non so neanche cosa dire se non che la dittatura è sempre piu' realtà
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Il presidente sempre presente: Berlusconi
“C’è un presidente/ sempre presente,/ che ci accompagnerà!”. “Siamo qui per te,/ cuore e anima,/ un’unica voce:/ Silvio grande grande è!”. Musica del maestro Pino di Pietro, testo di Loriana Lana, paroliera preferita di Silvio. Le immagini del videoclip sono conseguenti: un orgia di Silvio in tutte le salse, con ogni copricapo, in ogni situazione. Insomma, il Grande Timoniere.
Che io ricordi nessun leader politico, in Italia dal 1950 in poi, ha mai avuto la “soddisfazione” di sentir cantare le sue lodi con questo profluvio di parole. Va bene, scherziamoci sopra. Ridacchiamo per la musica e per le parole ma poi fermiamoci un attimo e facciamo una riflessione su noi stessi. Su un paese che sta cominciando a tralasciare i processi democratici per tornare ad inseguire i miti, i simboli di un potere trascendente. Insomma, tra Mao e Stalin.
Al netto di cortigiani, giullari, servitori e coro il fatto è che cominciamo ad accettarlo quasi fosse un fatto logico e naturale. Mentre quando gli stessi sintomi appaiono in altri paesi, lontani da noi, si comincia a parlare di culto della personalità, di fine della democrazia, di stati canaglia.
Come dice giustamente il collega Ceccarelli: “Nell’edificazione del culto della personalità la musica gioca da sempre, in quanto macchina emotiva, un ruolo di grande rilievo. Vedi i cori della Germania nazista, le canzoni per Stalin o gli inni cantati dalle guardie rosse: “Ti pensiamo ogni minuto,/ stimato presidente Mao”.
Ma al giorno d’oggi, tanto più quando si sposa con le immagini nei videoclip, questo tipo di musica disvela con una certa chiarezza il suo intento più riposto e camuffato, l’obiettivo primo e ultimo della tecnica del potere: la sacralizzazione del leader.”