@st0rm
ma nemmeno io voglio esagerare con la mia posizione.........
Il fatto e', come giustamente aveva anche accennato il buon Zolfo, che ci sono 2 filosofie.....
La mia, che comporta una prova approfondita' del pezzo, e del confronto con altri pezzi, per poi valutarne l'acquisto.......sia esso nuovo o usato......
L'altra filosofia, quella di Zolfo, con la quale mi sto scontrando (in senso buono ovviamente), che per evitare grosse perdite obbliga all'acquisto di materiale usato, per poterlo provare certamente col proprio set (quindi in effetti anche una prova piu' attendibile), ma che comporta il fatto di rivenderlo in brevissimo tempo, se non soddisfatto, a un prezzo che in casi rarissimi puo' anche essere superiore a quello d'acquisto, ma il piu' delle volte e' inferiore (nella stragrande maggioranza dei casi)......inoltre, come detto prima, si e' obbligati ad acquistare e provare solo materiale di marca rinomata per poterlo rivendere facilmente (purtroppo la gente guarda soprattutto il nome, ovviamente sbagliando a mio parere), quindi non e' possibile provare oggetti che rischiano di avere poco mercato, se non con svalutazioni maggiori (e perdita maggiore), ma che pero' potrebbero essere notevolmente superiori agli oggetti di marca rinomata.....e questo e' un caso che si verifica sempre piu' spesso........
Ma in ogni caso.......ho la garanzia di rivenderlo in breve tempo?.......cio?'...finch?' non lo vendo non posso provare altro.....la cosa mi sembra assurda.
Per provare piu' oggetti occorre un capitale iniziale notevole, occorre acquistare ad esempio 3/4 piatti insieme per poterli confrontare, cosa che provandoli in negozio lo si fa subito e senza spesa iniziale........
In ultimo, ma forse primo come importanza, questo essere pignoli nel cercare un suono che spesso, se non otteniamo, e' piu' a causa della nostra mano, che non dello strumento.......provare uno strumento in negozio, per quanto possa cambiare l'acustica, da' sempre l'idea della timbrica di base dello strumento stesso.......ma la timbrica di base e il feeling sono una cosa........il riverbero della stanza, etc etc sono un'altra........e occorre saper separare le cose quando si prova......
Se io devo acquistare un rullante, come detto tempo fa, lo provo come minimo per un paio d'ore, per non dire una mezza giornata.........e se il negoziante no ci sta, glielo dico pure, che non devo spendere 10 euri, quindi o lo provo bene, oppure sicuramente lo vado a provare da un'altra parte e lo acquisto pure da un'altra parte............e qui viene fuori la serieta' dei negozi, del supporto pre-vendita, importante almeno quanto quello post-vendita......
Un'altra cosa......che sembrera' banale, ma non lo e'.......uno non e' che si sveglia una mattina e dice "sto cercando questo suono!".........e' una cosa che matura nel tempo.......e in questo tempo deve provare quanto piu' puo' per farsi un'idea sempre piu' chiara.
In questo 3AD si parlava dell'impossibilita' di provare una cosa........se e' a causa della giova eta' (quindi non si e' automuniti) il problema si risolve aspettando...cosi' si mette a freno la smania.........se il problema e' la presenza di negozi (anche questo, gia' detto tempo fa), si organizza una bella gita con un paio d'amici, magari musicisti e magari batteristi anch'essi........si divide le spese, si passa una bella giornata in compagnia, si prova un po' di roba, e si confrontano le impressioni........
Credo sia piu' giusto, e anche bello, spendere i soldi in questo modo, piuttosto che perdere 15/20 euri per ogni acquisto da rivendere successivamente......
@Zolfo
Come vedi ho preso in considerazione anche il tuo punto di vista, cercando di valutare i pro e i contro.......stessa cosa la faccio col mio punto di vista....ma ma sulla tua filosofia non vedo abbastanza pro, o almeno rispetto ai contro.....
