Premessa 1:
Suono dal 1993 (se non ricordo male!) e se dall'elenco tolgo le prime due ignobili batterie su cui ho messo le mani (e forse qualcosa che dimentico) ho posseduto e suonato, in ordine abbastanza sparso: Pearl Export, Mapex Saturn short stack, Ludwig Classic Maple, DW Collector's, Pearl Master Custom, Pearl Masterworks, Yamaha Maple Custom Absolute. Questo per dire che non sto parlando della mia prima batteria.
Premessa 2:
Suono jazz e da anni ormai il mio set è basato su una cassa da 18, uno o due tom (12 o 10 e 12) e timpano a terra da 14. Insomma, un set decisamente "classico", niente di particolarmente originale. Attualmente suono con una Maple Custom Absolute Yamaha che mi piace assai.
Premessa 3:
Ero alla ricerca di un set da poter lasciare nella minuscola stanza prove in cui ho il piacere di suonare con un quintetto. Per minuscola intendo dire proprio che ci stiamo giusti giusti e bisogna muoversi con cautela.
Le opzioni considerate inizialmente sono state: Sonor Smart Force (intorno ai 400 euro con l'hardware), Yamaha Stage Custom (intorno ai 400 euro senza hardware), Gretsch Catalina (un po' più cara, ma abbordabile).
Della Sonor non mi piaceva per nulla la finitura (di mio non ho mai amato le finiture "ricoperte"), della Yamaha il fatto che la cassa da 18 avesse solo 6 tiranti e che i cerchi fossero molto sottili (1,6 mm secondo il sito, così a vederli sembravano abbastanza "debolucci"). Della Gretsch non mi piaceva troppo il prezzo.
Ok, stiamo parlando di prezzi bassi, ma io avrei sperato in qualcosa di ancora più economico!
Girovagando per i negozi ho visto una Tamburo XD, che su quella fascia di prezzo aveva delle buone meccaniche e fusti laccati dall'aspetto davvero molto bello, anche se non ero certo delle misure (cassa da 16, toma da 10 e timpano e rullante da 13).
Premessa 4:
Sono sempre stato un po' prevenuto nei confronti dei produttori italiani di tamburi, so che non è molto bello da parte mia, ma cnsiderato quello che sto per scrivere mi sembrava giusto specificarlo.
Che è successo?
Spulciando sul sito della Tamburo ho realizzato che la XD non esiste più, mentre ora esiste una serie economica chiamata Formula Classic, che è addirittura in acero! Il set analogo a quello visto della XD (16, 10, 13 e 13) dovrebbe aggirarsi attorno ai 600 euro, come mi hanno detto direttamente dalla casa madre.
Quindi ero fuori budget, ma ho avuto fortuna, perché ne ho trovata una in vendita sul mercatino musicale, praticamente nuova, senza rullante e a un prezzo che definire abbordabile è poco, vale a dire 300 euro. Ho deciso di prenderla, pur non avendola mai sentita (avevo provato la XD in negozio e mi era sembrata molto interessante) e quindi vi racconto le mie impressioni.
La prova
La mia prima preoccupazione era quella delle dimensioni dei tamburi. Ora, non so quanto sia stata studiata questa configurazione, ma la prima cosa che ho fatto è stata rimuovere tutte le pelli e percuotere delicatamente con un mallet l'interno dei fusti. Con una certa meraviglia ho constatato che i tre fusti producono un gradevolissimo intervallo tonale, che da al set un equilibrio melodico davvero apprezzabile.
Dei legni che dire? Quando ho letto che si trattava di acero al 100% ho sollevato le sopracciglia preso da mille dubbi: possible a questo prezzo? Insomma: gli strati esterni sono acero di sicuro, non vedo perché non dovremmo credere a quello che dichiara la Tamburo per ciò che concerne gli strati interni. Certo: non saranno i tagli migliori del mondo, ma è davvero impressionante vedere una venatura simile su questa fascia di prezzo.
I fusti sembrano essere costituiti da 7 strati, per uno spessore di circa 6 mm, senza rinforzi. Sembrano solidi e i bordi sono tagliati in modo abbastanza preciso, si direbbe a 45 gradi sui due lati con l'apice al centro del profilo. Passando il polpastrello non ho rilevato particolari difetti.
All'interno un'elegante etichetta individua la serie dei tamburi e la data di produzione.
I fusti hanno un diametro leggermente undersized, le pelli si "siedono" molto comodamente e accordarle è davvero un gioco da ragazzi.
Veramente questa batteria ha un aspetto meraviglioso: sotto nessun profilo potrei immaginare guardandola che costi così poco. La laccatura, sfumata da nero a naturale, è eseguita molto bene, con cura, risulta lucida e ben distribuita, priva di difetti.
Continuando a parlare dell'aspetto estetico, direi che i blocchetti tiranti sono molto carini, riportano la "T" del logo e sono tondi, risultano quindi più caratteristici di quelli comunque simpatici ma più anonimi della XD. I cerchi tendipelle sono spessi circa 2 mm (misurati con il calibro), decisamente robusti, non si lasciano deformare (come temo che potrebbe succedere con quelli della Stage Custom). La cassa da 16 pollici ha 8 tiranti per lato e merita una menzione il design geniale delle ancorette tiranti, che hanno due specie di "gocce" di gomma sul lato esterno, in modo che appoggiando la cassa al pavimento dal lato dei cerchi questa poggerà su tali gommini, senza stisciare le ancorette o il vostro prezioso pavimento in legno!
I cerchi tendipelle della cassa sono in legno e laccati secondo la stessa sfumatura del tamburo (qundi uno è nero e l'altro natural) e con la stessa cura, davvero una chicca.
I due tom, da 10 e 13, hanno 6 tiranti per lato e sono dotati di rims per il montaggio sospeso. Le viti tiranti delle pelli battenti hanno anche la doppia rondella di metallo e plastica, accorgimento che nemmeno sulla mia Maple Custom Absolute è stato adottato...
Le pelli dei tom sono tutte clear, sembrerebbero leggermente più spesse delle ambassador, non so chi le produca, ma sono più che decenti e dotate di buona elasticità. Le pelli della cassa, invece, sono delle simil-powerstroke con l'anello interno, nera con logo la risonante, trasparente la battente. Non sono mai stato un amante delle pelli clear, comunque per provare un po' la batteria vanno bene, anzi, mi ha stupito molto che fossero delle pelli di buona fattura, facili da accordare, risonanti ed elastiche (non come certe pelli smorte che si trovano nei set entry-level).
Con le loro pelli i tamburi hanno un suono aperto ma ben focalizzato, io prediligo le accordature alte e in questo caso l'attacco è ben definito, direi quasi "appuntito", ma supportato da una risonanza rotonda e dotata, per quanto le misure siano molto piccole, di una corposità che rende i tamburi molto amichevoli e adeguati anche a un fraseggio melodico.
Come ultima nota direi che le meccaniche sono assolutamente molto buone, per quanto nel mio caso si tratti solo di un clamp reggitom e di un reggitom da cassa, posso dire che tutto è robustissimo e rifinito: ovunque ci sono inserti in gomma o in plastica per evitare il contatto metallo-metallo, anche nei blocchetti reggitom e nelle memorie relative (potete crederci? i reggitom hanno le memorie che sono addirittura cernierate e anch'esse hanno un inserto in plastica, meglio delle memorie che avevo sul timpano della Masterworks!).
Ovunque sui galletti di serraggio spicca il logo Tamburo: finalmente sembra conclusa l'epoca in cui le batterie italiane montavano le solite e anonime meccaniche prive di qualunque personalità.
Conclusione
Rispetto alle esigenze che ho descritto, questo set non solo è soddisfacente, ma supera di molto le aspettative sotto ogni profilo. Le caratteristiche estetiche, meccaniche e sonore di questi tamburi sono tali da lasciarmi meravigliato rispetto al loro costo. Non posso che complimentarmi con la Tamburo, perché sono riusciti a fare qualcosa che per un'azienda italiana è quasi impossibile, vale a dire competere in modo efficace (a mio avviso vincente) sulla fascia di prezzo più bassa.
A chi avesse esigenze simili alle mie consiglierei questo set a occhi chiusi e senza timore di confronti con marchi più famosi.
Sono così contento di questi tamburi che sto contattando il negozio in cui sono stati comprati per sapere se hanno ancora il rullante.
Cosa cambierei?
Certo, anche se sono davvero soddisfatto cambierei qualcosina: non ho mai amato i rims, quindi preferirei aver avuto i blocchetti reggitom fissati direttamente ai fusti, nel caso del tom da 13, probabilmente, avrei preferito avere tre blocchetti, per usare le gambette da timpano a terra. Come avrete capito preferisco che i tamburi siano piuttosto stabili. In ogni caso, anche volendo, sarebbe un intervento facile da realizzare (si tratta di fare qualche foro, tutto sommato).
Dovendo parlare di problemi, alla fin fine, direi che l'unico problema reale è che la batteria è così carina che mi ci sono già affezionato e lasciarla in sala prove mi dispiacerà molto!












