Vi faccio leggere anche a voi, perch? ho il tremendo dubbio di aver scazzato qualcosa
Gentile amico della letteratura,
Mi sono permesso l'arroganza di scriverle dopo aver letto l'acceso dibattito sul fenomeno Moccia, dibattito che ? indirettamente andato a toccare un tema capitale sentito pi? o meno consapevolmente dall'opinione pubblica del mondo occidentale: l'evoluzione dei modelli generazionali. Rispondendo io al target a cui si suppone questi libri siano indirizzati, credo di potermi porre a rappresentante della giovent? lettrice coeva, con specifica attenzione per chi ha rifiutato e continua a sentire lontana da s? la letteratura mercificata che si riversa ciclicamente nelle librerie italiane.
Vorrei porre l'attenzione esattamente sul rapporto che intercorre tra i giovani e la letteratura, in quanto credo che attraverso i libri letti da un ragazzo si possa ricavare una fedele raffigurazione della personalit? del lettore e delle sue aspettative e richieste nei confonti dei testi che affronta. Potremmo tracciare un parallelo tra percorso letterario e abitudine alimentare, poich? ci si nutre tanto di una pietanza quanto di un libro non solo per semplice edonistico piacere ma per rispondere ad una pressante esigenza biologica.
Due sono le richieste che vengono appagate dai capolavori di ogni epoca: che essi, cogliendo le caratteristiche universali della persona umana, rappresentino nell'intreccio di caratteri e di situazioni (dalle pi? consuete a quelle pi? straordinarie) qualcosa di noi e del nostro breve e presto dimenticato guizzo vitale. Riconoscere in un pensiero o in una reazione di un personaggio ad una situazione (magari pi? svitata che mai) qualcosa di noi stessi, volenti o nolenti, ci rassicura. Ci conferma l'appartenenza ad un gregge variopinto e colorato, affratellato nelle sue pi? profonde peculiarit? razionali e sentimentali.
Mi si pu? far notare come gli stessi libri di Moccia tentino di avvicinare e coinvolgere i giovani lettori con il costante intento di mostrare una realt? ricalcata su quella da noi vissuta quotidianamente; a tal proposito si ? detto del linguaggio sgrammaticato e si ? osservato il continuo e frastornante sottolinearsi di marche, che costituisce il pi? potente "collante" tra vicenda narrata e lettore.Non nego che faccia un certo effetto sapere che un personaggio x indossi il mio stesso paio di mutande y.
A quanto pare, dall'effetto magnetico che si sviluppa tra una preoccupante fetta di giovani e questi testi, ? facile notare come effettivamente questi libri rispondano alla prima esigenza. Sono per? libri esclusivamente legati alla nostra realt? immanente, che in qualsiasi altra epoca non verrebbero compresi e verrebbero certamente ritenuti antiquati, in quanto creati secondo modelli diversi, come ? successo per tonnellate di carta che dalla nascita della stampa non ? riuscita a superare il vaglio dei secoli e delle societ?. Non credo per? che l'autore andasse oltre il proposito di vendere MOLTI libri in QUESTA epoca; di qui si spiega il perch? di tante scelte, di qui si comprende perch? ogni singolo episodio sia ancorato ad una contestualizzazione immanente che impedisce qualsiasi universalizzazione
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Cos'altro chiediamo, oltre che una consolazione e magari un modello ideale a cui indirizzarci(lei ha parlato giustamente di etica, nel mio amato Salgari sbattuta gi? con franca grossolanit?, ma sempre presente), noi, creature confuse?
Facilmente, un appagamento di poco superiore alle necessit? fisiologiche: soddisfare la fantasia e le passioni. Per quanto riguarda la fantasia ho poco da dire. L'evoluzione che le tecniche cinematografiche hanno compiuto sarebbero capaci di saziare l'immaginazione dei bambini pi? audaci (pensando all'ultimo King Kong mi vengono i brividi), per cui uno scaltro autore di testi per adolescenti, ben conscio dell'impossibilit? (siamo sicuri? Eppure Harry Potter ? un best seller) di porsi sullo stesso piano del cinema, scarta a priori il fantasioso, e compie una scelta contraria, ovvero mette in scena il banale ed il quotidiano pi? grigio.
Quotidiano fatto anche di passioni, ovviamente. Amori non esemplari, non distanti dall'esperienza e per questo piaciuti, perch? doppiamente appaganti in quanto fanno parte di quello spietato meccanismo magnetico che suscita partecipazione e altres? ""godibili"" come un qualsiasi serial o reality show.
Quando ero piccolo io andava molto una collana chiamata Piccoli Brividi, di cui all'epoca lessi tre episodi. Effettivamente erano strutturati per creare un brivido mancato nella parte iniziale del romanzo, partecipazione nella restante con annesso brivido finale. Se avessimo l'empiet? di confrontare uno qualunque di questi libelli con un racconto di Poe (li avevo letti un anno prima di scoprire la famosa collana) noteremmo innanzitutto la disparit? di obbiettivi dei due autori. Chiaramente, un'opera ? fatta per vendere, l'altra per farsi veicolo di considerazioni ed insegnamento.
Moccia scrive libri usa-e-getta. Ci si appaga e si passa a qualcos'altro, che pu? essere una serata in discoteca, che pu? essere il Martin Eden di Jack London.
Tutto dipende dalla sensibilit? e dall'inquietudine del lettore, il quale pu? saziarsi o meno di macchiette ridicole.
Fondamentale ? per? dare a tutti la possibilit? di accedere alla letteratura, alla vera letteratura, che sta tristemente subendo un'ostracizzazione dal mondo contemporaneo.
Sarei pronto a giocarmi l'anima: se qualche attore o personaggio famoso si facesse fotografare con in mano un libro di vera narrativa, le librerie di tutta la nazione verrebbero assalite da richieste di quel libro, e un corpo umano, avvicinatosi alla letteratura per una spinta esteriore a s?, avrebbe certo maggiori possibilit? di divenire Persona e iniziare un cammino di crescita personale.
Ma dove vado ad illudermi? E' facile notare come la larga maggioranza di personaggi famosi e seguiti dalle masse (fenomeni ferocemente transitori, in realit?) divengano tali per alcune precise peculiarit?, tra le quali vi ? una non dimenticabile dose di grezzaggine.
Sperando in una sua considerazione a proposito
Andrea ***






