labatteria.it • Leggi argomento - Italians do it better! Strumenti Italiani Vs Resto del mondo


Italians do it better! Strumenti Italiani Vs Resto del mondo

La sezione per discutere sul nostro strumento.

Messaggioda BRUFORD il mar ott 04, 2011 3:54 pm

Io dico solo che c'è una persona in Italia che ha reinventato completamente il concetto di batteria acustica inventando la Rotodrum. Al di là del fatto che magari a qualcuno possa non piacere, magari qualcun altro non è pronto per uno strumento del genere.

Dispiace non vederlo citato in questo topic perchè penso sia quello che più di tutti meriterebbe di essere premiato per l'innovazione e il coraggio.
Avatar utente
BRUFORD
guru delle pelli
guru delle pelli
 
Messaggi: 2919
Iscritto il: mar ott 11, 2005 5:41 pm

Messaggioda Varo il mar ott 04, 2011 4:05 pm

Quotone per Bruford :tru
Rotodrum :tru :tru :tru
Martinazzi :tru :tru :tru :tru :tru :tru
Avatar utente
Varo
figlio di Buddy Rich
figlio di Buddy Rich
 
Messaggi: 3582
Iscritto il: mer ott 29, 2008 3:27 pm
Località: Calenzano / Firenze

Messaggioda pietrodrum il mar ott 04, 2011 4:08 pm

Sì ma c'è qualcosa che non quadra.

Gli Ufip costano piò meno (ma spesso meno) delle realtive serie delle grandi marche; eppure hanno questa metodologia artigianale che personalmente apprezzo e che è sinonimo di qualità.

Allora perchè gli "altri" (ora son costretto a generalizzare) hanno prezzi dal 50% in su più cari? Sarà forse che un po' sulla storia dell'artigiano modello ci navigano?
Perchè alla fine Le Soprano (come altre) non è poi così sconosciuta o snobbata nemmeno all'estero; anzi, spesso è proprio dall'estero che arrivano i maggiori compratori.

Quindi mi viene il sospetto che guadagnino più che bene nell'attuale situazione, che andare sul mercato di massa non è nei loro interessi e che preferiscono avere ricarichi pesanti su pochi pezzi. Perchè tanto l'americano di turno, pieno di grano e voglioso di avere il non-nome - perchè se vogliamo dirla tutta, come c'è la pecoraggine della ricerca del Brand, c'è anche all'opposto la fissa dell'artigiano scoosciuto, del "pezzo unico" - prima o poi arriva a sborsare quelle cifre.

Così alle volte mi sembra che il "pubblico" italiano si rammarichi di quello che è invece la fortuna dell'artigianato italiano, ovvero che altrove vendono, perchè altrove hanno più soldi.
Set: Sonor Select Force (16-10-12-14)/Remo Emperor coated - Pearl Target (22-10-12-14)/Evans EC2 frost-coated
Rullanti: Pearl Target 14x5,5/mesh - Sonor Force 2007 14x5,5/Sonor-Remo - Tama Starclassic b/b 14x5,5/Evans Genera - Dixon 14x4/Remo Ambassador - Sonor Force 1007 14x5/Evans G2
Piatti: crash UFIP Natural 15"-17" - HH/ride Paiste 2002 14"-20" - china Wuhan 12"
Avatar utente
pietrodrum
guru delle pelli
guru delle pelli
 
Messaggi: 1709
Iscritto il: gio lug 07, 2011 1:14 pm
Località: Novi Ligure

Messaggioda Alex910 il mar ott 04, 2011 4:18 pm

Nessuno è profeta in patria!!! :mrgreen: L'italiano medio comunque decanta tanto il made in italy, ma poi l'esterofilia latente prende il sopravvento e così finisce sempre col comprare merce straniera....
AT DrumWorks | Rullanti Artigianali
Web: www.atdrumworks.com
Facebook: fb.com/atdrumworks

Drum Reserve | Fusti grezzi per rullante www.drumreserve.com
Avatar utente
Alex910
ho il ritmo nel sangue
ho il ritmo nel sangue
 
Messaggi: 699
Iscritto il: lun giu 16, 2008 11:59 am

Messaggioda pietrodrums il mar ott 04, 2011 4:24 pm

pietrodrum costano d+ gli altri perchè sono importati e quindi hai spese di spedizione ecc ecc ecc
i made in italy queste spese non le hanno
Avatar utente
pietrodrums
maestro del groove
maestro del groove
 
Messaggi: 1412
Iscritto il: mar mar 08, 2011 9:23 am
Località: Casorate Primo (Pv)

Messaggioda pietrodrum il mar ott 04, 2011 4:33 pm

@pietrodrums: no, sto dicendo l'opposto, ovvero che il made in italy tipo Le Soprano costa di più dei marchi stranieri blasonati, e che la questione produzione industriale VS artigianale non può giustificare tuta la diferenza di prezzo, perchè:
1. con l'importazione vi sono spese che appunto gli italiani non hanno
2. come detto, gli Ufip sono praticamente artigianali ma non hanno quella differenza dai Sabian (per dire) rispetto alle Le Soprano con le Pearl (sempre per buttar lì dei nomi).

@Alex: ci sta anche quanto dici, basta guardare quanti ancora danno contro ad Ufip e Tamburo - ecco, la Tamburo è unaltro made in italy che non ha differenze di prezzo abissali...
Set: Sonor Select Force (16-10-12-14)/Remo Emperor coated - Pearl Target (22-10-12-14)/Evans EC2 frost-coated
Rullanti: Pearl Target 14x5,5/mesh - Sonor Force 2007 14x5,5/Sonor-Remo - Tama Starclassic b/b 14x5,5/Evans Genera - Dixon 14x4/Remo Ambassador - Sonor Force 1007 14x5/Evans G2
Piatti: crash UFIP Natural 15"-17" - HH/ride Paiste 2002 14"-20" - china Wuhan 12"
Avatar utente
pietrodrum
guru delle pelli
guru delle pelli
 
Messaggi: 1709
Iscritto il: gio lug 07, 2011 1:14 pm
Località: Novi Ligure

Messaggioda Alex910 il mar ott 04, 2011 4:42 pm

Certo, però Ufip ha prezzi tutto sommato buoni proprio perchè gioca sul fatto di essere italiana e non avere altre spese....in più la distribuzione è curata direttamente da ufip. Bisogna anche calcolare la percentuale che prende il distributore ragazzi....discorso simile per tamburo. Costruisce buona parte dei modelli in oriente a parte 2 o 3 serie mi sembra, è un marchio del gruppo proel...quindi grande abbattimento di costi anche lì....
AT DrumWorks | Rullanti Artigianali
Web: www.atdrumworks.com
Facebook: fb.com/atdrumworks

Drum Reserve | Fusti grezzi per rullante www.drumreserve.com
Avatar utente
Alex910
ho il ritmo nel sangue
ho il ritmo nel sangue
 
Messaggi: 699
Iscritto il: lun giu 16, 2008 11:59 am

Messaggioda matteo t il mar ott 04, 2011 4:43 pm

io sono d'accordo col dicorso: meno strumenti, + qualità, niente numeri industriali.

Dico solo (riguardo a Ufip) che dovrebbe smetterla di "inseguire" e creare modelli e strumenti in indipendenza....come fa Sabian, per dirne uno... :wink:
Yamaha Maple Custom '03 - 24 22 18 8 10 12 13 14 14 16 18 - Gretsch Usa Custom '80 - 24 22 18 6 8 10 12 13 14 14 16 18 - Slingerland '73 WMP 24 20 12 13 14 14 16 18 20 - Ludwig Stainless Steel '70 - 26 12 13 14 15 16 18, concert 6 8 10 12 13 14 15 16, timbales 13 14 - Sonor `50 Bass Drum 32x14 - Gretsch Broadkaster '18 22 13 16 - Ayotte Custom '97 22 10 12 14 16 - Yamaha Tour Custom 22 18 10 12 13 14 16 - Tama Coktail Jam
Avatar utente
matteo t
nonno di Buddy Rich
nonno di Buddy Rich
 
Messaggi: 12589
Iscritto il: mar ago 22, 2006 8:30 pm
Località: Hesher way is the way

Messaggioda Sam_K1 il mar ott 04, 2011 4:45 pm

matteo t ha scritto:Dico solo (riguardo a Ufip) che dovrebbe smetterla di "inseguire" e creare modelli e strumenti in indipendenza....come fa Sabian, per dirne uno... :wink:


Si, però dovrebbe anche distribuirli! :D Per riprendere l'esempio che facevo prima, sono riuscito a provare prima gli AAX Omni che i Blast Crash... E di Bell Crash ne ho visti solo due, anche se sono usciti da un bel pò, questo giusto per citare le ultimissime novità...
Gretsch New Classic 22-12-14
Tamburo Formula 22-12-14
Slingerland '67 Gene Krupa Sound King COB 14x5 / Gretsch 70s USA COB 14x5 / Rogers '80 Dynasonic COB 14x5 / Custom mogano-pioppo-mogano 14x6 / Tamburo Formula 14x5,5
Zildjian K / Armand, Ufip Brilliant / Natural
Remo heads
Avatar utente
Sam_K1
guru delle pelli
guru delle pelli
 
Messaggi: 1881
Iscritto il: mar feb 16, 2010 3:54 pm
Località: Monza

Messaggioda pietrodrum il mar ott 04, 2011 4:57 pm

In questa cosa però vanno prese le "difese" dell'italiana. Solo un marchio enorme come Sabian può permettersi di investire - con la possibilità che sia a fondo perso- in esperimenti "selvaggi".

io sono d'accordo col dicorso: meno strumenti, + qualità, niente numeri industriali

Appunto, è una questione di scelte. Non dico siano giuste o sbagliate, ma allora non capisco più il senso di questo topic... :oops:

Se è una scelta, l'han fatta consapevolmente e gli sta bene così. Se non lo è, abbassino i prezzi al livello degli altri.
Di certo non ci si possono aspettare le vendite della Mapex coi prezzi e il merchandising dei marchi artigianali.

Quindi se il messaggio è: chi può compri italiano, la mia risposta è: se potete fatelo, perchè la qualità è indiscutibile come i vantaggi del "sotto casa"
Se invece è: poveri artigiani italiani non vendono abbastanza, la mia risposta è: fatti loro, a loro sta bene puntare su pochi da spolpare, altrimenti avrebbero già abbassato i prezzi - e il listino di Ufip e Tamburo dimostra che è possibile.

PS: in tutti i miei interventi tengo al di fuori Rotodrum e realtà simili, perchè in quel caso si tratta di prodotti nuovi, mai visti, da progettare, sperimentare, ecc... e quindi è tutt'altra cosa ;)
Set: Sonor Select Force (16-10-12-14)/Remo Emperor coated - Pearl Target (22-10-12-14)/Evans EC2 frost-coated
Rullanti: Pearl Target 14x5,5/mesh - Sonor Force 2007 14x5,5/Sonor-Remo - Tama Starclassic b/b 14x5,5/Evans Genera - Dixon 14x4/Remo Ambassador - Sonor Force 1007 14x5/Evans G2
Piatti: crash UFIP Natural 15"-17" - HH/ride Paiste 2002 14"-20" - china Wuhan 12"
Avatar utente
pietrodrum
guru delle pelli
guru delle pelli
 
Messaggi: 1709
Iscritto il: gio lug 07, 2011 1:14 pm
Località: Novi Ligure

Messaggioda martinazzi il mar ott 04, 2011 4:59 pm

Grazie a chi si è ricordato di me in questo post dove si parla del made in Italy ... due cose una che spero di riuscire a portare a termine ... sempre da solo e con le mie forze .. anche se è da tre mesi che sono disoccupato ,ma questa è un'altra storia ... a gennaio dovrei essere presente al NAMM ospite di un mio futuro distributore per gli USA e Japan .... seconda cosa che leggevo riguardo i prezzi ..... per esempio una RotodruM set da 10\12\14\22\s14 solo fusti con evans viti in ergal e blocchetti in ergal cerchi da 2,3mm slitte rims e tendi cordiera tutto in acciaio inox 18\10 solo sabbiato fusti in acero pioppo acero 5mm costa
di listino 2.421 euro IVA compresa ....dopo ci sono gli sconti e non ho più nulla da dire visto che state dicendo cose giuste e meno ... ma va tutto bene .... io sono da solo a fare tutto con l'aiuto di mia moglie e tanta tanta passione e creatività ... certo che poi le riserve finiscono e vi dovrete accontentarvi di acquistare le solite batterie ... ma vediamo cosa succederà .... unico rammarico che mi sento di scrivere ... quando un ragazzo dice "voglio cambiare batteria o rullante" ... difficilmente vedo che fate pubblicità ai costruttori del forum .. e questo è un peccato .. non siamo meno di altri marchi più blasonati e nemmeno con il prezzo e qualità .. anzi penso di dire senza dubbi che ogni strumento che costriuamo lo facciamo come se fosse il nostro vero colleghi !!! e vorrei dire comunque un grazie a Roberto Ficarella per il suo lavoro .... grazie mille a tutti ciao Riccardo
www.rotodrum.com
info@rotodrum.com
http://www.youtube.com/user/rotodrum

GLI UOMINI COMUNI GUARDANO LE COSE NUOVE CON OCCHIO VECCHIO.
L'UOMO CREATIVO OSSERVA LE COSE VECCHIE CON OCCHIO NUOVO ( Giampiero Bona)
Mille rulli a tutti Riccardo
Avatar utente
martinazzi
guru delle pelli
guru delle pelli
 
Messaggi: 2260
Iscritto il: mer mag 28, 2003 2:12 pm
Località: BRESCIA villaggio BADIA

Messaggioda Alex910 il mar ott 04, 2011 5:11 pm

Riccardo è un esempio di passione e creatività per tutti noi costruttori! :tru :tru :tru
AT DrumWorks | Rullanti Artigianali
Web: www.atdrumworks.com
Facebook: fb.com/atdrumworks

Drum Reserve | Fusti grezzi per rullante www.drumreserve.com
Avatar utente
Alex910
ho il ritmo nel sangue
ho il ritmo nel sangue
 
Messaggi: 699
Iscritto il: lun giu 16, 2008 11:59 am

Messaggioda martinazzi il mar ott 04, 2011 5:20 pm

http://www.youtube.com/watch?v=1-_rc6wkgDw

qui dico quasi tutto della mia storia ... è fresco fresco , mi è arrivato 3 ore fà e l'hò messo on.line ..... è un lavoro per una tesi di un ragazzo che fà l'università per documenteari ed interviste .... ero un pò emozzionato ma una bella esperienza .... ciaociao Riccardo

PS grazie Alex
www.rotodrum.com
info@rotodrum.com
http://www.youtube.com/user/rotodrum

GLI UOMINI COMUNI GUARDANO LE COSE NUOVE CON OCCHIO VECCHIO.
L'UOMO CREATIVO OSSERVA LE COSE VECCHIE CON OCCHIO NUOVO ( Giampiero Bona)
Mille rulli a tutti Riccardo
Avatar utente
martinazzi
guru delle pelli
guru delle pelli
 
Messaggi: 2260
Iscritto il: mer mag 28, 2003 2:12 pm
Località: BRESCIA villaggio BADIA

Messaggioda DevilDave il mar ott 04, 2011 5:27 pm

quoto alla grande Riccardo, si è messo in gioco ed ha creato una novità!

Mi sbilancio, e a questo punto <b>proporrei una parte nella sezione batterie dedicata al Made in Italy e ai suoi costruttori, dove si può capire cosa propone il nostro mercato senza dover usare il "lanternino" per cercarli sul forum o sulla rete.
La prenderei come una "spintarella" ai nostri costruttori!</b>
DevilDave
martellatore
martellatore
 
Messaggi: 103
Iscritto il: mar ott 25, 2005 3:40 pm
Località: Rimini

Messaggioda Sam_K1 il mar ott 04, 2011 5:40 pm

martinazzi ha scritto:http://www.youtube.com/watch?v=1-_rc6wkgDw

qui dico quasi tutto della mia storia ... è fresco fresco , mi è arrivato 3 ore fà e l'hò messo on.line ..... è un lavoro per una tesi di un ragazzo che fà l'università per documenteari ed interviste .... ero un pò emozzionato ma una bella esperienza .... ciaociao Riccardo

PS grazie Alex


L'ho appena guardato... Che dire, complimenti per il coraggio, davvero... Io non so se ne sarei capace, hai tutta la mia stima, per quello che può valere!
Gretsch New Classic 22-12-14
Tamburo Formula 22-12-14
Slingerland '67 Gene Krupa Sound King COB 14x5 / Gretsch 70s USA COB 14x5 / Rogers '80 Dynasonic COB 14x5 / Custom mogano-pioppo-mogano 14x6 / Tamburo Formula 14x5,5
Zildjian K / Armand, Ufip Brilliant / Natural
Remo heads
Avatar utente
Sam_K1
guru delle pelli
guru delle pelli
 
Messaggi: 1881
Iscritto il: mar feb 16, 2010 3:54 pm
Località: Monza

Messaggioda Anigo il mar ott 04, 2011 11:27 pm

Il fatto è che la gente non è pronta a rischiare....gli endorser servono a questo, i cataloghi, le pubblicità servono a questo..provate a vedere tra una DS e una reference..qualitativamente sono uguali, ma hanno diverso blasone..pensi a PEARL pensi a Chad Smith e Ian Paice..mica a Ficarra e Picone..c'è più fiducia NON nello straniero, ma in quello che ha più pubblicità....prendete le DrumCraft ad esempio..sembrano siano state costruite dalla NASA..Eppure hanno poco mercato..pubblicitariamente non esistono, se non nel passa parola di chi la prova..(che poi ne parla bene, ma alla fine uno si va a comprare lo stesso la Tama o la Yamaha) Certi endorser fanno ridere, cambiano ditta ogni 3 mesi, però le aziende puntano a quello, poi qualcuno può anche pensare alla rivendibilità..una reference la ri-piazzi dopo una settimana, le DS vedi acustica ne ha una a 700 euro in negozio da mesi....la Noble del nostro amico...strumento eccelso ma resta li..nessuno la vuole...gli Ufip seguono il piatto passo dopo passo? E' vero, quindi non possono competere con Zildjian che fa uscire dalla fabbrica 4000 piatti al giorno, lavorando con sistema più meccanizzato, ma di certo non è che gli Zildjian suonino peggio degli Ufip! I rullanti DrumArt è vero, siamo sull'eccellenza, ma allo stesso prezzo mi compro una Meridian-Maple 5 pz+meccaniche! Cioè parlare di perchè non si vedono in giro drumart è come chiedersi perchè non si vedono in giro le Ferrari. Il paragone con le auto non finisce qui...quando incontro uno con la Golf gli chiedo- scusa perchè hai preso la Golf?- e tutti mi dicono -perchè è una golf.!- cioè siamo a questi livelli qui, i miti, le certezze....poi magari fa cagare ma è una golf e a uno basta questo per entrare in una concessionaria....addirittura l'esempio delle RotodruM...qui non siamo neanche sull'artigiano, siamo proprio su una cosa unica al mondo...una RotodruM 5 pezzi costa 2000 euro? La prima cosa che si pensa è "Beh ma a quel prezzo mi compro una Starclassic"
Sono andato in banca per dare un'occhiata ai miei risparmi. Ho scoperto di avere tutto il denaro che mi serve. Se muoio domani.
Avatar utente
Anigo
maestro del groove
maestro del groove
 
Messaggi: 996
Iscritto il: mer dic 28, 2005 1:15 pm

Messaggioda matteo t il mer ott 05, 2011 12:45 am

ma c'è ancora la DS da acustica a 700 euro??????

No perchè io dopo le ferie non l'ho + vista!!!!

Se c'è DITEMI DOVE!!!
Yamaha Maple Custom '03 - 24 22 18 8 10 12 13 14 14 16 18 - Gretsch Usa Custom '80 - 24 22 18 6 8 10 12 13 14 14 16 18 - Slingerland '73 WMP 24 20 12 13 14 14 16 18 20 - Ludwig Stainless Steel '70 - 26 12 13 14 15 16 18, concert 6 8 10 12 13 14 15 16, timbales 13 14 - Sonor `50 Bass Drum 32x14 - Gretsch Broadkaster '18 22 13 16 - Ayotte Custom '97 22 10 12 14 16 - Yamaha Tour Custom 22 18 10 12 13 14 16 - Tama Coktail Jam
Avatar utente
matteo t
nonno di Buddy Rich
nonno di Buddy Rich
 
Messaggi: 12589
Iscritto il: mar ago 22, 2006 8:30 pm
Località: Hesher way is the way

Messaggioda TND-storm il mer ott 05, 2011 1:48 am

[DISCLAIMER: post oscenamente lungo, ho anche finito di scrivere tardi quindi non ho riletto bene]

Topic decisamente interessante, e anche spinoso visto che la questione non è semplice da trattare...

Visto che sono anche già stato citato cerco di dare il mio contributo alla discussione da artigiano, magari riesco a rendere più chiara la posizione di una one-man-company come sono io stesso...

So già che sarà un post chilometrico, quindi siete avvertiti... :D


Sono stati già affrontati diversi argomenti come prezzo, qualità, marketing, distribuzione, visibilità, ecc...

Partiamo dal prezzo, che probabilmente è una delle questioni più spinose.
La domanda fondamentale è: perchè un prodotto artigianale costa di più di uno industriale?
I motivi sono diversi, e provo a spiegarne un po':

Economia di scala, ovvero il costo per pezzo dipende anche dalla quantità di pezzi che si produce.
Mettiamo ad esempio di voler produrre dei blocchetti torniti.
Si può andare da un tornitore che lavora con macchine classiche, che vanno operate manualmente. Se volete un pezzo solo ve lo fa senza problemi, però magari facendone 10 il singolo pezzo lo pagate un po meno (magari 8 invece che 10). Questo perché inizialmente dovrà regolare le macchine, prendere misure e studiare la procedura migliore, attività che non dovrà ripetere per i pezzi successivi. Il tempo che impiega per fare questo (che è pur sempre parte del lavoro) avrà un'incidenza maggiore se si fa un pezzo solo, ma se si fanno 10 pezzi verrà diviso per 10. Dopodiché ci vorrà tot tempo per pezzo, indipendentemente dal numero di pezzi che si fanno.
Infatti se poi si passa a 100 o 1000 pezzi il costo finale per pezzo non si abbasserà ulteriormente, perché una volta stabilita la procedura e sfornato un paio di pezzi (che richiederanno un po' di tempo in più), il tornitore dovrà semplicemente ripetere la stessa procedura manuale per ogni singolo pezzo, ed il costo finale dipenderà dal tempo totale impiegato diviso il numero di pezzi.
Proviamo ad andare invece in un'officina dotata di macchine a controllo numerico. Scoprirete in questo caso che vi richiederanno un numero di pezzi minimo ben superiore alla decina. Il motivo di questo quantitativo minimo è che per impostare una macchina a controllo numerico c'è bisogno di molto più tempo rispetto ad una macchina manuale: va disegnato il pezzo e va programmata la macchina, anche per i pezzi più semplici, e questo tempo fa ovviamente parte del lavoro. Se dovessero quindi farvi una decina di pezzi il costo per pezzo sarebbe molto superiore a quello che vi fa il tornitore che lavora con macchine manuali. In pratica con la CNC ci metterebbero molto più tempo a programmare la macchina che a fare fisicamente i pezzi, quindi per farne pochi sarebbe decisamente più conveniente rivolgersi al tornitore (a meno di pezzi di complessità molto elevata, ma questo è un altro discorso).
Mettiamo che siate fortunati e trovate un officina disposta a farvene anche solo 100. Noterete a quel punto che se ve ne facessero 1000 il costo per pezzo sarebbe sensibilmente inferiore. Questo sempre per via del setup della macchina, che ha un'incidenza tale da rendere poco convenienti anche i 100 pezzi. (Anzi con buona probabilità fino ad almeno il centinaio di pezzi converrebbe comunque il tornitore...).
Anche qui, se si inizia a fare più di qualche centinaio di pezzi il prezzo finale per pezzo si assesta perché nell'equazione
{[(tempo di lavorazione)*(costo orario)]+(costo del materiale)+(costo setup macchina)}/(numero di pezzi)
la voce "costo setup macchina" diventa sempre meno influente, mentre il resto aumenta linearmente a seconda del numero di pezzi. (Occhio che l'equazione è molto, ma MOLTO, semplificata :D )
Se volessimo puntare a ridurre ulteriormente il costo per pezzo si potrebbe considerare le pressofusioni: qui i costi di setup sono ancora maggiori (basti pensare che va creato a CNC lo stampo ad alta precisione che già di suo costa di più del migliaio di pezzi che possono farti direttamente con la CNC), ma visto che si riescono a sfornare un numero maggiore di pezzi a parità di tempo se si fanno volumi di produzione adeguati il costo per pezzo diminuisce ancora. Ovviamente però sarebbe totalmente folle produrre 10 pezzi custom in pressofusione... (almeno se l'obbiettivo è quella di risparmiare!)

Questo è solo per dare un idea, il discorso è ovviamente molto più complesso.

Se estendete il discorso ad ogni pezzo della batteria vi apparirà chiaro che c'è una bella differenza di costi in base alla tiratura. Fare pochi pezzi costa di più semplicemente perchè ci vuole più tempo per produrre ogni pezzo.


Passiamo al discorso luogo di produzione:
come abbiamo già stabilito all'unanimità, "Italians do it better". :D 8) :lol: ;)
Gli Italians però devono rispettare determinate norme ambientali e di sicurezza, pagare una certa percentuale di tasse e contributi, e in caso di dipendenti garantire un salario minimo. Il tutto ovviamente a fronte di un determinato costo della vita.
In altri paesi le regole sono semplicemente diverse.
Diciamo ad esempio che io so per certo che l'azienda a cui faccio fare l'anodizzazione dell'alluminio non scarica gli acidi e le sostanze chimiche nel fiume più vicino, perché è obbligata a rivolgersi a ditte specializzate nello smaltimento di rifiuti speciali.
Visto che sono io stesso a dare le finiture ai fusti, so che sono tutti prodotti naturali e non pericolosi. Se anche volessi far fare una finitura al poliestere, che è una sostanza estremamente dannosa se utilizzata impropriamente (ma anche lo standard dell'industria per via della velocità di essiccazione), so che la ditta di verniciatura qui dovrà utilizzare cabine di verniciatura con filtraggio adeguato e dispositivi di protezione personale che proteggono anche l'operatore dai vapori di poliestere.
So anche che la ditta che mi ha tornito i blocchetti riceverà un compenso equo per il lavoro svolto, lavorando anche in condizioni di sicurezza migliori di queste:
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=uSoT1_v7H1I

Certo che potendo evitare le spese di smaltimento dei rifiuti pericolosi, quelle delle attrezzature di sicurezza e magari pagare degli operai a meno del minimo invece che pagare equamente dei professionisti...
Se poi aggiungiamo che in certi paesi il materiale lavorato può uscire dalla fabbrica allo stesso prezzo a cui è entrato il materiale grezzo, a causa del fatto che il governo di quel paese paga l'azienda che produce lì perchè porta tecnologia...

La conseguenza è che ovviamente produrre qui ha dei costi notevolmente maggiori rispetto a produrre in altri posti, almeno se si vuole produrre al minimo costo possibile.

Sia ben chiara infatti una cosa: non sto dicendo che una produzione orientale sia sempre portata avanti con dipendenti in condizioni da schiavitù, inquinando liberamente e con una qualità infima. Sto dicendo semplicemente che se si vogliono far le cose per bene i costi salgono necessariamente, e qui vanno "fatte per bene" per legge.
Se si vuole fare produzioni di qualità elevata in paesi orientali si può fare benissimo, ma i costi diventano simili a quelli che si hanno qui. Mi viene in mente quando presi la Mapex Orion nei primi anni del 2000, che era Made in Taiwan ma con un prezzo e una qualità vicina alle batterie di serie Made in Japan.


Ovviamente tutto il discorso che ho fatto è necessariamente una semplificazione, si potrebbe discutere all'infinito anche solo su questi aspetti, ma bene o male chi non ha un'idea pratica di quali siano i fattori che determinano i costi di produzione può almeno farsi un'idea.

Questo vale d'altronde in ogni settore in cui si scontrano produzione artigianale con produzione industriale. Per esempio nei forum di falegnameria saltano spesso fuori topic che parlano della disinformazione che c'è sui costi alla base delle produzioni artigianali. L'esempio classico è il tizio che va dal falegname e gli dice "ho visto questo armadio all'Ikea, costa 200€. Tu riesci a farmelo a meno?". :lol:
Bene, al falegname può tranquillamente costare di più il solo materiale rispetto a quanto vende l'Ikea il mobile finito... :lol:
Dev'essere quindi chiaro che una produzione artigianale non può competere in prezzo con una industriale, almeno non quando si tratta di produzioni standard e in grandi numeri.


La domanda cruciale quindi è: quando ha senso rivolgersi ad un artigiano?

Per arrivare alla risposta vediamo di capire anche quali sono i limiti di una produzione industriale.

Abbiamo capito che facendo alte tirature i prezzi calano. Ma se si fanno alte tirature bisogna anche avere volumi di vendita elevati. Quindi è necessario investire in marketing, acquisire visibilità, fare pubblicità, assumere musicisti famosi come endorser, avere una rete di distribuzione capillare. Quindi per mantenere il marchio serviranno, oltre alla/e fabbrica/e, dei responsabili per il marketing, la distribuzione, la logistica, ecc... Magari la fabbrica non è neanche di proprietà, ma sarà a sua volta un'azienda con tutti questi sotto-reparti, perché per limitare ulteriormente i costi la fabbrica fa i componenti di vari produttori di batterie. E il distributore non sarà un dipendente, ma un'agenzia di distribuzione, quindi un'altra ditta a parte. (Vedi Proel o altri grandi marchi che includono tante piccole aziende.)
Infine una distribuzione capillare non è gestibile direttamente dal produttore, anzi neppure i distributori vendono direttamente, perché non è pensabile di gestire direttamente centinaia di miglia di clienti, e bisogna così affidare questo compito ai negozi.
In pratica il costo finale del prodotto non sarà determinato dal lavoro di produzione che c'è dietro, ma dalla somma del lavoro che c'è per fare ogni passaggio (fabbrica, trasporto, sede principale, distributore, trasporto, negozio). Se si comprasse direttamente alla fabbrica si pagherebbe solo una frazione del costo, ma questo non è possibile semplicemente perché la fabbrica non riuscirebbe a gestire la mole di richieste dirette, sarebbe istantaneamente intasata...

Per paragone, il volume di produzione più ridotto di un piccolo artigiano crea meno problemi logistici, quindi ci si può rivolgere direttamente all'artigiano, o quanto meno il numero di passaggi è drasticamente ridotto. Quello che si paga, mano a mano che la dimensione della ditta si riduce, in pratica è sempre più direttamente proporzionale al lavoro di produzione dello strumento.

Questo aspetto di per sé non è né un pro né un contro, ma si può intuire che salendo oltre i livelli di qualità bassi e medi della produzione di serie si arriva ad un punto in cui i costi di contorno permettono anche ad un artigiano di iniziare ad essere competitivo, proprio per via del minor numero di passaggi che fa il suo prodotto.
Oltre questo limite poi la produzione artigianale inizia ad avere un rapporto qualità/prezzo che supera (a volte anche di gran lunga) quello delle produzioni industriali.
Mi pare lampante l'esempio del Pearl Olive Tree già menzionato nel primo post di questo topic: in pratica un Drum Art con hardware Pearl, a 1850€, quando in Italia lo stesso fusto con hardware di qualità ha un terzo del prezzo. Riuscite ad intuire l'effetto della catena di distribuzione a cui è ancorata in questo caso la grande azienda, vero?


Questo però non è l'unico difetto delle produzioni industriali, e l'altra grande "falla" deriva sempre dalla necessità di fare alte tirature: sono costretti a standardizzare.
Quando si fanno 10000 set uguali bisogna sapere già in anticipo che quei set potranno essere appetibili (magari non ideali, ma almeno appetibili sì) per tanti batteristi. Quindi si sceglieranno misure standard, essenze standard, componenti standard, finiture standard, ecc... Ma soprattutto non si potrà fare uno strumento con un suono troppo diverso dallo "standard" (magari poi possiamo anche disquisire su cosa intendo per "suono standard", che non è assolutamente inteso in senso dispregiativo, ma in questo momento non è inerente al discorso).
Limitandoci anche solo alle essenze bisognerà sceglierne di ampiamente disponibili, di costo contenuto, di dimensioni del tronco elevato, di durezza sufficiente e di facile lavorazione. Per le serie di alto livello dovranno anche avere un buon timbro. Sapete quante ne esistono? Mi sa che la risposta la sapete... :wink:

Una volta poi che queste decine di migliaia di set sono in circolazione, potete ben immaginare come sia nell'interesse di chi le ha prodotte tesserne le lodi, il che si traduce sovente in mode o leggende. Vedi ad esempio il mito dell'acero canadese, che per carità è un'ottima essenza, ma né più né meno di tantissime altre essenze. Oppure prendiamo anche il variare periodico delle misure standard delle batterie, che non saprei dire se sia solo la moda musicale ad influire sulle successive produzioni o se ci sia anche una necessità di rendere "obsoleti" gli strumenti precedente per muovere il mercato... ma quanto meno il dubbio mi viene...

In ogni caso questa necessità di standardizzare si traduce nella difficoltà per le grandi aziende di fornire un prodotto custom o di tiratura limitata.
Se anche viene fornita la possibilità di scegliere tra varie essenze (ma di solito non più di 3-4), configurazioni di strati, finiture e componenti vari il prezzo finale va alla pari, o supera, quello di un'analoga produzione artigianale, magari anche con tempi di consegna molto maggiori rispetto a quelli che garantisce un artigiano.
Perfino le serie limitate hanno tirature di tutto rispetto, basta pensare al Ludwig by AK, prodotto in 100 esemplari nonostante venga 10000$ al pezzo... Una serie limitata di una grande casa ha poi comunque di norma diverse centinaia di pezzi come tiratura.

Un artigiano invece ha la possibilità di fare piccole serie o pezzi unici rimanendo a prezzi uguali o inferiori rispetto alle produzioni "custom" o "limited ed." delle grandi marche.
Col tempo i gusti e l'orecchio si affinano, e si può arrivare al punto di desiderare suoni diversi da quelli che si trovano normalmente disponibili.
Oppure invece del suono può essere l'estetica, o una determinata funzionalità disponibile solo nei prodotti dell'artigiano che l'ha inventata o messa a punto a modo suo.
Ci sono cose che, nelle serie custom, le grandi aziende possono fornire ad un costo maggiorato, ma tante che non riescono o non possono offrire, anche limitandosi alle essenze o alle finiture (e me ne vengono in mente diverse viste solo in batterie artigianali).


Infine il vantaggio più ovvio poi di un artigiano è il contatto diretto con il cliente: poter parlare direttamente con chi produce lo strumento è sicuramente una possibilità da non sottovalutare, sia che si abbia qualche richiesta particolare in mente, sia che si voglia sciogliere qualche dubbio su come ottenere un dato risultato acustico, estetico o funzionale.


Quindi, tornando alla domanda cruciale a cui possiamo finalmente abbozzare una risposta: quando ha senso rivolgersi ad un artigiano?

I casi come avrete intuito non sono poi così pochi.
Provando ad elencarli, direi che ha senso:
  • per strumenti di fascia alta, in molti casi anche a parità di caratteristiche
  • per chi vuole ottenere un suono particolare
  • per chi vuole un'estetica particolare (sia essa finitura, hardware o altro)
  • perché si può parlare direttamente col produttore, per avere consigli e indicazioni
  • per chi vuole soluzioni tecniche o funzionalità particolari




Un'altro tema che è stato affrontato è la capacità di marketing di un artigiano, il fatto di ottenere visibilità, ecc...

Tutte le considerazioni che ho fatto in precedenza lasciano ben intendere che ci sono evidenti problemi per un artigiano ad effettuare una campagna di marketing che possa rivaleggiare con quelle delle grandi case.
Il problema però non è tanto se sia in grado o meno di farlo, anche perché al limite anche non fosse in grado si comunque può rivolgere ad una società specializzata. Il problema è: fino a che punto può aver senso per un artigiano aumentare la visibilità? O meglio, ammettendo di riuscire ad aumentare considerevolmente la visibilità, fino a che punto può essere mantenuta un'attività artigianale?

Dalle precedenti considerazioni avrete intuito che la quantità di produzione ha conseguenze non solo sui costi di produzione (in positivo), ma anche sulla possibilità di variare l'offerta (in negativo).
È vero che oltre un certo livello qualitativo un artigiano riesce a competere con le produzioni industriali, ma rigirando la questione è anche vero che oltre una certa tiratura non si può più operare a livello artigianale. All'aumentare poi della tiratura aumenta la standardizzazione e diminuiscono le possibilità di variare l'offerta, altra peculiarità cardine della produzione artigianale.

All'atto pratico la mia impressione è che una volta che la visibilità aumenta oltre un certo livello l'attività artigianale o diventa industriale, o viene inglobata in una rete di distribuzione, o punta sui prodotti di lusso (che non è il tipo di qualità a cui mi son riferito finora).
Sia chiaro, non intendo assolutamente dire che sia un male che l'attività passi da artigianale ad industriale, anzi in teoria vuol dire che l'attività ha successo! Il fatto è che semplicemente l'attività cambia connotazione, e per tutti i motivi elencati in precedenza a quel punto diventa un diverso tipo di offerta, alternativo e non esclusivo rispetto all'attività artigianale.
Ci sono poi casi in cui l'entrata in una rete di distribuzione comporta un cambio ai vertici della ditta, e/o un cambio di produzione con conseguente eventuale crollo della qualità, il tutto per ridurre i costi in modo da mantenere la stessa fascia di prezzo nonostante l'aumento dei passaggi dovuto all'entrata nella rete di distribuzione stessa (e abbiamo purtroppo casi in questo senso anche in Italia). L'alternativa d'altronde a parità di condizioni produttive è l'aumento del costo finale...
Parlando poi di prodotti di lusso, mi riferisco ad alcune case che hanno rullanti che si aggirano sui 5000$ di costo, con caratteristiche del tipo meccaniche placcate oro, fusto in radica ed essenze tremendamente costose, ecc... Sicuramente anche questa è un caso particolare delle potenzialità delle attività artigianali, ma è palese che si parla di strumenti non puntano sul concetto di qualità quanto su quello di lusso. Il livello di qualità a cui mi riferisco oltre il quale un rullante artigianale inizia ad essere competitivo con uno industriale di pari qualità è decisamente più basso, diciamo che togliendo uno zero su quella cifra si trovano già alternative ai prodotti industriali anche come qualità/prezzo...


Per concludere anche il discorso marketing/visibilità, vorrei citare per l'ennesima volta Spizzichino: un artigiano che ci invidia tutto il mondo, eppure per quanto ne so non ha né una grande diffusione né una grande visibilità. Non ricordo di aver mai visto un suo piatto in un negozio, cavolo non ha neanche un sito funzionante...
Se lui ha raggiunto un livello di visibilità grazie al quale riesce a saturare la sua capacità di produzione mantenendo un prezzo onesto e una qualità elevata, avrebbe senso aumentare ulteriormente la visibilità?
(È una pura ipotesi, non so quale sia il suo livello di produzione effettivo!)


Ok direi che ho stavolta ho superato me stesso, un papiro del genere non ricordo di averlo mai scritto...

Sia ben chiaro che tutto ciò che ho scritto è solo e soltanto l'idea personale che mi son fatto durante questo periodo di attività artigianale, niente di più.
Ho cercato di essere più oggettivo possibile, di considerare l'attività artigianale nel suo complesso e di non fare riferimento in particolare alla mia attività; si potrà eventualmente parlare di come ho deciso di orientarmi in questa attività, ma non mi sembrava il posto/momento adatto, visto che qua si parla appunto dell'attività artigianale italiana nel suo complesso...
Mi farebbe piacere anzi avere altri pareri a riguardo!


Cavolo quanto è tardi... mi pareva che la mente mi si stesse via via annebbiando, adesso ho capito come mai... :D




PS: se vi state chiedendo se il tempo impiegato per scrivere 'sto poema finirà nel costo dei prodotti non preoccupatevi, quella carogna del mio capo non mi paga gli straordinari... :cry: ( :lol: :lol: :lol: )
Avatar utente
TND-storm
maestro del groove
maestro del groove
 
Messaggi: 1407
Iscritto il: dom ott 24, 2004 11:04 pm
Località: Padova

Messaggioda Alex910 il mer ott 05, 2011 2:18 am

Azz che papirone!! :D :D 23 minuti c'ho messo! Comunque non posso che sottoscrivere parola per parola Tnd! :tru
AT DrumWorks | Rullanti Artigianali
Web: www.atdrumworks.com
Facebook: fb.com/atdrumworks

Drum Reserve | Fusti grezzi per rullante www.drumreserve.com
Avatar utente
Alex910
ho il ritmo nel sangue
ho il ritmo nel sangue
 
Messaggi: 699
Iscritto il: lun giu 16, 2008 11:59 am

Messaggioda matteo t il mer ott 05, 2011 3:11 am

Immagine


per le preziose info elargite con cura e precisione...!!!!!

Credo saranno utili a tutti per capire meglio il dietro le quinte della produzione!!!!!!!!! :) :) :)
Yamaha Maple Custom '03 - 24 22 18 8 10 12 13 14 14 16 18 - Gretsch Usa Custom '80 - 24 22 18 6 8 10 12 13 14 14 16 18 - Slingerland '73 WMP 24 20 12 13 14 14 16 18 20 - Ludwig Stainless Steel '70 - 26 12 13 14 15 16 18, concert 6 8 10 12 13 14 15 16, timbales 13 14 - Sonor `50 Bass Drum 32x14 - Gretsch Broadkaster '18 22 13 16 - Ayotte Custom '97 22 10 12 14 16 - Yamaha Tour Custom 22 18 10 12 13 14 16 - Tama Coktail Jam
Avatar utente
matteo t
nonno di Buddy Rich
nonno di Buddy Rich
 
Messaggi: 12589
Iscritto il: mar ago 22, 2006 8:30 pm
Località: Hesher way is the way

Messaggioda pietrodrums il mer ott 05, 2011 7:44 am

Per Riccardo (MARTINAZZI)... Io insegnando spesse volte un allievo mi chiede consigliami una batteria ed io da bravo endorsement gli dico Stoccodrums (sponsor)..quando arriva il genitore e gli dico che siamo sui 1500€...bè a te la sua faccia...e quindi vanno a prendersi le cagate di batterie che nn hanno nemmeno suono per 2-300€...
Avatar utente
pietrodrums
maestro del groove
maestro del groove
 
Messaggi: 1412
Iscritto il: mar mar 08, 2011 9:23 am
Località: Casorate Primo (Pv)

Messaggioda ducaConte il mer ott 05, 2011 8:01 am

grande marco!!!
comunque son tutte cose che avevo già in testa e di cui ero già a conoscenza...solo che la gente pensa "scusa ma se lo stesso rullante con stesse finiture legni etcetc mi costa 100e da Pearl perchè lo devo pagare 300e da te?!!"... quello che frega è questa mentalità...

ok al risparmio ma preferisco darli a chi li fa a mano dall'inizio alla fine e con una cura maggiore rispetto ad una multinazionale
"i gusti sono gusti, disse il gatto mentre si puliva il culo"

vendo di tutto : http://www.mercatinomusicale.com/mm/u_d ... 47530.html
profilo discogs.com (cd/vinili): http://www.discogs.com/seller/ducaconte/profile
Avatar utente
ducaConte
maestro del groove
maestro del groove
 
Messaggi: 1016
Iscritto il: ven set 09, 2011 10:26 am

Messaggioda Maldito il mer ott 05, 2011 9:01 am

pietrodrums ha scritto:Per Riccardo (MARTINAZZI)... Io insegnando spesse volte un allievo mi chiede consigliami una batteria ed io da bravo endorsement gli dico Stoccodrums (sponsor)..quando arriva il genitore e gli dico che siamo sui 1500€...bè a te la sua faccia...e quindi vanno a prendersi le cagate di batterie che nn hanno nemmeno suono per 2-300€...


Beh... c'è anche da dire che consigliare batterie da 1500 € per imparare a suonare è abbastanza da vandalo! :D per le new entry nel mondo batteristico ci sono tante belle batterie per cominciare ad addentrasi nel mondo dello strumento! : )
Avatar utente
Maldito
rullatore da guerra
rullatore da guerra
 
Messaggi: 288
Iscritto il: mer mar 02, 2011 9:18 pm

Messaggioda pietrodrums il mer ott 05, 2011 9:42 am

non sono novellini e non le consiglio ai novellini (sarei pazzo)....le consiglio a chi già suona in un certo modo e vuole avere qualità!
Avatar utente
pietrodrums
maestro del groove
maestro del groove
 
Messaggi: 1412
Iscritto il: mar mar 08, 2011 9:23 am
Località: Casorate Primo (Pv)

Messaggioda Broadkaster il mer ott 05, 2011 11:29 am

Concordo pienamente su ogni singola parola con Marco, purtroppo le cose stanno così.
Avatar utente
Broadkaster
maestro del groove
maestro del groove
 
Messaggi: 894
Iscritto il: mer set 27, 2006 7:47 pm

Messaggioda DevilDave il mer ott 05, 2011 11:33 am

Quoto Marco in pieno!! Ottime info, come d'altronde è il suo sito..

Come hai ben detto e sottolineato, spizzichino fa cose artigianali, ed è rimasto nel suo laboratorio come una volta, ho anche sentito che ha intenzione di trasferirsi in California, li sicuramente avrà molta più richiesta e mercato, poi in questo caso si tratta di scelte personali..
Come anche Craviotto, Brady, qua usciamo dall'Italiano,sono pur sempre artigianali e non prodotte in serie, ma miti!
Se un'artigiano non riesce a soddisfare le richieste semplicemente fa aspettare il cliente.
Ho ordinato per un cliente del negozio una Reference con le misure di Ian Paice, non essendoci un set preconfigurato l'abbiamo dovuta ordinare pezzo per pezzo, era giugno mi sembra e l'arrivo è previsto FORSE per fine anno. Dico io, se devo aspettare più di 6 mesi per una reference che è industriale, tranquillamente potrei aspettare 6/8 mesi (spesso anche meno) per una totalmente artigianale, magari allo stesso prezzo!

La DW PERFORMANCE è stata costruita appunto per questo, per abbattere i prezzi, avendo meno possibilità di customizzazione per quanto riguarda legni e finiture, proponendo un prodotto pre-confezionato ma con gli stessi materiali delle Collector's.
Ne ho una montata proprio qua accanto alla postazione da dove sto scrivendo qua in negozio, non ci sono differenze con l'altra, come già detto solo nella scelta custom della direzione delle venature dei legni e nelle finiture.

Ma qua stiamo parlando comunque di artigianato Italiano, non voglio entrare in discorsi infiniti che non concernono il topic.
DevilDave
martellatore
martellatore
 
Messaggi: 103
Iscritto il: mar ott 25, 2005 3:40 pm
Località: Rimini

Messaggioda martinazzi il mer ott 05, 2011 11:41 am

Hola Marco ... bravo ... sono tante cose che chi costruisce sono ovvie .. meno ovvie per chi acquista o ti chiede un preventivo ... bravo ... un bel escursus sull'argomento ..... per il merketing dico che per il 1\2 pagina che ho fatto per pubblicizzare su Drum Club la fiera di francoforte musikmesse ho pagato quasi 400 euro e per non parlare delle magliette , polsini , depliant ed allestimenti degli stand ecc ecc .... sono cifre enormi per un singolo ... pure il NAMM 2012 che dovrei fare il viaggio albergo stand drumkit mangiare depliant nuovi ..... cazzuola .. ma ve ne rendete conto ... io non faccio solo rullanti .... rifernedomi a tutto quello che ha scritto il buon Marco tutto il materiale che faccio fare a controllo numerico e taglio laser sono delle cifre da capogiro .. ma se devi uscire dal mucchio devi provare a fare cose fuori dagli schemi ... altrimenti perchè dovresti farlo ??? ,,,, ok aspetto news .. ciaociao Riccardo
www.rotodrum.com
info@rotodrum.com
http://www.youtube.com/user/rotodrum

GLI UOMINI COMUNI GUARDANO LE COSE NUOVE CON OCCHIO VECCHIO.
L'UOMO CREATIVO OSSERVA LE COSE VECCHIE CON OCCHIO NUOVO ( Giampiero Bona)
Mille rulli a tutti Riccardo
Avatar utente
martinazzi
guru delle pelli
guru delle pelli
 
Messaggi: 2260
Iscritto il: mer mag 28, 2003 2:12 pm
Località: BRESCIA villaggio BADIA

Messaggioda Anigo il mer ott 05, 2011 11:49 am

@TND storm : posso salvarmi il tuo intervento e rileggermelo ogni volta che mi serve? :D Questo non è un intervento, è un trattato! Davvero complimenti, e sul tuo discorso vorrei aggiungere 2 cose se mi permetti dal basso della mia (in)esperienza..

.su tutto quello che hai detto aggiungerei il dirscorso dell'acero..ho letto un articolo di Tullio della Tamburo parlava di acero e lui disse che l'acero in pratica non ha un cazzo di piu o di meno degli altri materiali, solo che si scelse perchè in nordamerica è diffusissimo e ce n'è tantissimo e molto lavorabile e allora per le batterie è considerato un legno "nobile" quando in realtà non è più sonoro del faggio o del frassino o del frakè..insomma era facilmente reperibile e lavorabile e allora divenne quasi di moda. Oggi tutti a pensare delle megiche qualità sonore dell'acero, invece i produttori scelgono l'acero solo perchè ce n'è tanto :D

Altro discorso dove dici delle misure delle batterie...a me niente mi toglie il pensiero che è solo seguire una moda.negli anni 90 erano tutte 12-13-16, mo vai a vedere adesso si sono accorti tutti che le batterie si fanno col 10-12-14..ma che mi facciano il piacere...non lo so forse produrre fusti piu piccoli costa meno, ma se non fosse solo una moda oggigiorno di fianco ai set piccoli troveremo anche i power tom delle vecchie drums di 20 anni fa
Sono andato in banca per dare un'occhiata ai miei risparmi. Ho scoperto di avere tutto il denaro che mi serve. Se muoio domani.
Avatar utente
Anigo
maestro del groove
maestro del groove
 
Messaggi: 996
Iscritto il: mer dic 28, 2005 1:15 pm

Messaggioda Sam_K1 il mer ott 05, 2011 11:55 am

Beh, di sicuro l'hanno usato per quella ragione, però poi evidentemente l'esperimento funzionava anche sotto il punto di vista del suono! :D
Come è successo per i "panini" Ludwig etc. del passato, o per il passaggio del Supra dal fusto di ottone a quello in Ludaloy... Per motivi economici, però alla fine suonava splendidamente, e ha fatto la storia!

Comunque il discorso di TND me lo salvo anch'io, che ogni tanto rileggersi queste cose fa sempre bene! :)
Gretsch New Classic 22-12-14
Tamburo Formula 22-12-14
Slingerland '67 Gene Krupa Sound King COB 14x5 / Gretsch 70s USA COB 14x5 / Rogers '80 Dynasonic COB 14x5 / Custom mogano-pioppo-mogano 14x6 / Tamburo Formula 14x5,5
Zildjian K / Armand, Ufip Brilliant / Natural
Remo heads
Avatar utente
Sam_K1
guru delle pelli
guru delle pelli
 
Messaggi: 1881
Iscritto il: mar feb 16, 2010 3:54 pm
Località: Monza

Messaggioda matteo t il mer ott 05, 2011 12:12 pm

già salvato su scrivania in cartella word apposita! :tru
Yamaha Maple Custom '03 - 24 22 18 8 10 12 13 14 14 16 18 - Gretsch Usa Custom '80 - 24 22 18 6 8 10 12 13 14 14 16 18 - Slingerland '73 WMP 24 20 12 13 14 14 16 18 20 - Ludwig Stainless Steel '70 - 26 12 13 14 15 16 18, concert 6 8 10 12 13 14 15 16, timbales 13 14 - Sonor `50 Bass Drum 32x14 - Gretsch Broadkaster '18 22 13 16 - Ayotte Custom '97 22 10 12 14 16 - Yamaha Tour Custom 22 18 10 12 13 14 16 - Tama Coktail Jam
Avatar utente
matteo t
nonno di Buddy Rich
nonno di Buddy Rich
 
Messaggi: 12589
Iscritto il: mar ago 22, 2006 8:30 pm
Località: Hesher way is the way

PrecedenteProssimo

http://www.youtube.com/watch?v=NP5_CJg7oKQ

Torna a Batterie

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 7 ospiti