ha risposto a varie domande:
- la questione del piede e del pedale:
ha parlato del fatto che ha casa ha tutti i pedali esistenti, ma secondo lui non esiste il pedale che soddisfa le sue esigenze (il suo è un "mostro" fatto con pezzi di vari pedali").. per lui il top dei pedali mai esistiti è il CAMCO... secondo lui è meglio la fascia, la catena sbilancia il pedale a quanto ho capito (la catena era stata inventata come catena singola, per alleggerire la camma, non ricordo perché)... i pedali di oggi spesso sono veloci all'andata ma lenti al ritorno, cosa che non va bene... poi ha spiegato che il battente della cassa non deve rimanere attaccato alla pelle quando si dà il colpo, se no ti sforzi molto, rendi di meno, non sfrutti il rimbalzo e il suono è peggiore... ci ha fatto vedere che la molla può anche essere molto smollata, e anzi ci ha mostrato che lui riesce a suonare anche senza molla (ogni tanto ovviamente il battente si fermava contro la pelle.. chiaro che la molla CI VUOLE, però se sai usare bene il pedale basta tenerla poco tesa)... la tecnica dei piedi si sviluppa analogamente a quella delle mani, per cui la forza e la velocità dipende in primis dalla tecnica... ha fatto vedere anche come fa i doppi e i tripli colpi (tecnica dello slide)
- la questione del registrare in studio
spesso le produzioni ti dicono di suonare "come una macchina", ma spesso si tratta di avere un approccio psicologico, in quanto i produttori e gli artisti spesso non sanno esattamente cosa vogliono... per cui lui in primis cerca di essere creativo e di mostrarsi interessato al progetto (chiede all'artista di suonargli la canzone alla chitarra, di fargli leggere il testo, e prova poi a farci un ritmo sopra anche semplice, magari un 4/4 suonando un sonaglio col braccio destro, e magari così va già bene)... poi se vede che proprio non riesce a trovare quello che la produzione o l'artista cerca, preferisce tirarsi indietro e consigliare loro qualche altro batterista, piuttosto che snaturarsi... così comunque ottiene rispetto in quanto batterista di professione
- l'approccio allo studio di una tecnica
quando si inizia a studiare una tecnica bisogna prima di tutto smontarla in tutti i suoi componenti essenziali, quindi provarla in modo lentissimo e aggiungendo un componente per volta.... comunque la tecnica dev'essere sempre finalizzata al fare musica, non serve andare a mille all'ora su una tecnica se poi non sai come usarla in modo musicale... per mostrare questo, ci ha fatto un solo usando SOLO il paradiddle, scomposto e con accenti spostati in vari punti
- lo studio col click
è una cosa che bisogna imparare, anche i più grandi hanno dovuto impararlo, perché non si è mai naturalmente rigidi al 100% col tempo...il che non è necessariamente un problema, si può essere elastici col tempo se lo si sa fare... il rischio di accelerare quando si esegue un pezzo è dato dalla fretta e dalla tensione, mentre sul set bisogna essere rilassati e aspettare i momenti giusti, rispettare le pause giuste...
- accordatura cassa
per aggiustare l'accordatura quando devi fare un concerto (perché ogni stanza ha la sua acustica) basta tirare o smollare i due tiranti più in alto .... lui usava ambassador sabbiata battente e risonante (non forata), con uno straccio come muffler incastrato davanti al pedale
ah poi il tipo della sonor che lo accompagnava ci ha spiegato quanto è figa la sq2, che si può personalizzare in tutto e per tutto bla bla bla
se ho dimenticato qualcosa correggetemi!!!!



