Damir, ti do in parte ragione , ma solo in parte

Mò me spiego.
E' più che normale che tutti i luoghi di agglomerazione di massa di opere artistiche serva a far si che chi crei sia visibile e che quindi possa, forse, vendere.Poi ci sono i galleristi, gli speculatori e tantissima gente che può capire apprezzare o meno, ma son loro che fan lievitare i prezzi.Son loro che arricchiscono un artista, valido o meno che sia.Il critico blatera, l'investitore compra e i galleristi si fanno in quattro per far mostre con quei personaggi che vendono garantendosi una percentuale sulle vendite.Il mercato dell'arte fa vomitare come pure i luoghi deputati a innescare questa serie di concomitanze lucrative e la biennale è uno dei posti a ciò deputati.Ma anche molissime gallerie sparse nel mondo possono decidere a priori se farti inneggiare nel paradiso dei grandi artisti, farti aleggiare nel limbo dei futuri probabili artisti moderni o farti solo sperare in una chiamata.Chi ha soldi, tanti, investe su se stesso e fa mostre su mostre...a volte il gioco vale la candela.Ma l'arte, la vera arte non è un fatto di soldi e guadagno.Io la penso così e se non la pensassi così non avrei fatto un altro lavoro ma avrei continuato a sperare e a andare dove vuole il gallerista o l'investitore, a scapito della mia arte che non voglio sia condizionata, nel bene o nel male.Tanto campo lo stesso con il mio lavoro e creo arte che piace a me, senza condizionamenti e aspettative velleitarie.Però è importante che qualcuno sappia cosa fai.Anche pochi ma l'arte deve essere portata al pubblico, gratuitamente.E' un patrimonio dell'umanità che va salvaguardato e che tutti, ricchi, poveri, bianchi, neri, cristiani, musulmani ecc ecc possono vedere e staccarsi un attimo dalla dura realtà per entrare nel mondo fatto di fantasia creativa dove l'unico limite è nella propria mente e di chi osserva.
Le opere artistiche, secondo me, non devono per forza essere un tecnicismo pittorico iperealista o al limite del realismo spinto.O.k. son cose belle a vedersi, chi dice che Ventrone è scialbo so per il suo iperalismo ad esempio vuol fare il finto conoscitore d'arte.E' ovvio che il tecnicismo soddisfa l'occhio più dei quadri bruciati di Burri.Ma capire è molto importante.Capire ad esempio la dinamica del rosso fuoco, della passione che divampa e che al suo divenire si trasforma nel non colore per eccellenza: il nero.Guardare un opera vuol dire anche fermarsi un attimo e riflettere anche sulle assurdità dell'opera stessa.Damir, quel muro di amplificatori infatti, come hai osservato tu sarebbero stati sufficienti ad amplificare un bisbiglio nel deserto, tu dici, spreco inutile, ma è anche questo il mondo dell'arte: farti riflettere un attimo, staccarti dalla visuale della realtà di ogni giorno.E' possibile vedere nella nostra realtà quotidiana un muro di amplificatori così?Che funzionalità avrebbe?Sarebbe un superfluo inutilissimo!Infatti a questo a volte si punta, a farti cambiare anche solo un attimo lo spavaldo pensiero che abbiamo sulla nostra vita, sulle nostre convinzioni, sulla nostra superbia.Siamo vittime o carnefici?