In sostanza, ieri ho cambiato la pelle alla cassa della mia Rocker, e sono stato colto improvvisamente dalla curiosità di sapere di più su questo strumento, relativamente raro, nel senso che non ne ho mai viste altre in giro.
Cercando qualche info, ho trovato questo:
http://www.vintagedrumguide.com/ludwig_rockers.html
La prima cosa che si capisce è che, pur rimanendo una linea budget, nel corso degli anni sotto l'ombrello "Rocker" è passato un po' di tutto, con quaiità variabile, in linea di massima rispettabile all'inizio, e andata poi scemando, fino proprio al '98, quando l'ho presa io
La mia è quella Power Outfit nel catalogo del 1998, per cui mi concentrerò su questa. Si tratta di una batteria di fascia medio-bassa, regalatami in occasione del mio 18° compleanno, dopo un paio di mesi che andavo a lezione. Ai tempi credo ci costò £ 1000000, comprendente set 22/12/13/16" + Rullante 14" in acciaio + Pedale + Asta Hi-Hat + Asta a giraffa + Asta dritta + Sgabello. Dal catalogo di cui sopra, deduco che seggiolino e asta a giraffa non erano compresi nel pacchetto, e devono evidentemente essere stati aggiunti dal rivenditore.
Secondo me, come entry-level, è stata una batteria più che degna! Infatti, nonostante la qualità limitata (immagino, ma vedremo dopo) del legno, chi fa rock non potrà non apprezzare il sound che si tira fuori da questa batteria con delle Pinstripe/EC2S, particolarmente ricco di bassi da far quasi invidia ad una B/B (magari escono buoni risultati anche con delle G2, ma non ho mai provato). Certo, la flessibilità dell'accordatura non è il punto forte di questa batteria, ma se uno la sceglie perché si chiama ROCKER, non rimarrà deluso, secondo me! La cassa, ha un suono molto pieno e punchoso, con la Emad che le ho messo. Una volta l'ho portata ad un concorso in cui c'erano anche altri gruppi, e uno dei ragazzi che l'ha suonata mi ha detto: "Che cassa!", e pensare che è vuota! Sulla resistenza/robustezza non ci sono dubbi: basti pensare che è quella che mi porto ancora in giro, dopo 15 anni (beh, a dirla tutta ho iniziato un paio d'anni fa a farla uscire di casa). Le meccaniche, sia le aste & co che blocchetti, cerchi e tiranti, sono robustissime, ispirano fiducia solo a guardarle e non credo mi lasceranno mai a piedi. Il punto debole, probabilmente, è il rullante, da cui non sono MAI riuscito a tirare fuori un suono decente. Sicuramente è anche colpa della mia scarsa esperienza - e ancor minore voglia - di accordatura, ma con altri rullanti ho sempre ottenuto suoni migliori.
Insomma, si tratta di uno strumento con una sua dignità, nulla a che vedere con le varie Roytek/Linko con cui condivideva la fascia bassa all'epoca, che dubito potrei usare ancora adesso (ma anche prima...) con soddisfazione!
Volevo poi che mi aiutaste a capire di che legno sono fatti questi fusti. Infatti, il catalogo parla di "9-ply cross-laminated veneers with a maple inner ply", ma io, sinceramente, sti 9 strati non li vedo! Sembrano più 6, con alcuni più spessi degli altri, e qualche timido strato di acero messo lì più per dire che c'è, che per definire il suono. Vi posto una foto della cassa, già che ieri l'ho smontata:
Come vedete, il secondo strato dall'interno sembra qualcosa tipo compensato, ed è moooolto più spesso degli altri. Ci sono poi altri due strati meno spessi, ma comunque più del "normale", inframezzati da quello che è forse l'unico strato di acero. Sul più esterno non mi posso esprimere, essendo i fusti wrappati, e il più interno potrebbe essere ancora acero, per quel che ne posso capire, ma mi rimetto a chi è più esperto di me:
E con questo chiudo. Stasera la porterò a un concerto con altri 3 gruppi, vediamo che ne diranno






