Kiakkia, non so chi abbia scritto quel libro ma la sua non libertà sta nel suo pensiero infelice.Se curasse la sua psiche forse si sentirebbe più libero e partorirebbe pensieri più felici.Mi spiego.
Lui dice che la maggior parte della gente non vuole la libertà?Pensiamo solo un attimo a questo.Perchè dice questa banale frase facilmente utilizzabile per criticare il sistema?Boh, tralasciando il motivo a me sembra invece che la maggior parte della gente vuole la libertà a scapito di regole e discipline nate per la pace sociale.Poi infatti si corregge e dice che la gente vuole la sicurezza, dunque ammette che ci sia 1qualcosa che va oltre la libertà, ma probabilmente si è già incartato ai suoi primi passi.
In carcere, e ci son stato alcune volte per lavoro, ti assicuro che tutti vorrebbero la libertà e sai cosa è libertà per loro?Semplicemente uscire dal carcere e poter andare liberamente magari al bar a bersi una birra ghiacciata e poi a sdraiarsi sul prato e poi e poi...ecc eccLibertà è poter fare quello che ti viene in mente e dunque il problema principale non è il sistema, le leggi, "i capi", ma è nel proprio pensiero.Un grande personaggio infatti diceva che la vera libertà sta nell'essere liberi dal peccato.Cosa è il peccato?Tutto ciò che nuoce a noi e agli altri.Quindi uno è libero quando pensa in modo tale da non recar nocumento a se e agli altri.Dopodichè forse, e dico forse, si comporterà in conseguenza da uomo libero.
Altra assurdità di quello scrittore: la gente vuole la legge ma non la responsabilità.Anche questo è un assioma assurdo.Non è la gente che vuole la legge ma è la società, con il suo bisogno di non autodistruggersi che crea comportamenti obbligati che poi si trasformano in leggi che guardacaso non crea la "gente" ma semmai poche persone ossia i nostri rappresentanti.E' ovvissimo che le leggi, tutte, vanno viste in tre ottiche diverse: la prima è quella della necessità di quella legge, la seconda del gruppo sociale che tutela, la terza della sanzionabilità o meno del comportamento illecito o di inosservanza di quella legge.Dunque seguendo tutte e tre le ottiche appare chiarissimo che la gente necessariamente vuole anche la responsabilità di essa, vuoi per la paura della sanzione, vuoi per il gruppo portatore di quell'interesse, vuoi anche per gli stessi oppositori che dovranno eliminarla nelle forme legittime, dunque pur sempre in modo responsabile a pena carcere.E tutti sappiamo che il carcere priverebbe proprio quello di cui si parla , la libertà, dunque non esiste nessuno, a men che non sia pazzo, che non agisce con responsabilità quando sa che c'è una certa legge.Verrebbe più da dire all'oppostro che la gente non vuole la legge ma nel momento in cui c'è non vuole essere irresponsabile, dunque è proprio l'opposto.
Vabbè, vado a lavorare



