è fottutamente così.

A mio avviso NON sono piatti da jazz, leggerini etc...questi son piatti pesanti (relativamente), son piatti che vanno suonati con un bel polso, non hanno paura di nulla, gli ridono in faccia agli A Custom projection!!!!

Sono oggetti NON PER TUTTI, (io sono l'ultimo degli ultimi, faccio cahà, ma a me st'idea di suono piace) non siamo di fronte al “classico suono k” come lo si intenderebbe oggi, sono piatti sì versatili, ma da domare, non sono PIATTI FACILI. Io per primo devo imparare a usarli a modo, assolutamente!
Chi vuole il K che ha sentito alla clinic di harrison, NON prenda gli EAK.

Chi vuole piatti vibranti (adoro quest'aggettivo), scurissimi, puliti (parlo di suono testuzze), insomma il suono K del 2000, NON prenda gli EAK.

Questi (il Ride e il Crash-Ride) a mio avviso rappresentano il suono “K” ASPRO (non acerbo ocio), PUNGENTE, RUVIDO e PRIMORDIALE del K sound odierno, che a mio modo di udire è stato addolcito, ammorbidito ma ahimè, a tratti anche slavato.(Ricordo, al fine di una mia personale LEGITTIMAZIONE E CREDIBILITÀ, il mio fortunato e sudato possesso di crashes K 16 17(x2) 18 19, crash-ride k 21, splash k 10. ride k 22 jazz '80s, k custom dry light 20.)

L' hh invece lo trovo AL CONTRARIO più dolce e meno metallico degli HH k odierni, in assoluto il mio piatto preferito.
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Questo dovrebbe essere stato il mio personale parere su questi 3 piatti K EAK.

Ho cercato di mettere in parole quello che mi hanno detto le mie orecchie.

Ma soprattutto è stato il cuore a parlare, semplicemente perchè, un suono così, parla a lui.

Citando un amico, davvero, davvero credo che il cuore abbia sempre ragione.

E mi piace pensare che dopo 30 anni di onorato servizio presso un batterista classe 1947, questi piatti possano fare altrettanta strada con un batterista che di strada (si spera) ne ha da fare ancora molta.

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K ride 20" "riedizione eak" 2006 che mi ha lasciato
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SAMPLE FATTI CON AUDIO DELLA MACCHINA FOTOGRAFICA....NON RENDONO ASSOLUTAMENTE, ma li ho fatti, e li inserisco....ma rendono il 20% di come suonano sti piatti!!

http://www.youtube.com/watch?v=B1FpWu1XNCk

http://www.youtube.com/watch?v=zCgA-BMI ... re=related

MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 8:29 am
da pietro di pietra
Quanto mi piace sto forum: tutte le volte che lo leggo mi fa venire voglia di comprare qualcosa di nuovo.
Ma non si può, nono.
Paypal has the power.
Non so perchè, ma "I love Eak" mi suona un po' emo.

MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 8:39 am
da Jelko
matteo, ti faccio un favorone guarda: 150 euri e te li prendo tutti e 3 visto che a te non piacciono!! :mrgreen: :mrgreen:

Cavolo che recensione... che dire... io amo tantissimo i K moderni, custom o non custom grazie ai quali ho trovato il mio suono. Gli EAK non mi dispiacerebbe provarli prima o poi...

MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 8:54 am
da livser
Bravo Matteo. Da batterista "vintage" (data l'età) :) e ex possessore di EAK, sottoscrivo e condivido, anche se nei K "moderni" ho trovato anch'io come Jelko il mio "essere" cimbalistico.
Gli EAK - soprattutto quelli brilliant - sono i papà (con più classe, profondità, ricchezza e carattere) dei moderni A Custom: mica per niente qusti ultimi Colaiuta se li è fatti fare da Zildjian dopo anni di uso di EAK brilliant.
E' molto comune - se non normale - anche la timbratura con le scritte "al rovescio", propria di quegli anni.
Ancora complimenti, hai reso bene l'idea, se fossi ancora moderatore ti sposterei il topic negli "Importanti" :-)

MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 9:04 am
da neil_peart
Bravo Matte. Bella recensione.
Queste recensioni così dettagliate sono un ottimo punto di riferimento per chi vuole informazioni precise su strumenti di questo valore e fattura.

:wink:

MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 10:34 am
da Giovanni Gamberini
Matteo, sei un grande.

però ti faccio un unico appunto: non sei stato attento nel consultare la mia "letteratura" sugli EAK, perché le scritte verso il basso ci sono, eccome, ed anzi sono la maggioranza: è la seconda generazione degli EAK.

Riporto qui sotto parte di un mio mp appena mandato a Matteo (qui lascio la parte di competenza generale)...

***

C'è una prima serie di EAK in cui le scritte sono girate verso la campana perché è la stessa direzione da cui si legge la K se tieni il piatto in piedi ("contro il muro", diciamo); ed una SECONDA serie in cui le scritte sono girate verso l'esterno perché così si leggono "dal dritto" quando il piatto è su un'asta e giri la scritta verso di te. Naturalmente, questo modo di stampare le scritte è proseguito nei K "moderni" di fine '80-primi '90 (già trattato ampiamente).

Quindi gli EAK che hai preso (almeno quello con le scritte superstiti) è della seconda serie. Perciò l'anno 1982 [anno dell'acquisto secondo il precedente proprietario] mi pare molto dubbio: innanzitutto gli EAK compaiono sul mercato quantomeno a FINE '82 (la prima "prova" della loro esistenza che sia riuscito a trovare è una recensione su una rivista inglese dell' ottobre '82 trovata in rete - ho proprio il "cartaceo" acquistato su ebay; e la prima "price list" Zildjian che li comprende è quella datata primo gennaio 1983). La seconda serie, per quanto partita presto, è almeno dell'84 (nota: nella prima c'erano solo hh, crash e pochi ride; la seconda amplia a china, splash etc.). E anche la seconda serie ha la martellatura sulla campana, etc., ma avevo sempre detto chiaramente anche questo (è uno dei caratteri che identificano gli EAK in generale).

[Il precedente proprietario ha lasciato a Matteo anche un sacchetto Zildjian originale, sul cui retro sono indicate le serie Zildjian disponibili all'epoca, ed è inclusa la serie Z] Serie Z etc: magari ricontrollo, comunque la cosa del sacchetto con le serie indicate - Z inclusa - ti conferma che gli EAK in questione sono almeno di metà anni '80, quindi seconda serie etc. etc.

***

Quanto al fatto che I PIATTI HANNO "UN SUONO" IN NEGOZIO - O SUONATI DA SOLI IN SALA PROVE - ED "UN ALTRO SUONO" SE C'E' TUTTO IL GRUPPO (OVVERO IN UN CONTESTO REALMENTE MUSICALE): GRANDE MATTEO (mi ripeto...).

E' inutile una zappa bella di per sé, se poi "sul campo" (in senso proprio!) zappa da schifo. Preferisco una zappa bruttacchiola ma che zappa di brutto, ed anzi è l'UNICA zappa che abbia senso. 'Na zappa è fatta pe zappà, e 'n piatto è fatto pe ppiattà!!! E 'NNAMO, SU!!!

***

Postilla: dove hai sentito quel suono? Ti do tre suggerimenti:

http://www.youtube.com/watch?v=gt7mtdLha-c

http://www.youtube.com/watch?v=VEJ8lpCQbyw

http://www.youtube.com/watch?v=ugiwizE5rYg

...il meglio degli anni '80...

MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 11:14 am
da matteo t
Grazie a tutti...!

@giovanni: ehehehe ma l'ho letta attentamente, ehehehe la mia era una "domanda" un pò timorosa, dato che non mi seto ancora in grado di affermare con certezza...mi aveva messo un dubbio sto fatto della scritta...ehehehe
Come si dice dalle mie parti "meglio aver paura che buscarne"!!

Boh, poi sto tizio mi ha mandato il sacchetto in questione, ma non si ricorda se è del periodo dell'acquisto (che lui fa coincidere con la mia nascita, dall'82-83) o postumo....effettivamante avevo letto che la serie Z è stata introdotta a partire dall'87, ma lui è certissimo di averli acquistati nell'82-83, boh magari '84, ma non dopo..
Riguardo all'aver udito beh...mi riferivo ESATTAMENTE al secondo e terzo risultato che hai postato, non dico il ome che non sn degno...soprattutto del terzo..
Grazie Giovanni della tua utilissima precisazione, per me è grasso che cola, come sempre!!!

@livser:ah, davvero c'entrano gli ACustom??? Ho imparato una cosa nuova...!
@jelko: ahahahaha, potrei fare 100 sediti e non se ne parla +, e avresti fatto l'affare del millennio!!Ma solo perchè sei tu e perchè ti chiami come me!

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MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 11:43 am
da Jelko
Comunque io dei piatti del genere avrei paura a suonarli.... un K moderno se lo rompi puoi riprenderlo uguale (piangendo per il prezzo) ma un EAK se lo rompi sei fregato... oddio, puoi anche ritrovarne uno uguale ma solo se hai una gran botta di culo! :o

Rinnovo comunque i complimenti a Matteo per la recensione ed a Giovanni Gamberini per l'incredibile conoscenza dei piatti Zildjian! :wink:

Io sinceramente mi limito a percuoterli! :mrgreen:

MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 12:11 pm
da The King
EAK. I love them.
Ed il significato di "un altro suono quando c'è il gruppo" lo capisco appieno... Sapessi quanto.
Il mio AVEDIS da 24" suonato da solo ha un'anima violenta ed imponente. Quando suono con il gruppo invece diventa parte integrante del suono, con tutta quella pastosità e quell'alone incredibile di frequenze... Rimane il ping definito della bacchetta e quel "woaoaoaho" di armonici va a riempire i vuoti lasciati dalle chitarre, amalgamando il tutto...
Ma questa è una caratteristica degli Zildjian caro mio... Ne ho suonati di piatti... Sabian, Ufip, Meinl...
Ma quest'anima incredibile ce l'hanno solo gli Zildjian, Paiste e non tutti i Sabian... C'è poco da fare.

MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 12:13 pm
da livser
sisisisisi confermo PRIMA META' DEGLI ANNI '80 (il mio 17" K DARK brilliant comprato nuovo da me tra l'85 e l'86 aveva quello stesso sacchetto!)
e sisisisi gli A Custom derivano dall'amore del Vinnie per gli EAK BRILLIANT.

Jelko, ti capisco, e posso dirti che li ho venduti (BENE, tra l'altro) proprio perchè cominciavo ad avere paura a suonarli (e ovviamente anche perchè i K "odierni" mi piacciono molto) :D

MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 12:53 pm
da matteo t
ma la serie Z in che anno è stata introdotta???

MessaggioInviato: gio feb 10, 2011 1:06 pm
da Paul Valium
Fratello! Sei un grande! :B

Davvero fatta col cuore, il tuo trasporto ed il profondo rispetto che evidentemente nutri per questi capolavori fanno si che la tua più che una recensione sia una sorta di emotional transfer, io dopo un pò mi sono già visto nella tua saletta e godere come un riccio. :D

A volte è una impresa impossibile descrivere come suona uno strumento, e nel tuo caso l'impresa era ancora più ardua data la 'complessità' sonora che caratterizza piatti come questi, eppure ci sei riuscito. Sulla bontà oggettiva dei piatti in questione non mi esprimo, sarebbe pleonastico, sul gusto entriamo nel campo della soggettività, non tutti proverebbero il tuo stesso feeling, ma quello che conta (essendo tuoi) è che per te sia così. In un contesto espressivo e creativo è importante creare questo 'legame' coi propri strumenti, c'è poco da fare: la vibrazione positiva che ne scaturisce arriva anche a chi ci ascolta e forse è questa una delle cose più appaganti per un musicista.
Insomma, non posso che essere contento che queste 'creature' siano nelle tue mani, ma era inevitabile, forse inconsapevolmente ma con la tua sincera passione hai stimolato una relazione karmica con essi.

Solo una (pignola) nota tecnica:
a quanto ne so, per gli EAK la martellatura non era al 100% manuale nel senso che si effettuava una martellatura di base a macchina e poi si raffinava la resa tonale e timbrica con l'intervento di un esperto martellatore 'vecchio stampo'. Cosa che comunque rendeva preziosa questa linea dato che Zildjian aveva già da tempo del tutto abbandonato la martellatura tradizionale nelle sue produzioni.

Emmò Mattè: dagli dentro!!! E sferraglia a più non posso!!! :tru

P.S.:
Serie Z = 1986

MessaggioInviato: ven feb 11, 2011 11:49 pm
da AleCarb
si, il cuore ha sempre ragione fratello mio!!
Bella recensione! Tanti auguri per questi nuovi suoni entrati in famiglia!
Abbraccio

MessaggioInviato: sab feb 12, 2011 8:26 pm
da SignoriDrums
Allora, vista la descrizione di questi EAK mi è sorto un dubbio e sono andato a ritirare fuori i miei K:
Un Dark Crash da 16" pre-numero di serie e precedente alla distinzione medium-thin/thin.
http://www.labatteria.it/public/file/Dark_Crash_K16.JPG
Un hihat da 14" anche quessto pre-numero di serie:
http://www.labatteria.it/public/file/HH_K14.JPG

Ora, ho sempre saputo che erano vecchiotti, ma a questo punto vorrei sapere se sono EAK.
L'hihat è meraviglioso, mentre il crash mi piace un po' meno, ma quando ho letto la definizione "sferragliante" mi si è accesa una lampadina.
I miei veri vintage sono avedis degli anni '50, ma avere un paio di EAK non mi dispiacerebbe, ecco.

Ah, anche se non lo fossero, ho pagato il crash 150'000lire, mentre l'hihat 50'000 più un hihat sabian B8Pro.
Purtroppo non si fanno più affari così...
Bye!!!
M.

ps: dimenticavo, ho anche la borsina di plastica della Zildjian che ha postato Matteo.

MessaggioInviato: sab feb 12, 2011 8:56 pm
da matteo t
sai che l'hh mi pare proprio un eak?

Cmq, hanno la K anche sotto?

la campana ha una martellatura evidente?

Minchia cmq, non li hai pagati nulla!

Se vorrai disfarti di crash e sacchettino, sai chi devi contattare :D

Cmq per una certezza 150% senti il Buon Giovanni..

MessaggioInviato: sab feb 12, 2011 9:28 pm
da SignoriDrums
Guarda, l'hihat ha la K anche sul bottom, il crash sotto ha la scritta Zildjian.
Così ad occhio mi sembra di vedere martellature anche sulla campana di entrambi.
Aspettiamo Giovanni, comunque.
Bye!!!
M.

MessaggioInviato: sab feb 12, 2011 11:42 pm
da matteo t
allora il crash è anni '80, fine '80, l'hh dovrebbe essere eak...dovrebbe... :B

MessaggioInviato: dom feb 13, 2011 1:36 am
da matteo t
AGGIUNTI SAMPLE VIDEOOO!!

MessaggioInviato: mer gen 16, 2013 12:16 pm
da ale.morelato
riuppo questo super-topic (complimenti a matteo, e anche a giovanni, per le descrizioni degne di enciclopedia) per chiedere un informazione per voi banale.
se un K anni '80 ha la scritta K stampata sia sopra che sotto, è di sicuro un EAK? oppure ci sono anche piatti post-EAK (fine anni '80) con la K su entrambe i lati?
grazie :-)

MessaggioInviato: mer gen 16, 2013 3:55 pm
da matteo t
purtroppo dal 2003 al 2007 circa (ventennale della prod degli EAK) la zildjian ha messo in commercio piatti con la K su e giù...

Io avevo un ride di questa serie....non male, ma non c'entra un cazzo con gli eak..

se hai foto ti dico!

MessaggioInviato: mer gen 16, 2013 4:05 pm
da SukkoPera
Uhm, mi spiegheresti meglio la storia delle "riedizioni EAK" del 2006? Come si distinguono? Si trovano facilmente?

MessaggioInviato: mer gen 16, 2013 4:11 pm
da matteo t
sono normali k moderni, solo con la K sotto anche.
Non vi è ne martellatura su campana, ne tornitura tipica degli EAK.

Solo una commemorazione...

cmq il mio era in finitura brilliant, scritta RIDE in stampatello maiuscolo e K anche sotto, ed era del 2006...

Un gg di questi faccio un bel topic esplicativo sugli eak, ho finalmente i cataloghi originali cartacei Zildjian, che datano la loro entrata in commercio nel 1983.

Non ne posso più di vedere su mercatino pazzi che chiamano EAK cosa EAK non è, o li datano dal 79 (quando c'erano i K Canadesi dove ora c'è Sabian) fino all'81...

Addirittura ora c'è un tizio che vende un normalissimo K fine 80 primi 90 spacciato come eak del 1985.

No via, debbo tirar fuori i "documenti" e fare chiarezza

:mrgreen: 8)

MessaggioInviato: mer gen 16, 2013 4:25 pm
da darkmax86
:tru grande Mattè! Illumina noi ignoranti su questi EAK!

MessaggioInviato: mer gen 16, 2013 4:49 pm
da bobobo
Ti prometto che appena avrò tempo leggerò tutto con attenzione!! :tru

MessaggioInviato: mer gen 16, 2013 5:03 pm
da SukkoPera
Grazie del chiarimento! :wink:

MessaggioInviato: mer gen 16, 2013 5:56 pm
da ale.morelato
quindi con stamp K sopra e sotto ci sono SOLO gli EAK e le riedizioni dal 2003 al 2007 ?? non ce ne sono altri?
allora se il piatto in questione è anni 80 e ha K sopra e sotto è un EAK.. :o

MessaggioInviato: mer gen 16, 2013 6:32 pm
da matteo t
in teoria si.....

ma bada che abbia anche la martellatura sulla campana....

la K deve essere attaccata quasi al bordo esterno....ah, OVVIAMENTE non ci deve essere il seriale sotto lo stamp.

Cmq tutti in coro ringraziamo solo e soltanto Giovanni Gamberini per essere il filologo e studioso di tale materia.

Io riporto solo i suoi studi da assistente!!! :wink: