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La batteria e il volume

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 8:43 am
da Augusto
Spesso quando si sceglie una nuova batteria si mette (specie per i rockettari) nella lista delle caratteristiche c'è proprio il VOLUME sprigionato.

Spesso però suoniamo in salette rimediate alla buona, con acustiche così così. Li una batteria canterina è solo fonte di problemi. Utilizzo del volume degli altri strumenti a palla, suono che rimbalza sulle pareti, ecc.
Oppure i live nei locali: non si deve rompere troppo i coglioni con casse a tuono, è a rischio l'acustica e l'udito dei clienti.
Infine i live nei palchi un pò più grandi microfonati: li il problema non sussiste, un fonico un minimo capace risolve tutto. Se la batteria suona poco ma bene anzi sarà contento. :lol:

Così lo spunto per la riflessione è: veramente è una caratteristica così importante? Non è meglio avere una batteria che suoni paradossalmente più mesta per la maggior parte delle situazioni?

Che ne pensate?

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 9:09 am
da seccoe1
Ma Augusto ti diro' io sono uno di quelli a cui piace la batteria che fa parecchio casino. Allora per quanto riguarda la sala prove va be io vado in sale prove a pagamento per cui la batteria c'è già per cui uso quella che c'è. Per quanto riguarda i live io onestamente me ne sbatto e porto la mia batteria indipendentemente da quello che mi dicono, a me piace suonare cosi' per cui sono contento e suono sempre cosi' ovunque vada a suonare!!! :wink:

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 9:32 am
da sergio978
Allora io un paio di considerazioni in merito le ho...

Prima cosa, la dinamica sta nelle mani, non diamo la colpa allo strumento se noi per primi non siamo in grado di controllarlo.
Uno che suona bene, farà girare un pezzo bello groovoso e con energia e tiro anche a dinamiche basse.

Seconda cosa, ovvio che quando siamo amplificati, significa che il volume generale intorno è tale per cui ce ne frega poco.

Ma visto che la maggior parte delle situazioni, almeno per me, è senza microfoni, sinceramente preferisco di gran lunga avere uno strumento che abbia un volume notevole, poi sarò io a controllare le mani, ma ritengo sia meglio "averne" e non usarne, piuttosto che trovarsi non amplificati pensando "cazz se ne avessi un po' di più!", cosa spesso frequente col proseguire della serata... :wink:

Per me il suono dev'essere pulito, definito, MOLTO focalizzato, pochi rimbombi e tanta pacca, attacco sempre a mille, ma per quanto possibile, cerco di ottenere sempre il massimo del volume dai miei strumenti, compatibilmente con le loro caratteristiche costruttive.

E proprio il fatto di non suonare quasi mai amplificato mi sta portando all'idea di separarmi dalla fida 9000, in quanto se non ci piazzi i microfoni, quella veramente sta sotto a tutto proprio per mera mancanza di volume.

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 9:51 am
da mr.anderson
io negli ultimi concerti mi sono trovato nella situazione che ha descritto augusto.. sopratutto per il livello di conoscenza della musica che c'è in questo momento non gliene frega a nessuno, tranne a noi che siamo i proprietari, su cosa suoniamo.. puoi anche avere una batteria giovatolo di spoongebob ma se suona tutto bene è ok...

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 10:08 am
da raffaele
Il problema delle batterie moderne (quelle di buona fattura)è appunto che hanno molto volume e ciò è una esigenza sorta dalla necessità di adeguare il suono alla strumentazione elettronica.Prima dell'avvento dell'elettronica la batteria doveva suonare poco e fondersi con il suono del piano, della cantante, della tromba o del contrabbasso.Se si hanno tra le mani vecchie batterie con le loro pelli d'animale originali non si può che constatare il loro volume quasi sordo, senza alcun reverbero.Oggi una vecchia batteria degli anni 30-40 sarebbe improponibile durante una esecuzione di brani rock in una ampia piazza.
Dunque le batterie si sono adeguate e si adegueranno sempre al tipo di musica del momento ma non basta.L'ascolto delle registrazioni a casa, in auto, nei locali ecc ecc ha indotto il nostro orecchio a percepire un certo tipo di suono pulito, corposo, con cassa e rullante ben marcati ed è quello che si vuole sentire anche nei live.Purtroppo è così.Le registrazioni hanno rovinato la estemporaneità e sincerità delle esecuzioni live (ma questo è un altro discorso, sorvoliamo).I costruttori di batterie si sono dovuti adeguare a quelle esigenze del "suono pulito" e hanno studiato legni, vernici, bordi, misure ottimali per riprodurre più fedelmente possibile quei suoni ed hanno fatto passi da gigante rispetto al passato (anni 40-50).Basti pensare ad una mapex saturn (acero-noce), per dirne una a caso (ma l'elenco è vastissimo, io ho riportato una batteria accessibile a chiunque), e ci si renderà conto che ha suoni molto simili a quelli che si sentono in un disco o cd registrato: puliti, naturalmente riverberati, forti, con cassa presente e bella gonfia.
Ma anche le diversità dei luoghi sono molto importanti.In luoghi piccoli e angusti una batteria molto sonora darebbe molto fastidio mentre ad esempio al chitarrista basterebbe abbassare il volume.Per questi motivo ogni marca blasonata di batterie(non parlo delle batterie di carta pesta nate per essere messe al rogo) ha sempre nel proprio catalogo batterie super sonore e batterie più chiuse (erroneamente chiamate economiche perchè costan poco, ma assai utili in certi contesti.Io infatti le chiamerei utilitarie) adatte per piccoli contesti ambientali ove è necessario non "disturbare".Quante volte è successo di portarsi dietro una super batteria poi capitare in un localino e renderci conto che si dovrà suonare tutta sera pianissimo oppure stoppare tutte le pelli.Pessima esperienza :)
Dunque riprendo il discorso già fatto anche in altro topic.A mio avviso è necessario avere con se sempre due batterie, una adatta per ambienti light e altra per far sentire per bene la propria voce.Tutte le situazioni intermedie si possono aggiustare con il tocco e scegliendo la batteria più opportuna. :wink

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 10:21 am
da kioland
...a proposito di questo argomento... ieri mi è capitato di suonare in prova con una premier XPK degli anni 90 con cassa da 20... posso dire? perfetta, mi ha fatto pensare. suonava bene con devi volumi dimezzati rispetto alla mia sonor classix. Effettivamente fa molto comodo una batteria equilibrata e con volume medio davvero, ci sto pensando seriamente all'acquisto.

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 10:29 am
da kemto
tutto sta, secondo me, nel cercare per quanto possibile di suonare in locali e contesti adatti alla musica che si vuole proporre che non va mai (sempre secondo me) snaturata o "adattata".

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 11:45 am
da treno70
sergio978 ha scritto:Allora io un paio di considerazioni in merito le ho...

Prima cosa, la dinamica sta nelle mani, non diamo la colpa allo strumento se noi per primi non siamo in grado di controllarlo.
Uno che suona bene, farà girare un pezzo bello groovoso e con energia e tiro anche a dinamiche basse.

Seconda cosa, ovvio che quando siamo amplificati, significa che il volume generale intorno è tale per cui ce ne frega poco.

Ma visto che la maggior parte delle situazioni, almeno per me, è senza microfoni, sinceramente preferisco di gran lunga avere uno strumento che abbia un volume notevole, poi sarò io a controllare le mani, ma ritengo sia meglio "averne" e non usarne, piuttosto che trovarsi non amplificati pensando "cazz se ne avessi un po' di più!", cosa spesso frequente col proseguire della serata... :wink:

Per me il suono dev'essere pulito, definito, MOLTO focalizzato, pochi rimbombi e tanta pacca, attacco sempre a mille, ma per quanto possibile, cerco di ottenere sempre il massimo del volume dai miei strumenti, compatibilmente con le loro caratteristiche costruttive.

E proprio il fatto di non suonare quasi mai amplificato mi sta portando all'idea di separarmi dalla fida 9000, in quanto se non ci piazzi i microfoni, quella veramente sta sotto a tutto proprio per mera mancanza di volume.




kemto ha scritto:tutto sta, secondo me, nel cercare per quanto possibile di suonare in locali e contesti adatti alla musica che si vuole proporre che non va mai (sempre secondo me) snaturata o "adattata".


non'ho altro da aggiungere...

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 12:00 pm
da matteo t
come dice Sergius innanzitutto le dinamiche, la mano.

Ricordo a tutti il disorso che fece nell'85 se non erro un certo Tony, dove diceva (vado a braccio) che era la sua tecnica che si adattava al genere e al contesto suonato, non lo strumento. Infatti faceva tutto quel che faceva con la sua mitica gretsch yellow nitron cassa 24x14.

Meglio, MEGLIO un set che SUONI DI PIÙ, che uno che suoni meno.

A levare siam semrpe a tempo.
ma ad aggiungere suono, ll'è un casino.

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 12:49 pm
da SignoriDrums
Tutto vero quello che scrivono Sergio e Matteo. Ma con la premessa di quello che dice kemto.
Io mi sono trovato a suonare in posti dove il padrone del locale non aveva il minimo concetto di "strumento acustico".
Cazzo, non ce l'ho la manopola del volume, se vuoi musica dal vivo devi essere consapevole a che cosa vai incontro, no?
Per cui, prima regola per evitare problemi, "suonare in locali e contesti adatti alla musica che si vuole proporre".
Poi si può ragionare di strumenti con più o meno volume e di dinamiche a seconda dell'ambiente.

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 12:53 pm
da raffaele
Fermo restando che non si possono sempre scegliere i luoghi in cui suonare ma si va dove ti chiamano e i locali son diversissimi tra loro, rimane il fatto che avere due batterie una che suona tanto e una che suona meno secondo me è molto importante e ti permette di districarti meglio, poi la mano è ovvio che è essenziale, ci mancherebbe altro, ma avere lo strumento giusto nel posto giusto è sempre meglio che ricorrere a stratagemmi innaturali o suonare pianissimo per non disturbare.Poi ognuno fa come ritiene meglio sia, però io la vedo così e in certi contesti mi trovo meglio con batterie che facciano naturalmente poco casino.
PS ma perchè vedo quel panzone dovunque? ma siete impazziti :D :D

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 1:15 pm
da SignoriDrums
raffaele ha scritto:PS ma perchè vedo quel panzone dovunque? ma siete impazziti :D :D


Abbiamo solo deciso di mettere la nostra foto come avatar per una settimana.


Ah, no, quello era la volta scorsa :lol: :lol:

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 1:20 pm
da martinazzi
Bhè scusate ma la RotodruM ha risolto in buona parte questo problema .. e qui parlo da batterista che dopo 41 anni di casino finalmente posso disporre del volume che serve e di molto altro senza snaturalizzare lo strumento con sordine e cezzeggi vari ... provare prer credere ... Forse qui il buon Raffaele può dire la sua ... ok ciaociao da batterista ...
Riccardo

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 1:58 pm
da raffaele
martinazzi ha scritto:Bhè scusate ma la RotodruM ha risolto in buona parte questo problema .. e qui parlo da batterista che dopo 41 anni di casino finalmente posso disporre del volume che serve e di molto altro senza snaturalizzare lo strumento con sordine e cezzeggi vari ... provare prer credere ... Forse qui il buon Raffaele può dire la sua ... ok ciaociao da batterista ...
Riccardo


Ciao riccardo.In effetti le tuo rotodrum in parte hanno risolto il problema dato che attraverso quel binario si possono acccorciare e allungare i fusti smorzando o aumentando in modo notevole il volume sonoro.L'unica nota dolente, per me che sono pigro, sta proprio nello smanettare di binario...già,son pigro, anche a smanettare di accordatura...ma quello è un problema mio, ovviamente non delle tue creazioni molto interessanti e di cui, come saprai, una è finita immancabilmente in collezione e avendoci suonato per un concerto confermo quanto da te detto.
Personalmente mi servono due batterie di cui una dal suono non invadente e che si comporti sempre allo stesso modo il cui suono sia sempre quello.Ma probabilmente è solo una mia pippa mentale.

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 2:07 pm
da matteo t
mmhh...una vision, una export, per citarne due, non è che suonino "meno", anche se economiche...suonano per me "diverso"...meno stratificate e meno rispondenti alle dinamiche...ma a volume beh...ne hanno.. no?
Tu Raf intendi i set proprio entry level?

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 2:15 pm
da raffaele
matteo t ha scritto:mmhh...una vision, una export, per citarne due, non è che suonino "meno", anche se economiche...suonano per me "diverso"...meno stratificate e meno rispondenti alle dinamiche...ma a volume beh...ne hanno.. no?
Tu Raf intendi i set proprio entry level?


Guarda secondo me non esistono se non nella mente e nelle meccaniche i vari livelli di batterie.Tutte suonano (tranne quelle veramente uscite male di cui non c'è neppure bisogno di soffermarsi dato che a tutti ne è capitata nel tempo almeno una) e soprattutto ultimamente ci son delle batterie dal costo contenuto che suonano alla grande, con tanto volume e buone meccaniche.Allora cosa le differenzia ? secondo me, a parte l'eccellenza che c'è in ogni cosa io intendo qualunque tipo di batteria dalle misure ridotte che abbia poco volume ma sia affidabile come meccaniche e tenuta dell'accordatura.Detto questo, ne ho provate diverse e mò proverò la gretsch catalina anche se la vera prova la si deve fare suonando live negli ambienti piccoli e con contesti semi acustici. Ci son batterie che hanno poco volume e son considerate economiche, ma secondo me son quelle giuste per certi ambienti.Quello che le differenzia tra loro è la voce che pur essendo bassa cambia da set a set.Ecco che magari la catalina...mah, vedrò :wink:
Poi c'è un'altra cosa da considerare.I piatti. Se si usa un set dal volume ridotto ma dalla voce rotonda e corposa (come sto cercando io) poi è necessario usare un set adeguato.E anche qui ci son piatti che fan un casino infernale anche solo sfiorandoli.Quei piatti ovviamente non van bene per quei contesti.Che piatti abbinare allora con quelle batterie?Ovviamente piatti validi perchè i piatti che si deformano solo guardandoli non vanno mai bene.La validità in questi contesti personalmente la ricerco in un piatto poco invasivo dove sia presente un buon ping e con un decadimento molto veloce.Qui si va sul facile perchè di piatti di tal fatta se ne trovano molti, basta provarli.A mo di esempio un vecchio sabian da 18 leggero e un zildijan avedis da 20 molto leggero ma con campana larga sono perfetti.Hi-hat rigorosamente anatolian da 14, i primi, poco invasivi.Almeno per me quella + la combinazione giusta per contesti light.

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 2:27 pm
da kioland
matteo t ha scritto:mmhh...una vision, una export, per citarne due, non è che suonino "meno", anche se economiche...suonano per me "diverso"...meno stratificate e meno rispondenti alle dinamiche...ma a volume beh...ne hanno.. no?
Tu Raf intendi i set proprio entry level?


per me suonano meno Matteo, quelle invece che suonano diverse mi sembrano le vintage... tipo quelle degli anni 70/80... che poi se le batti a dovere ti stendono anche quelle, è solo che sono belle ciccione e fai fatica a tirare fuori subito il volume.

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 2:34 pm
da raffaele
occhio a parlare di vintage.Ci sono delle batterie vintage anni 70 che ti spettiano anche se suoni di finger.Le rogers hanno in genere un buon volume anche a dinamiche basse, così come le slingerland e altre.Io non punterei su marche o annate varie, ma è l'orecchio, il proprio gusto e cosa si suona a far nascere in ognuno di noi la ricerca del suono giusto.

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 2:37 pm
da edmondo
raffaele ha scritto:Il problema delle batterie moderne (quelle di buona fattura)è appunto che hanno molto volume e ciò è una esigenza sorta dalla necessità di adeguare il suono alla strumentazione elettronica.Prima dell'avvento dell'elettronica la batteria doveva suonare poco e fondersi con il suono del piano, della cantante, della tromba o del contrabbasso.Se si hanno tra le mani vecchie batterie con le loro pelli d'animale originali non si può che constatare il loro volume quasi sordo, senza alcun reverbero.Oggi una vecchia batteria degli anni 30-40 sarebbe improponibile durante una esecuzione di brani rock in una ampia piazza.
Dunque le batterie si sono adeguate e si adegueranno sempre al tipo di musica del momento ma non basta.L'ascolto delle registrazioni a casa, in auto, nei locali ecc ecc ha indotto il nostro orecchio a percepire un certo tipo di suono pulito, corposo, con cassa e rullante ben marcati ed è quello che si vuole sentire anche nei live.Purtroppo è così.Le registrazioni hanno rovinato la estemporaneità e sincerità delle esecuzioni live (ma questo è un altro discorso, sorvoliamo).I costruttori di batterie si sono dovuti adeguare a quelle esigenze del "suono pulito" e hanno studiato legni, vernici, bordi, misure ottimali per riprodurre più fedelmente possibile quei suoni ed hanno fatto passi da gigante rispetto al passato (anni 40-50).Basti pensare ad una mapex saturn (acero-noce), per dirne una a caso (ma l'elenco è vastissimo, io ho riportato una batteria accessibile a chiunque), e ci si renderà conto che ha suoni molto simili a quelli che si sentono in un disco o cd registrato: puliti, naturalmente riverberati, forti, con cassa presente e bella gonfia.
Ma anche le diversità dei luoghi sono molto importanti.In luoghi piccoli e angusti una batteria molto sonora darebbe molto fastidio mentre ad esempio al chitarrista basterebbe abbassare il volume.Per questi motivo ogni marca blasonata di batterie(non parlo delle batterie di carta pesta nate per essere messe al rogo) ha sempre nel proprio catalogo batterie super sonore e batterie più chiuse (erroneamente chiamate economiche perchè costan poco, ma assai utili in certi contesti.Io infatti le chiamerei utilitarie) adatte per piccoli contesti ambientali ove è necessario non "disturbare".Quante volte è successo di portarsi dietro una super batteria poi capitare in un localino e renderci conto che si dovrà suonare tutta sera pianissimo oppure stoppare tutte le pelli.Pessima esperienza :)
Dunque riprendo il discorso già fatto anche in altro topic.A mio avviso è necessario avere con se sempre due batterie, una adatta per ambienti light e altra per far sentire per bene la propria voce.Tutte le situazioni intermedie si possono aggiustare con il tocco e scegliendo la batteria più opportuna. :wink


ASSOLUTAMENTE !!!! Quoto tutto e quoto anche l'ultimo tuo post.
Eccepisco solo una cosa: l'esperienza Catalina la puoi evitare a priori. Non è nè aglio nè olio. Per cui...........

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 2:39 pm
da raffaele
Ok, ma mi arriva per una doppia permuta, quindi è praticamente inserita nella permuta.Magari è proprio quella che secondo il mio gusto è utile in certi contesti.Al limite gli faccio cambiare il suono con la speciale verniciatura :) l'importante è che abbia poco volume

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 2:42 pm
da edmondo
Ah, la Stradivarius.............................. :cry: :a: :) ok.


@Kioland, e io pensavo che la SClassix non fosse di quelle con tanto volume........Pensavo avesse suono meraviglioso e tantissime accordature.............

:)

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 2:46 pm
da matteo t
le vintage (e sono tanti i tipi) sono un universo un po'a parte per me...

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 3:14 pm
da raffaele
Il vintage ha una cosa che le batterie moderne non hanno: ognuna ha una sua voce particolare dovuta all'invecchiamento del legno, all'umidità assorbita, all'uso ecc ecc.Chissà quali vicissitudini hanno visto certe batterie vecchie di decine e più d'anni.Io parlo del vintage vissuto e non restaurato.Quello usato poco o molto restaurato secondo me non è un vero vintage nonostante gli anni trascorsi o il valore sul mercato dato anche che si vuole il vintage perfetto (che per me è un controsenso).Comunque è vero, il vintage è un universo a parte.

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 3:23 pm
da kioland
Ed... io ho avuto starclassic maple, reference, sonor s-classix e suono con regolarità una slingerland del 77 di un mio amico... (non cito le batterie meno pregiate, tipo quella dei miei video ad esempio). io notato che fusti sottili (staclassic e sclassix) vanno subito su di volume con la mia mano; fusti corposi (minimizzo sui legni, perdonatemi) come reference e ancor di più slingerland con la mia mano hanno una dinamica che rispecchia di più la dinamica che intendo trasmettere. secondo me anche il "fisico" ha bisogno della configurazione giusta. infatti mi piacerebbe un casino provare una sonor rosewood, per sentire come vibrano quei tamburi!

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 4:45 pm
da edmondo
Perfetto: ho capito!!! E' un fatto di soglia, di "innesco"...........Col fusto sottile (ma con massa 9ply o 12ply della Sclassix ma per soli 6mm....e/o 5mm) non c'è bisogno di dargli botte da orbi.......Perchè il top del volume etc arriva subito. Viceversa, con batterie piu'"toste", spesse", devi menare un po'di piu'......ma hanno dinamica maggiore e volume forse pure.

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 5:11 pm
da Varo
mi hai preceduto edmondo.. volevo scrivere la stessa cosa: è un discorso fisico..

tornando in tpic
io in generale ho lo stesso problema di kioland, e sarà per mie incapacità ma non ho difficoltà ha far uscire un bel suono se suono troppo piano..
intendo un suono rock bello incazzoso, hai voglia a controllare le dinamiche ma un piattto suonato piano o un rullo suonato piano non producono lo stesso suono di uno suonato forte..

ad esempio mi sono torvato molto bene con i murat che hanno poco volume rispetto agli A custom, e in certi contesti mi ha fatto molto comodo

MessaggioInviato: gio ott 24, 2013 5:22 pm
da sergio978
matteo t ha scritto:
A levare siam semrpe a tempo.
ma ad aggiungere suono, ll'è un casino.


Per me il punto nodale della questione iniziale è questo, ottimamente e perfettamente sintetizzato.
Anche secondo me non necessariamente vale l'equazione che una batteria con poco volume è una batteria economica e viceversa, esempio lampante su questa questione è proprio la 9000, che propriamente economica non lo è, ma è assodato e sperimentato che, paragonata a buona parte delle "consorelle" di fascia alta, a mero volume sta un bel po' indietro.
Vale invece di più la questione di ricchezza timbrica, e "completezza" del suono percepito, e li secondo me si sentono le differenze qualitative.
Va detto che negli anni il "gusto medio" delle nostre orecchie è cambiato, e di conseguenza il mercato stesso si è adeguato, assecondando l'una o l'altra tendenza del momento, ma in genere la propensione generale è sempre e comunque quella di ottenere sempre più "suono" e ricchezza, si vedano i fusti iper risonanti, le miscele di legni finalizzate a risaltare determinate frequenze, i vari sistemi di sospensione per massimizzare le vibrazioni, insomma alla fine dei conti, magari complici anche le migliorie tecniche e tecnologiche tanto a livello di registrazione quanto di ripresa live, la propensione generale degli ultimi 30 anni è stata quella di passare dalla "projection" a tutti i costi, alla sonorità a tutti i costi. E non è che la cosa mi dispiaccia, ci mancherebbe, anzi!

Per quanto riguarda la questione locali, io sono piuttosto talebano in merito, se tu gestore mi chiami a suonare, mi aspetto che tu sappia cosa stai "comprando", se mi vuoi, significa che mi vuoi per come sono, patti chiari da principio e siamo tutti contenti.
Chiaro che se sei così pirla da avere un jazz club con al piano di sopra la casa di riposo e chiami a suonare una tribute degli Slayer, poi non è che puoi dar la colpa alla band, cribbio...

MessaggioInviato: lun nov 04, 2013 5:13 pm
da bonghetti
il problema di cui parla Augusto è un problema che mi affligge da tempo e sul quale spero un giorno non lontano di trovare una soluzione.
A tal riguardo ho proprio avuto modo di parlarne con il caro Riccardo Martinazzi, a cui ho anche fatto privatamente i miei elogi per la sua idea di batteria.
Oltretutto nel suo caso il discorso Volume non credo si possa comunque risolvere avvicinando la battente alla risonante (pur diminuendo il volume, perché in virtù dell'avvicinamento diminuisce la risonanza, in realtà si cambia il suono cambiandone anche la tonalità), ma è interessante la sua idea della gomma piuma calibrata (che è possibile inserire agevolmente nel suo tipo di batteria), ma ovviamente come in tutte le soluzioni che attenuano il volume c'è il problema della snaturazione del suono.
Beh un'idea c'è l'ho e spero presto (soldi permettendo...) di testarla e vedere se funziona realmente...

MessaggioInviato: lun nov 04, 2013 5:41 pm
da raffaele
Riprendo il discorso sul volume delle batterie e dei piatti, dato che ne sono parte integrante.Purtroppo ho assistito a concerti dove seppur il batterista era eccezionale e la batteria non invadente per il luogo (piccolo locale), poi i piatti hanno infastidito l'ascolto per la loro presenza troppo invadente nonostante il tocco leggero del batterista.
Credo che accanto alla lettura della musica, tecnica dello strumento, postura esatta ci debba necessariamente essere anche uno studio circa l'uso dei volumi giusti rapportato allo strumento e al luogo :)
Allora ecco una mia personalissima conclusione sui volumi (non sulle tonalità)
Batterie:
1- fusti spessi normalmente danno volumi controllati
2- fusti sottili danno normalmente volumi forti e grossi
3-bordi, vale quanto detto sopra.Più il bordo è assotigliato più il suono è grave e forte, più è verso l'appiattimento e con più il suono è controllato e con meno volume.Un bordo rotondeggiante da un suono corposo e controllato.
4-La profondità dei fusti.Fusti profondi hanno poco attacco ma molto sustain e se picchiati forte il volume aumenta proporzionatamente alla pacca.Fusti poco profondi hanno molto attacco ma poco sustain (che si può compensare tendendo poco le pelli) e il volume rimane pressapoco quello anche se piacchiati forte, o meglio, da forte a fortissimo non aumenta il volume, mentre aumenta logicamente da piano o pianissimo a forte.
Piatti.
1- pitti light, poco pesanti, hanno molto sustain e ping impastato.Volume non eccessivo e decadimento abbastanza rapido.
2- piatti pesanti, hanno moltissimo sustain, ping molto definito, volume eccessivo e decadimento lento
Secondo me un buon compromesso sono i piatti di media pesantezza, martellati e con campana medio grande, dove il volume è presente ma non eccessivo, buon sustain , ping abbastanza definito, usabili in qualunque situazione.
Ovviamente sia per le batterie che per i piatti, la mano fa la differenza. :wink:

MessaggioInviato: lun nov 04, 2013 5:46 pm
da matteo t
un piccolo appunto raf. per me i fusti, con l'accrescere dello spessore, aumentano anche il volume...