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L'influenza delle essenze sui suoni....

La sezione per discutere sul nostro strumento.

Messaggioda il magico alverman il lun set 10, 2007 10:18 am

ma... io penso che un essenza alla violetta o al mandarino, non possa cambiare il suono al tamburo , ma sicuramente lo rende piu' profumato :lol:
http://it.youtube.com/watch?v=49CFW4aH3 ... re=related
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il lun set 10, 2007 10:37 am

Sono d accordo con TND, ossia sono tutte pugnette di noi batteristi.
Il tamburo non ha una altezza sonora determinata, qualunque sia il materiale usato, e non pu? far melodie (a parte i timpani sinfonici...)
Semmai, la risonanza della cassa armonica del tamburo pu? influenzare il timbro ma solo noi batteristi aabbiamo un orecchio talmente sensibile alle timbriche che ne percepiamo la differenza.La gente comune da molta pi? importanza alle frequenze sonore prodotte dagli altri strumenti melodici piuttosto che a capire le differenze timbriche di una yamaha in betulla anzich? una pearl in acero
Il timbro dei nostri amati tamburi ? molto pi? complicato....e come dimostra questo topic non ? solo un dato scientifico ci? che ci fa sentire la differenza tra acero e betulla, ma pi? che altro ? un aspetto molto psicologico, sono fisse mentali...Insomma son pugnette!!! :)
Magico, hai ragione...proprio alcuni giorni fa ho aperto un tamburo d'eucalipto, suonava come ogni altro tamburo, pi? o meno...ma l'odore che ne ? uscito appena tolta la pelle...incredibile, veramente profumo all'eucalipto.Buonissimo!!!Avrei leccato il legno :D
raffaele
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Messaggioda IlGiovaneIko il lun set 10, 2007 11:08 am

@ Jump .... il problema dal mio punto di vista ? che il tamburo (inteso come cilindro e non come cavit?) NON SUONA!

O per meglio dire non contribuisce al suono che noi percepiamo se non tramite un'azione di disturbo, generata dal fatto che quando colpisco la pelle, forzo una vibrazione sul fusto che, come giustamente faceva notare TND, avr? una risposta in frequenza dipendente dal materiale, dal numero di strati, dal tipo e qualit? di colla eccc .... questa vibrazione a mio parere non ? percepibile come suono, ma influenza il suono generale in quanto causa disturbi alla distribuzione teorica delle onde sonore modificando localmente e "armonicamente" le superfici interne del cilindro.

Non so se mi sono capito :D
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Messaggioda John Doe il lun set 10, 2007 11:32 am

Le propriet? maieutiche di quest'uomo sono fantastiche... :D

Iko mi hai convinto.. non so se ci? che hai scritto ? giusto a livello di fisica del suono...ma l'hai scritto talmente bene che lo do per buono a prescindere! :a: :D
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Messaggioda Gabryel il lun set 10, 2007 11:55 am

Chiaro iko, chiaro :o

:D :D

Il suono (l'attacco) lo f? la pelle, il quale viene amplificato e modificato dai fusti (la risonanza).
E in base al tipo di fusto (materiale, fattura e meccaniche), questo risulter? differente...mi sembra piuttosto semplice no? :a:

E in ultimo, lo appoggio al maggico :B
?p :o
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Messaggioda jump65 il lun set 10, 2007 12:20 pm

@Iko: sono 'abbastanza' d'accordo; cio?:

- alla domanda 'da quale parte del tamburo esce il suono?' rispondo 'fondamentalmente (per un vago :D 90-99%) dalle pelli'.
- alla uletriore domanda 'le vibrazioni del fusto influenzano il suono' rispondo 'secondo me s?, e in modo abbastanza determinante visto che sulla mia yamaha Power V con attacchi non YESS devo infilare pi? o meno i tom sui supporti per trovare il 'nodo' dove la fondamentale del tamburo non si scarichi sull'asta (svitandomi i bulloni dei piatti e rendendo il tamburo completamente 'sordo' :mrgreen:)'
- alla ulterior-ulteriore domanda 'ma allora si sente o no il suono del fusto?' rispondo 'penso che le pelli facciano da altoparlante, poi che il suono del fusto sia evidente o no dipende da quanto suona il fusto (cio? dal suo spessore)'

In soldoni, penso che il fusto partecipi 'attivamente' al timbro del tamburo, anche se sono assolutamente d'accordo che non ? necessario che sia fatto di materiali 'esotici' per suonare bene.
...ma che tempo è? ...tempo perso...
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Messaggioda TND-storm il lun set 10, 2007 12:54 pm

IlGiovaneIko ha scritto:Ovviamente il processo ? complesso, ma continuo a non capire da cosa tu desuma che il materiale influisce sul primo effetto (che quantitativamente ? preponderante rispetto al secondo).

Mi manca il passaggio logico tra la prima parte del discorso e la seconda delle tua conclusioni, se riuscissi a farmi capire, te ne sarei estremamente grato.


Allora, vediamo se ho capito cosa nel passaggio non ? chiaro...

La pelle in vibrazione ? ovviamente in contatto con il fusto, ne consegue che una parte della vibrazione sar? sicuramente trasferita dalla pelle al fusto (e viceversa, una volta che il fusto entra in vibrazione).

Torniamo a pensare al movimento della pelle.
La pelle colpita dalla bacchetta si deforma verso il basso, con una deformazione che dipende dalla forza del colpo.
Per far capire meglio come si muove una pelle percossa da una bacchetta ho fotografato alcune immagini del libro che ho citato nel rimo messaggio precedente:

http://www.pastoriomarco.it/phoenixash/ ... drums1.jpg
http://www.pastoriomarco.it/phoenixash/ ... drums3.jpg
http://www.pastoriomarco.it/phoenixash/ ... drums4.jpg
http://www.pastoriomarco.it/phoenixash/ ... drums5.jpg
http://www.pastoriomarco.it/phoenixash/ ... drums2.jpg

Prendiamo in considerazione in particolare l'ultima (drums2.jpg):
Nonostante il colpo sia dato perpendicolarmente alla pelle, le forze generate non sono solo parallele al fusto.
La deformazione della pelle, sia in alto che in basso, produce una tensione sul bordo del fusto verso il centro della pelle. Questa tensione raggiunge il punto massimo nel momento di massima deformazione della pelle, sia esso in alto o in basso. In questo modo le vibrazioni della pelle si trasmettono al fusto.
Come vedete dalle immagini sopra i modi di vibrazione di una membrana sono molteplici e complessi, ed il fusto subisce le tensioni generate da tutti questi movimenti.

Questa a mio parere ? la causa principale di vibrazione del fusto, non tanto il movimento oscillatorio verticale della pelle (che poi non ? semplice come si potrebbe credere), quanto le tensioni generate da esso.
Avendo queste tensioni una forte componente perpendicolare al fusto, le oscillazioni proprie dei vari modi di vibrazione, ognuno con una particolare frequenza, vengono cos? trasmesse al fusto.

Saranno poi le caratteristiche del fusto stesso a determinarne il modo di vibrazione in relazione alle sollecitazioni subite.


Come si pu? ben immaginare a questo punto, un fusto meno rigido, cio? pi? sottile (a parit? di materiale), verr? maggiormente influenzato dalle tensioni generate dall'oscillazione delle pelli, e vibrer? quindi maggiormente.


Ribadisco che il tema ? molto complesso, in particolare per me ? difficile quantificare l'entit? delle vibrazioni del fusto rispetto a quelle delle pelli. Tuttavia l'esperienza pratica e le testimonianze di molti batteristi supportano la tesi che il fusto abbia influenza sul suono del tamburo, in maniera pi? o meno marcata a seconda delle caratteristiche del fusto.

Sentitevi liberi di correggere o smentire le mie considerazioni!
E' un tema che mi piacerebbe approfondire...

Ciao
Marco
Ultima modifica di TND-storm il gio apr 25, 2013 12:29 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda TND-storm il lun set 10, 2007 1:25 pm

Raffaele ha scritto:Sono d accordo con TND, ossia sono tutte pugnette di noi batteristi.


Beh, il succo del discorso non era esattamente questo... :lol:

Il tamburo non ha una altezza sonora determinata, qualunque sia il materiale usato, e non pu? far melodie (a parte i timpani sinfonici...)
Semmai, la risonanza della cassa armonica del tamburo pu? influenzare il timbro ma solo noi batteristi aabbiamo un orecchio talmente sensibile alle timbriche che ne percepiamo la differenza.La gente comune da molta pi? importanza alle frequenze sonore prodotte dagli altri strumenti melodici piuttosto che a capire le differenze timbriche di una yamaha in betulla anzich? una pearl in acero



In realt? se non si ha un "orecchio" abbastanza sviluppato (o allenato se vogliamo) non si potranno percepire le differenze nella qualit? acustica di due strumenti, di qualunque genere.
Ho sentito delle registrazioni di uno Stradivari paragonate ad un violino di liuteria moderna... sinceramente, nonostante qualche anno di studio del canto basato sulla percezione del suono, le differenze per me erano appena percettibili, e non avrei saputo dire con certezza quale dei due fosse lo Stradivari se non fosse stato indicato.
Resta il fatto per? che lo Stradivari costa milioni di euro, il violino di liuteria moderna meno di diecimila.
Un violinista con molta esperienza probabilmente troverebbe la differenza apprezzabile e sensibile. (anche perch? altrimenti gli Stradivari sarebbero diventati legna da ardere molti anni orsono... :) )

Allo stesso modo, per me qualche anno fa era molto difficile distinguere il suono di due chitarre. Ad esempio in famiglia abbiamo 2 chitarre acustiche (una era di mia madre, l'altra di mio padre, entrambe pi? o meno inutilizzate da anni...)
Ho imparato a strimpellare con la chitarra di mio padre, ma essendo pi? costosa dopo un po' ho evitato di usarla, suonando invece quella di mia madre quando avevo voglia di strimpellare qualcosa.
Al passaggio delle due non avevo notato una gran differenza...
Sono passati ormai alcuni anni, ho iniziato nel frattempo a studiare canto, ma ho continuato a strimpellare la chitarra di mia madre.
Qualche giorno fa per caso mio padre ha tirato fuori la sua chitarra.
Ho provato a suonarla un po' e... DA NON CREDERCI! E' un'altro pianeta rispetto a quella che ho suonato negli ultimi tempi!!!
Suono pi? aperto e pulito, pi? volume, un timbro pi? caldo e definito...

Il succo del discorso ?: la percezione del suono pu? cambiare, pu? essere affinata, si pu? migliorare.

Tornando nel campo delle percussioni, ultimamente ho cambiato i piatti, e tra centinaia di piatti tra cui scegliere all'essemusic ho preso degli Ufip Firm@ come crash e ride, un natural 13" come hihat.
Il punto ? che solo 2-3 anni fa se mi avessero proposto un piatto al prezzo a cui ho pagato questi mi sarei fatto una grassa risata, ed avrei detto che dei piatti di serie normali che costano la met? suonano altrettanto bene.
Invece nell'ultimo anno ho cambiato ben 3 volte il crash, dopo aver sentito il crash Firm@, ed ero sempre rimasto insoddisfatto del suono finch? non ho preso questo benedetto crash Firm@.
Il cantante del mio gruppo, che segue il mio stesso metodo di studio del canto anche da pi? tempo di me, mi ha aiutato nella scelta, ed era in grado effettivamente di percepire le differenze tra i vari piatti. Lui stesso, prima che gli dicessi quanto costassero i vari piatti, aveva individuato nel Firm@ il suono con qualit? acustiche migliori. (dire "bello" sarebbe fuorviante)

Facendo sentire poi agli altri componenti del gruppo i piatti nuovi, hanno apprezzato il suono, ma non hanno trovato differenze sensibili con gli altri piatti che avevo.



Per concludere, ? vero s? che la qualit? del suono di uno strumento non ? distinguibile dalla maggior parte del pubblico che lo ascolta, ma resta il fatto che siamo noi a suonare, siamo noi che utilizziamo quei suoni per esprimere qualcosa.
Alla fine quello che conta per me ? avere uno strumento che suona come piace a me, da cui posso ottenere il suono che voglio.
Questo non significa che la qualit? del suono sia irrilevante, anzi!
Quello che intendo dire ? che ? giusto che ognuno basi la scelta dello strumento secondo quello che gli trasmette, secondo le qualit? che riesce a percepire e secondo i suoi gusti.

[ehm... mi sa che sono andato OT... va beh, ormai ho scritto, col cavolo che cancello! :lol: ]
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Messaggioda Rikkos il lun set 10, 2007 1:28 pm

molto interessante come topic!
sono andato a sfogliare il libro che sto tudiando in questo periodo per un dannatissimo esame di acustica "Acustica Musicale e Architettonica" scritto da Cingolani (il mio prof di acustica) e Spagnolo ma nel paragrafo delle percussioni non cita per niente il fusto....per? secondo me una possibile influenza che pu? avere il fusto pu? anche essere quella di esercitare pi? o meno resistenza alla compressione dell'aria all'interno del fusto. se il materiale ne oppone di pi? allora l'aria opporr? sicuramente pi? resistenza all'oscillazione della membrana e quindi abbasser? un numero maggiore di modi iniziali...e quindi un materiale che ne opporr? meno lascer? pi? modi iniziali e quindi avr? un suono pi? ricco di "armoniche"(tra virgolette perch? non si possono propriamente chiamare armoniche dato che non sono progressive come in una corda per esempio)

poi magari sono solo cazzate perch? mi sto fondendo il cervello sulla vibrazione delle corde... :D
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Messaggioda IlGiovaneIko il lun set 10, 2007 1:33 pm

TND, quello che hai scritto ? sacrosanto, ma non ? che un altro modo di esprimere ci? che avevo gi? detto pi? su.... il che non spiega in via teorica l'influenza del materiale costruttivo del fusto sul suono del tamburo.... che poi tu mi dica che l'esperienza pratica e le molte testimonianze ti convincono, ? un altro paio di maniche :D

Io da parte mia sono convinto che quello che l'orecchio umano (o quello meccanico dei microfoni) percepisce ? l'impatto delle onde sonore generato dalle pelli e incanalato dal fusto e "mixato" dall'effetto di riflessione generato dalle pelli risonanti (tutto ci? largamente indipendente dal materiale del fusto). L'ulteriore deformazione dell'onda sonora percepita, determinata dai modi di vibrazione del fusto (in cui quindi entra in gioco il materiale), ? un effetto secondario di molto minor effetto, ma con rilevanza crescente tanto pi? la vibrazione generata dalla pelle ? vicina ad una frequenza propria del fusto.

Sempre come se fosse antani allacciascarpa scarpallaccia la supercazzola prenaturata.

Blindo?
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Messaggioda TND-storm il lun set 10, 2007 2:55 pm

IlGiovaneIko ha scritto:.... il che non spiega in via teorica l'influenza del materiale costruttivo del fusto sul suono del tamburo....


Mettiamola semplice, sempre collegandomi al mio intervento di prima (quello con le immagini).

La pelle oscillando produce variazioni di tensione sul fusto.
L'oscillazione non ? semplice, la pelle si muove secondo certi modi di vibrazione (vedi foto sopra), ognuno con una sua frequenza ideale.
Il suono prodotto dalle pelli ? la somma di queste frequenze.

Il fusto sollecitato da queste tensioni osciller? a sua volta, smorzando pi? o meno le sollecitazioni che riceve, e restituendo quindi parte dell'energia.

In pratica il fusto funge da "filtro" assorbendo certe frequenze pi? di altre.

Pi? il fusto ? spesso o solido, meno vibra, meno smorza le vibrazioni.
Pi? ? sottile (o meno ? solido) pi? smorza le vibrazioni.

Semplicemente, se la pelle scaricasse la tensione generata dal colpo su un materiale morbido, metti la gomma, la sua oscillazione durerebbe molto meno, la vibrazione sarebbe rapidamente smorzata.
Materiali diversi smorzano in modo diverso il movimento delle pelli.

Quindi l'influenza del materiale costruttivo del fusto sul suono ? gi? qui spiegata.

Inoltre va aggiunta l'interazione tra il fusto e la colonna d'aria, come abbiamo gi? detto in precedenza, ecc...


Insomma che ci sia l'influenza del fusto ? innegabile, anche in linea teorica.
Si pu? eventualmente discutere su QUANTO sia influente il materiale, cosa che secondo me dipende moltissimo dalla geometria e tipo di costruzione del fusto stesso.
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Messaggioda jump65 il lun set 10, 2007 2:58 pm

Quoto TND-storm, e aggiungo:
Raffaele ha scritto:Il tamburo non ha una altezza sonora determinata, qualunque sia il materiale usato, e non pu? far melodie (a parte i timpani sinfonici...)

Vallo a raccontare a Bozzio... :D :D
Scherzi a parte, le membrane, a differenza delle corde, producono uno spettro non armonico, dove le armoniche superiori non sono multipli interi della fondamentale (la freq. pi? bassa) che per? C'E'.
Questo se si colpisce la membrana al centro, mentre colpendo a distanze verso il bordo vengono eccitati fondamentalmente i modi 'armonici' (quelli che servono per accordare, avendo un'intinazione ben precisa); per inciso i timpani sinfonici suonano cos? proprio perch? vengono colpiti vicino al bordo, quando sono colpiti al centro la nota perde quasi completamente di definizione (esattamente come accade per i tom).
Nonostante questo il tamburo, possiede (in virt? della freq. fondamental) un'altezza ben precisa.


@Iko: sono d'accordo che il suono che sentiamo arriva dalle pelli, ma come spieghi i tom che diventano 'sordi' quando sono fissati al loro supporto, se non con un fusto che vibra (e parecchio) e contribuisce pesantemente al suono?
L'invenzione dell YESS e dei RIMS ? sata solo una trovata pubblicitaria? :)

Voglio dire, magari c'? una spiegazione alternativa, ma tutte le prove che ho fatto per far suonare quei tamburi (che ? vero, non sono in acero o betulla ma in pioppo e mogano...) mi ha portato a questa conclusione... ma sono disposto a ricredermi se serve...:D
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il lun set 10, 2007 3:01 pm

Tnd, considerazioni giustissime, anch'io mi baso molto slla mia personale percezione sonora e scelgo gli strumenti chje a mio avviso mi danno pi? gioia...ma non mi faccio troppe seghe mentali, senza offesa per nessun, il topic ? interessante ma non me ne pongo il problema,: mi spiego, se prendo una wooding scassatissima, mi adeguo a suono in base alle sonorit? che escono...non mi faccio "impressionare" dal bello o dal brutto.Suono e basta.Se poi mi capita di suonare con una batteria super...meglio, vorr? dire che potr? avere pi? possibilit? a disposizione, ma sono pur sempre solo e sempre timbriche , cupe o acute o smorzate o rotonde...chissenefrega, suono e basta. :)
Iko, comunque l'hai detto tu stesso, se non ho capito male io, ossia che ci? che conta sono le pelli.Il membranofono per eccellenza, la batteria, emette suoni perch? vibrano le pelli.Anche una batteria senza fusti ma con solo le pelli tirate (esiste in commercio) suona.Provate a far suonare un fusto senza pelli.Il suono sar? scarsino, per non dire quasi nullo.
E poi se l'altezza sonora corrisponde con l'ipotenusa del cateto costruito sugli angoli dell'iperbole senza tener conto del fatto che la radice quadrata ? salita al cielo e siede alla destra del padre...chissenefrega :D :D
Jump, bozzio l'ho seguito bene ad un semonario e molte cose che fa sono bellissime, ma ha anche molte pugnette mentali...tanto di cappello, ma non c'? bisogno di portarsi dietro tremila tamburi per suonare come una piovra...l'effetto ? lo stesso con tre tamburi e pochi piatti...O.K. adesso qualcuno mi odier? :)
Ho studiato per molti mesi suono e colori, le frequenze, le onde sonore e luminose, le vibrazioni di entrambe cercando di metterle in relazione per mettere sul piano scientifico ci? che ho sempre fatto ossia connubio tra colori e suoni e mi sa che la cosa pi? importante sia la fantasia che va oltre il dato scientifico anzi, l'artista ? lo scienziato della fantasia :D :D

Comunque si pu? far armonia anche con i tamburi.Suonandone ad esempio due insieme, si produce una pseudoarmonia...ma , ripeto, son pugnette mentali :)
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Messaggioda TND-storm il lun set 10, 2007 4:00 pm

Beh, non sono stato io a tirar fuori la fisica dei tamburi... :D :wink:

Certo ? un discorso che mi incuriosisce, per cui mi sono un poco documentato...

Il tema del topic non ? se si pu? suonare solo con superbatterie o ci si pu? "abbassare" a suonare anche una planet...
Se si parla di ritmo, non serve neanche uno strumento musicale, basta colpire qualunque cosa e un suono lo fai. Colpiscila a tempo ed hai fatto un ritmo.

Ma se si parla di strumenti musicali il discorso cambia.

Nessuno pu? venirmi a dire che uno Starclassic, un Drumart, un Le Soprano New Vintage e un Planet suonano uguali.
Li ho sentiti, li ho provati, li ho comparati. Tra l'uno e l'altro, a mio modestissimo parere, c'? un abisso. E sono tutti in legno, tra l'altro l'unico veramente diverso nella costruzione ? il Drumart...
Certo, se invece mettete vicino uno Starclassic e un Black Panther entrambi in acero, entrambi coi die-cast, ecc... Beh, grazie al cavolo che la differenza ? poca!! E ci mancherebbe altro... :D

Ho provato anche nello stesso rullante cerchi die-cast, cerchi tripla flangia, e anche cerchi in legno. Il suono cambia radicalmente passando da un tipo di cerchio ad un'altro.
Eppure i cerchi sono pure meno importanti del fusto... sono perfino fuori dalla membrana vibrante!
Il motivo teorico dell'influenza dei cerchi magari ? ancora pi? complicato da spiegare, ma mi pare che il concetto sia lo stesso che ? stato espresso per i fusti, anche se l'influenza per forza ? minore...

Questo ovviamente non ha nulla a che vedere con il fatto che si possa o meno suonare con un rullante x piuttosto che y.
La domanda ?: il fusto influisce sul suono? Come?
E' su quello che stiamo discutendo, no?
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Messaggioda IlGiovaneIko il lun set 10, 2007 4:32 pm

TND scusa, ma qui hai toppato! I cerchi sono MOLTO pi? importanti del fusto, in quanto costituiscono una delle condizioni al contorno pi? vincolanti.

Per? d'altra parte mi hai fatto capire dove il materiale del fusto influisce anche sul "primo effetto" di vibrazione, ovvero contribuisce a definire il modo di vibrare della membrana (la pelle, appunto) proprio perch? oppone resistenza con una certa rigidezza al "restringersi" della pelle durante la deformazione e quindi contribuisce a detrminare la forma della deformata.... Anche questo modo di deformare ? forse pi? determinato dalla quantit?, geometria e posizione dei blocchetti e del tipo di cerchio (per non parlare della tensione...) che non dal materiale, per? indubbiamente c'?... non si pu? assumere il fusto come infinitamente rigido!

Grazie! :wink:
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Messaggioda TND-storm il lun set 10, 2007 6:00 pm

IlGiovaneIko ha scritto:TND scusa, ma qui hai toppato! I cerchi sono MOLTO pi? importanti del fusto, in quanto costituiscono una delle condizioni al contorno pi? vincolanti.


Beh, in realt? i cerchi li ho sempre pensati meno importanti del fusto, in quanto completamente esterni all'area di vibrazione della membrana.

Il fusto ha un'interazione diretta con la parte vibrante della pelle e con la colonna d'aria interna.

Valutiamo le forze in gioco:
I blocchetti sono vincolati al fusto. Tramite i tiranti viene applicata una tensione al cerchio. Il cerchio spinge in basso la pelle, che a sua volta preme sul fusto.

A questo punto visto che la forza esercitata su ogni componente ? uguale come intensit? alle altre, sommando le componenti nelle varie dimensioni.
Cio?, l'insieme dei blocchetti subisce la stessa tensione che subisce il cerchio, che subisce la stessa tensione della pelle, che subisce la stessa tensione del fusto.
Blocchetti e cerchio subiscono forze solo in verticale, mentre pelle e fusto hanno anche una componente orizzontale.


Parlando di nuovo del movimento della pelle. Se si spinge la pelle in basso la forza che viene applicata perpendicolarmente alla pelle non viene trasmessa direttamente al cerchio. La tensione che si crea tende a tirare verso il centro della pelle il bordo nel punto di contatto. Al punto di contatto la pelle piega verso il basso, con un certo angolo (che vista la curva impressa alla pelle non ? certo di 90?. La forza qui in pratica tira il cerchio metallico della pelle verso il centro E verso il bordo del fusto (che ? pi? in alto del cerchio metallico della pelle).
Quindi parte della forza che arriva al cerchio metallico tender? a premerlo verso il centro, l'altra parte lo spinger? in alto. E' proprio questa componente della forza che si trasmette al cerchio.

Consideriamo poi anche che il cerchio ? vincolato ai blocchetti, che a loro volta sono vincolati al fusto, quindi questa forza che arriva al cerchio torna per forza al fusto, anche se visto l'angolo di incidenza solo una piccola parte provocher? lo spostamento verso l'esterno del fusto.

Tornando indietro per? possiamo notare che tutta la forza che arriva al cerchio esterno passa per forza per il bordo del fusto, che subisce sia la componente verticale che quella orizzontale della forza. La prima si trasferir? dalla pelle superiore a quella inferiore tramite il bordo, la seconda provocher? la vibrazione del fusto che andr? ad influire sulla colonna d'aria interna al fusto, che a sua volta influisce direttamente proprio sull'oscillazione delle pelli.

Ed appunto la funzione classica del fusto ? la camera di risonanza: qui sopra sto parlando solo dei trasferimenti diretti tra pelle e fusto!

Che il cerchio sia molto influente sul suono del tamburo non ci piove, ma mi pare comunque meno importante del fusto!

Anche perch? se i cerchi fossero pi? influenti dei fusti non vedo proprio il motivo di usare praticamente gli stessi cerchi per qualunque tamburo (mentre la variet? dei fusti in circolazione ? molto maggiore seppur di media abbastanza scarsa) quando cambiando le caratteristiche del cerchio si potrebbero ottenere risultati molto pi? evidenti...
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Messaggioda IlGiovaneIko il lun set 10, 2007 6:18 pm

Non confonderti... pensi ai cerchi come io prima pensavo ai fusti, ovvero considerandoli in prima approssimazione con rigidezza infinita. Invece proprio l'amplissima gamma di rigidezza dei vari tipi di cerchio (tripla flangia, diversi spessori della lamiera, die cast....) definisce un'enorme differenza direttamente sul modo di vibrare della membrana ... pensa solo, estremizzando, alla differenza di bloccare la pelle solo su 4, 6, 8 o 10 punti lasciandola totalmente libera sul resto della circonferenza, piuttosto che non vincolandola in maniera uniforme su tutta la circonferenza. I cerchi in acciaio "della mutua" con lamiere sottili si approssimano al primo esempio, laddove dei cerchi die cast si approssimano al secondo, tanto per farmi capire :wink:
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Messaggioda SteMito3 il lun set 10, 2007 8:45 pm

tutto vero quello che scrivete ma penso sia fondamentale considerare il fusto come generatore del particolare timbro. la "sorgente sonora", la pelle colpita, viene eccitata, eccita l'aria contenuta nel fusto che crea delle onde semi-sferiche all'interno e all'esterno del fusto che rimbalzano sulla superficie interna dello stesso, in parte vengono assorbite dal materiale e in parte riflesse.
Per farla semplice, senza stare a parlare di ingegneristici modi di vibrazione, direi che in un certo senso si comporta come una camera chiusa, effetto cuffia, la tipicit? del materiale comporta anche un particolare tipo di "isolamento" del suono, creando quindi un differente timbro. ? chiaro che anche e sopratutto le pelli fanno molto.
se ci mettiamo un cuffia vengono tagliate alcune frequenze, se mettiamo una radio nel tom verranno attenuate alcune frequenze e altre risulteranno risonanti con una parte o con tutto il sistema in cui sono inserite.

sappiamo tutti che anche i rototom suonano...quasi tutti uguali, ma suonano!

...devo essermi espresso male, spero qualcuno intenda...
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Messaggioda canzano claudio il lun set 10, 2007 9:58 pm

mamma mia...ragazzi, complimenti davvero interessante e molto preparati nell'argomento..

Un paio di cose se mi permettete le discuto anche io:

Non e' assolutamente esatto che i cerchi non centrano, perche' quando colpisci il tamburo metti in vibrazione tutta la sua fattura, quindi, se ho 20 blocchetti anziche' 16, a parita' di accordatura, avro' armonici totalmente diversi..cosi' come se uso die cast o tripla flangia la cosa, a parita' sempre di accordatura, cambia.

In fine, il legno del fusto e' assodato che cambia il suono.. dipende dalla sua stagionatura. L'invecchiamento del fusto cambia totalmente la sua flessibilita' e denzita', quindi anche il suo suono... Ecco perche' uno STRADIVARI NON E' LEGNA DA ARDERE..

Lo stradivari, non lo riconosci se lo registri paragonato ad uno di liuteria moderna..Ma loriconosci se ti metti alla ventesima fila di un teatro...Quello di liuteria moderna ci arriva a mala pena, lo stradivari ti spacca in due di volume..Questione di densita'.. :)
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Messaggioda bonehead2 il lun set 10, 2007 10:14 pm

Dio benedica le Pinstripes :D :D :D :D

Vabb?, tutto cambia il suono. I cerchi, il legno, la stagionatura dello stesso, i blocchetti :o, il numero di buchi nel cerchio, il sistema di sospensione, la mano del batterista :o :o :o ,la bacchetta usata ecc ecc

Il perch? lo lascio a voi, ma ? cos?.

Lascio a voi anche la decisione di quale sia il suono "giusto" e quale no. Me ne lavo le mani perch? ? punto proprio spinoso :D
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Io lo spero vivamente :D (a proposito! ci siamo quasi per la cassa!!!! Ottobre ed ho finito quel cacchio di set. Piango, mi commuovo :( )
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Messaggioda IlGiovaneIko il mar set 11, 2007 7:33 am

Ecco Claudio, quello che sto cercando di capire ? se un tamburo ? diverso da un violino... :lol:
O per meglio dire se la natura ... esplosiva, diciamo, dell'emissione sonora generata dal nostro strumento non releghi un po' al ruolo di pippe mentali la maggior parte delle caratteristiche genericamente e storicamente annesse al materiale costruttivo.

Ero particolarmente interessato ad un intervento tuo e di sephmikey in quanto siete gli unici due, per quanto io sappia, all'interno del forum che "professionalmente" producete o avete prodotto batterie e quindi avrete avuto la possibilit?, pi? di noi miseri profani, di verificare se l'influenza del materiale ? veramente cos? sensibile a parit? di :

geometria del fusto
numero di strati
tecnologia costruttiva
numero di blocchetti
tipo di blocchetti
tipo di rivestimento
tipo di cerchi
tipo di pelli battenti e risonanti
tensione delle pelli.

Io personalmente ho maturato una linea di pensiero che mi porta a credere che a parit? di tutte quelle condizioni che ho citato sopra, l'influenza del materiale sul suono derivante sia praticamente impercettibile se non in maniera strumentale, ma sono prontissimo a cambiare opinione qualora mi fosse dimostrato il contrario :wink:

Ahhh bone, ma buttala via, quella robaccia crucca :suk
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Messaggioda canzano claudio il mar set 11, 2007 8:03 am

ciao Iko.

Tu elenchi esattamente le cose che cambiano radicalmente il suono di un rullante..

vediamo se ho capito bene, porto un esempio:

14"x5'5" in Maple con die cast e 20 blocchetti VS 14" x 5'5" in bubinga 20 blocchetti (entrambe con pelli REMO)

RISULTATO:

Se andiamo ad analizzare con un microfono collegato ad un semplice ultracurve BERINGHER (analizzatore di spettro, nella stessa stanza, stessa posizione, stessa accordatura) ti accorgi che le curve grafiche sono totalmente diverse.

Causa la DENSITA' del legno bubinga, la sua curva tendera' ad essee molto piu' carica di bassi e molti meno medi e alti, a differenza di quello in acero.

In oltre c'e' un'altro test importante da poter fare comunque percettibile all'orecchio umano: l'attacco della cordiera..

Pari cordiera il Bubinga attacca prima, perche avendo una equalizzazione tendente a sviluppari le frequenze basse, fa innescare prima del maple la cordiera!
io spero di aver detto delle cose che vi scatenino l'interesse al test..

Comunque se volete io sono al MEET, prendiamo assieme due rullanti di legni diversi, li accordiamo uguali e ascoltiamo le differenze.

P.S. qualcuno aveva detto che i rim e gli attacchi sospesi sono una trovata commerciale....NON E' ASSOLUTAMENTE VERO...i rim e/o gli attacchi sospesi servono ad aumentare hold dei tom e dei timpani che, purtroppo, prontamente i fonici impediti, provvedono a smorzare con i GATE perche' non li sanno usare.

Spesso, cosi' facendo, la nostra spesa sullo strumento rimane inutile.

Se dovete sentire uno strumento suonare, non fate il rapporto prezzo e sonoro dal suono registrato, ma andate a sentire lo strumento dal vivo nei club.. Live, ai concerti di RAMAZZOTTI (PER ESEMPIO) suonerebbe pure la SAKURA !!

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Io spero di :wink:
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Messaggioda IlGiovaneIko il mar set 11, 2007 10:03 am

Claudio, grazie mille per la risposta... devo dedurre che hai fatto prove sperimentali a parit? di condizioni (anche n? di strati, spessore degli strati, forma del bordo ecc..?) e che l'effettiva risposta in frequenza del sistema ? sensibilmente dipendente dal materiale?

Al di l? delle curve registrate in maniera strumentale, la differenza ? sensibilmente percepibile anche all'orecchio?
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Messaggioda canzano claudio il mar set 11, 2007 10:49 am

Ho provato di tutto e in diverse condizioni9...ricorda pero' tutto a parita', perche' ogni singolo cambiamento al fusto apporta delle modifiche al suon o, a volte percettibili a volte no, ma ci sono effettivamente per gli strumenti di misurazione..

In ogni caso ragazzi, il buon gusto si usa da per tutto.... :wink:
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Messaggioda Cesko il mar set 11, 2007 1:23 pm

Stupendo questo topic.. non entro nel merito perch? non saprei giostrarmi..ad ogni modo andrebbe messo in sticky :o Poi mi avete suggerito dei testi interessanti per la mia tesi, thanks! :tru
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Messaggioda edmondo il lun dic 01, 2014 1:19 pm

MINKIA DI TUTTE LE MINKIE!!!!!!!!!! IlGiovanelko: allora l'assoluto ESISTE!!!! Come la mettiamo mo' col Mr ....: si può suicidare..........................!?
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Messaggioda IlGiovaneIko il lun dic 01, 2014 1:24 pm

Chi è il mr?
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Messaggioda edmondo il lun dic 01, 2014 1:25 pm

Indovina?! COMUNQUE, RAGAZZI, LEGGETEVI TUTTO QUESTO TOPIC DALLA PRIMA ALL'ULTIMA RIGA. Vale la pena stare un po' qui , su questo, senza andare in giro su topic....... a mio conto superficiali e rancorosi.......
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Messaggioda IlGiovaneIko il lun dic 01, 2014 1:30 pm

Nel topic io avevo cercato di stimolare risposte esponendo alcuni fatti fisici basilari e cercando di dare un contesto oggettivo ad una valutazione non si sa mai quanto soggettiva relativa al suono di un set.

Poi rileggendo ora dopo 7 anni, mi rendo conto che le mie opinioni sul tema sono diventate più morbide, e da un dubbio che l'influenza fosse molto simile allo zero, ho acquisito una speranza che l'effetto, a parità di alcune altre caratteristiche, sia percettibile anche se NON preponderante.

Se il topic proseguirà, potrei anche avventurarmi a giustificare queste mi considerazioni a partire dalla base fisica...
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Messaggioda edmondo il lun dic 01, 2014 1:56 pm

Ma certo che proseguirà: se non altro, qui ci sono delle pietre miliari da cui partire e a cui magari tornare dopo aver detto ognuno la sua esperienza. Se del caso. Tu, TND e non ultimo Canzano senza dimenticare altri di cui non rammento (ma ci sono tutti in questo Topic) dite cose a limite dell' Assoluto!!! Ne sono convinto con tutto me stesso. E son felice che ci siano batteristi e costruttori che spendano più di qualche parola su tale argomento in tale Signor Topic (che tutto è tranne che un cicaleggio superficiale, stucchevole e ripeto rancoroso).
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