L'influenza delle essenze sui suoni....
Leggendo tutto ci? che si dice qui sul forum e in altri ambiti pi? o meno controllati dalle case produttrici, sembra che l'influenza dell'essenza utilizzata nella costruzione dei fusti sia talmente elevata, da consentire di fare quasi automaticamente un collegamento alla timbrica della batteria prodotta.... acero=squillante, betulla=controllato, mogano=cupo.... e cos? via.
Allora, partendo dal principio che mi manca la controprova dato che non lavoro nel campo della costruzione di fusti per batterie, vorrei provare a mettere gi? una base teorica derivata dalla meccanica delle vibrazioni e poi cercare di capire con chi pi? di me opera nel settore quale sia la reale influenza delle essenze....
Partiamo dall'inizio.... quando una bacchetta colpisce la pelle, questa, oscillando, crea due effetti principali distinti: spinge l'aria del fusto eccitandola con una frequenza derivata dalla geometria della pelle (diametro, spessore, materiale) e delle condizioni al contorno (geometria del bearing edge, tipo di cerchio, quantit? di tiranti, tensione dei tiranti).
Secondariamente l'oscillazione della pelle tender? ad eccitare una vibrazione (di pari frequenza) sui fusti a causa dell'effetto di trazione e rilascio della pelle sulla circonferenza.
Altri effetti, mi correggano Pippo, Signoridrums o eventuali altri dotti se erro, dovrebbero essere di ordini di grandezza molto inferiori ai due principali.
Il primo indicato ? quello che principalmente determina il suono e analizzando i fattori in gioco, si pu? dedurre che il materiale del fusto ? assolutamente ininfluente, tranne per un effetto di superficie... ovvero la finitura superficiale della parte interna del fusto ha influenza sul modo di propagazione delle onde sonore (e a questo effetto personalmente annetto le caratteristiche sonore dei fusti acrilici, nonch? gli effetti delle varie verniciature tipo permatone et similia).... il materiale entra in gioco nella risposta in frequenza del sistema sul secondo effetto, nel senso che la vibrazione del fusto, che interagisce con quella dell'aria, ? funzione della geometria del fusto stesso, del modulo di elasticit? "medio" (se mi si consente il concetto ardito), nel senso che i fusti sono fatti di legno, che di per s? ? un materiale composito, se poi si considera che possono esserci diversi strati intermezzati di diverse essenze e di colle.....
Poi entrano in gioco le condizioni al contorno quali il numero di tiranti, la quantit? e il posizionamento di tali tiranti sul fusto, il tipo di fissaggio del fusto "a terra".
Questo effetto a mio parere ? comunque di gran lunga secondario rispetto al primo e entra in gioco in maniera sensibile solo quando riesce ad interagire con il primo con un effetto di risonanza (il famoso sweet spot) ed ? influenzato dalla qualit? costruttiva dei fusti, dal tipo e dalla distribuzione delle colle utilizzate, dalla quantit? e dallo spessore degli strati, dalla distribuzione e dal numero dei fissaggi in quantit? molto maggiore rispetto all'essenza del legno utilizzata.
Questo ? quanto la teoria direbbe ..... e la pratica?
A questo punto (se siete sopravvissuti allo sproloquio), ditemi voi!

Allora, partendo dal principio che mi manca la controprova dato che non lavoro nel campo della costruzione di fusti per batterie, vorrei provare a mettere gi? una base teorica derivata dalla meccanica delle vibrazioni e poi cercare di capire con chi pi? di me opera nel settore quale sia la reale influenza delle essenze....
Partiamo dall'inizio.... quando una bacchetta colpisce la pelle, questa, oscillando, crea due effetti principali distinti: spinge l'aria del fusto eccitandola con una frequenza derivata dalla geometria della pelle (diametro, spessore, materiale) e delle condizioni al contorno (geometria del bearing edge, tipo di cerchio, quantit? di tiranti, tensione dei tiranti).
Secondariamente l'oscillazione della pelle tender? ad eccitare una vibrazione (di pari frequenza) sui fusti a causa dell'effetto di trazione e rilascio della pelle sulla circonferenza.
Altri effetti, mi correggano Pippo, Signoridrums o eventuali altri dotti se erro, dovrebbero essere di ordini di grandezza molto inferiori ai due principali.
Il primo indicato ? quello che principalmente determina il suono e analizzando i fattori in gioco, si pu? dedurre che il materiale del fusto ? assolutamente ininfluente, tranne per un effetto di superficie... ovvero la finitura superficiale della parte interna del fusto ha influenza sul modo di propagazione delle onde sonore (e a questo effetto personalmente annetto le caratteristiche sonore dei fusti acrilici, nonch? gli effetti delle varie verniciature tipo permatone et similia).... il materiale entra in gioco nella risposta in frequenza del sistema sul secondo effetto, nel senso che la vibrazione del fusto, che interagisce con quella dell'aria, ? funzione della geometria del fusto stesso, del modulo di elasticit? "medio" (se mi si consente il concetto ardito), nel senso che i fusti sono fatti di legno, che di per s? ? un materiale composito, se poi si considera che possono esserci diversi strati intermezzati di diverse essenze e di colle.....
Poi entrano in gioco le condizioni al contorno quali il numero di tiranti, la quantit? e il posizionamento di tali tiranti sul fusto, il tipo di fissaggio del fusto "a terra".
Questo effetto a mio parere ? comunque di gran lunga secondario rispetto al primo e entra in gioco in maniera sensibile solo quando riesce ad interagire con il primo con un effetto di risonanza (il famoso sweet spot) ed ? influenzato dalla qualit? costruttiva dei fusti, dal tipo e dalla distribuzione delle colle utilizzate, dalla quantit? e dallo spessore degli strati, dalla distribuzione e dal numero dei fissaggi in quantit? molto maggiore rispetto all'essenza del legno utilizzata.
Questo ? quanto la teoria direbbe ..... e la pratica?
A questo punto (se siete sopravvissuti allo sproloquio), ditemi voi!