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Dell'albero del Monte - Nietzsche

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Messaggioda choffan il ven gen 05, 2007 12:40 pm

DELL'ALBERO SUL MONTE

L'occhio di Zarathustra aveva veduto che un giovane cercava di sfuggirlo. E quando una sera se ne andava solo per i monti che circondano la citt?, che ? detta "La vacca variopinta", ecco che scorse camminando quel giovane appoggiato ad un albero, che guardava con occhio stanco nella vallata. Zarathustra afferr? l'albero presso cui il giovane sedeva e cos? parl?:
"Se io volessi scuotere quest'albero con le mie mani, non vi riuscirei.
Ma il vento che non vediamo lo tormenta e lo piega dove vuole. Sono le mani invisibili quelle che pi? i ci piegano e ci tormentano."
Allora il giovane si lev? allarmato e disse: "Sento Zarathustra; proprio ora pensavo a lui." Zarathustra ribatt?:
"Perch? ti spaventi per questo? Accade con l'uomo quello che accade con l'albero.
Quanto pi? vuole crescere verso la luce, tanto pi? tenaci si radicano le sue radici, nel terreno, gi?, nell'oscurit?, nel profondo, nel male. "S?, nel male!" url? il giovane. "Come ? possibile che tu abbia scoperto la mia anima?"
Zarathustra sorrise e disse: "Taluna anima non si riesce mai a scoprirla veramente, fosse anche un'anima da noi scoperta."
"Si, nel male!" grid? ancora il giovane. "Hai detto la verit? Zarathustra. Io non ho pi? fiducia in me stesso da che voglio salire in alto, e nessuno ha pi? fiducia in me; com'? che ci? accade?
Io mi muto troppo rapidamente: il mio oggi distrugge il mio ieri. Spesso salto i gradini mentre salgo, e questo i gradini non me lo perdonano.
Poich? sono in alto, mi trovo sempre solo. Nessuno parla con me, il gelo della solitudine mi fa tremare. Ma che cosa voglio mai in realt? lass??
Come mi vergogno del mio salire e incespicare! Come rido del mio asmatico sbuffare! Come odio chi vola! Come sono stanco di stare in alto!"
E qui il giovane tacque. Zarathustra guard? l'albero a cui stavano entrambi appoggiati, e parl? cos?:
"Quest'albero sta qui solo sul monte; ? cresciuto alto sull'uomo e sull'animale.
Se volesse parlare, non troverebbe nessuno che lo comprenda, tanto in alto ? cresciuto.
Ora attende e attende; che cosa attende? Sta troppo vicino a dove stanno le nuvole: attende forse il primo fulmine?"
Quando Zarathustra ebbe detto questo, il giovane grid? gesticolando: "S?, Zarathustra, tu dici la verit?. Quando volevo salire e salire, tendevo verso la mia dissoluzione, e tu sei il fulmine che attendevo! Guarda, che cosa sono ?o ancora da che tu sei apparso? ? l'invidia di te, che mi ha distrutto!" Cos? parl? il giovane, e pianse amaramente. -Ma Zarathustra pose il suo braccio intorno a lui e lo condusse via con s?.
Quando furono andati avanti per un buon tratto dl cammino, Zarathustra cominci? a parlare cos?:
"Mi dilania il cuore. Meglio delle tue parole, il tuo occhio mi dice tutto il pericolo che corri.
Ancora tu non sei libero; stai solo cercando la libert?. E la tua ricerca ti ha reso pallido, stanco e insonne.
Nei liberi cieli vuoi salire, e di stelle ha sete la anima tua. Ma anche i tuoi cattivi istinti hanno sete di libert?.
I tuoi cani selvaggi vogliono la libert?; abbaiano di gioia nella loro cantina, quando il tu? spirito tenta aprire tutte le loro prigioni.
Tu sei per me ancora un prigioniero, che ha sete dl libert?: ahim?, ai prigionieri della tua specie l'anima si fa saggia, ma anche amaramente astuta e cattiva.
Anche il liberato dello spirito deve purificarsi. Molta ragione e muffa gli ? rimasta attaccata: il suo occhio deve tuttora purificarsi.
S?, conosco il tuo pericolo. Ma ti scongiuro, per il mio amore e la mia speranza: non gettar via il tuo amore e la tua speranza!
Tu ti senti tuttora nobile, e nobile ti sentono tuttora gli altri, che ce l'hanno con te e ti guardano con occhio cattivo. Sappi che a tutti il nobile d? noia.
Anche ai buoni d? noia il nobile: ed anche se lo dicono un buono, tentano di metterlo da parte.
Il nobile vuole creare il nuovo e una nuova virt?. Mentre il buono vuole solo il vecchio, e conservare tutto ci? che ? vecchio.
Non ? tuttavia questo il pericolo del nobile, che egli diventi un buono, ma che diventi un maligno, uno sprezzante, un annientatore.
Ahim?, ho conosciuto degli uomini nobili che perdettero la loro ultima speranza. E finirono col negare ogni altra speranza."
Cos? parl? Zarathustra.
choffan
 

Messaggioda Stin il ven gen 05, 2007 12:47 pm

Vedo che non hai perso la tua vena... bellissimo brano.
bentornato! :D
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Messaggioda choffan il ven gen 05, 2007 12:51 pm

;)
L'ho letto poco fa e lo ritengo di grande saggezza... e non nascondo che ho letto fino all'ultima riga cercando una facile ricetta.. che ? invece impossibile dare :D
choffan
 

Messaggioda Stin il ven gen 05, 2007 1:08 pm

eh!... la ricetta non la trovi scritta da nessuna parte. Puoi solo cercare di creartela mischiando i vari ingredienti che ti procuri. Non ? detto che pi? ne hai pi? diventi appetibile ma sicuramente ? pi? gustosa.
C'? chi si accontenta della solita patata bollita tutti i giorni... manco un p? di sale... :x Dicono che: "chi accontenta gode". Non sono d'accordo! :wink:
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Messaggioda choffan il ven gen 05, 2007 1:10 pm

La ricetta ? il metodo critico! :D
choffan
 

Messaggioda Damir_Wilras il sab gen 06, 2007 12:47 pm

Bella. Bella. Bella.

Davvero.
E' preferibile subire il male piuttosto che commetterlo. (Socrate)
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Messaggioda Il temibile Joe il sab gen 06, 2007 12:53 pm

Che stai leggendo nice in questo periodo?ho visto anche l'altro post :) ...
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Messaggioda choffan il sab gen 06, 2007 3:56 pm

Eggi?! Sto leggendo Cos? Parl? Zarathustra :D
choffan
 

Messaggioda Il temibile Joe il sab gen 06, 2007 3:57 pm

? anche il nome di quel pezzo musicale,usato in molti film...Per? detto in tedesco,o mi sbaglio? :o also spracht zarathustra, o una cosa cos?...
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Messaggioda choffan il sab gen 06, 2007 4:08 pm

Si! s?!
E' un libro estremamente denso e profondo. A volte mi stupisco delle possibilit? di interpretazione di alcuni passaggi. Vedo anche bene che solo percorrendo un certo percorso tutt'altro che limpido e positivo si giunge alla comprensione di alcune "verit?" espresse
choffan
 

Messaggioda Il temibile Joe il sab gen 06, 2007 4:09 pm

Bene bene, dovevo giusto fare un salto in libreria.Mi sa che presto figurer? sul mio scaffale...appena finisco i 2-3 libri che ho sul comodino lo faccio mio.
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Messaggioda choffan il sab gen 06, 2007 4:21 pm

;)
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Messaggioda teonzo il sab gen 06, 2007 4:23 pm

io ho sempre odiato la filosofia e i filosofi in generale... colpa della mia prof delle superiori!
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Messaggioda Il temibile Joe il sab gen 06, 2007 4:44 pm

Dipende da come ti poni con la materia... cerca sempre di valutarla oggettivamente. Io mi sono scoperto ad amare la matematica per questo(incredibbile! :o )Altrimenti ti perdi un sacco di cose.
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Messaggioda iron cobra il sab gen 06, 2007 5:10 pm

Bellissimo post e bellissima citazione!!
Alle superiori non mi piaceva tanto la filosofia, ma Nietzsche l'ho studiato con piacere e passione, portandolo anche all'esame.

Grande choffy :tru
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Messaggioda flip il sab gen 06, 2007 7:07 pm

bellissimo brano anche se non mi rispecchia molto, come in generale anche se difficilmente riassumibile, la concezione nietzchesiana.

sono per molti versi un tipo alla Rosseau o alla Locke, vedetela in questo modo.
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Messaggioda choffan il mar gen 16, 2007 7:41 pm

DEI CELEBRI SAGGI

"Foste servitori del popolo e della superstizione del popolo, o tutti voi celebri saggi!, e non della verit?! E proprio per questo vi fu tributato profondo rispetto.
E per questo fu sopportata anche la vostra irreligiosit?, perch? essa era un'astuzia e un sotterfugio per giungere pi? vicino al popolo. Cos? il padrone lascia liberi i ,suoi schiavi e si diverte della loro spavalderia."
Ma ci? che ? odioso al popolo come il lupo ai cani ? il libero spirito, il nemico del legame, il non adoratore, l'abitatore delle foreste.
Scacciarlo dal suo nascondiglio: questo il popolo chiama da sempre 'senso del giusto'; contro cui egli aizza ancora i suoi cani dai denti aguzzi.
'Siccome la verit? esiste: non c'? forse il popolo? Guai, guai ai cercatori!' Cos? si ? detto da tempo immemorabile.
Voi voleste creare per il vostro popolo una ragione della sua venerazione per voi: e questo chiamaste 'volont? del vero', voi; celebri saggi!
E il vostro cuore parl? sempre cos?: 'Io vengo dal popolo: da lui mi venne anche la voce di Dio'.
Testardi e prudenti come un asino, voi foste sempre i paladini del popolo.
E pi? d'un potente, che voleva essere in buoni rapporti con il popolo, attacc? davanti ai suoi cavalli anche un asinello, un celebre saggio.
Ma ora io vorrei, o celebri saggi, che voi gettaste via da voi finalmente la pelle del leone!
La pelle multicolore della belva e il vello dell'esploratore, del ricercatore, del conquistatore!
Ahi, perch? io impari a credere nella vostra 'veridicit?', voi dovete prima spezzare davanti a me la vostra volont? di adorare.
Sincero io chiamo colui che va nei deserti senza Dio e ha spezzato il suo cuore che lo adorava.
Tra sabbie gialle, arso dal sole, egli sbircia assetato verso oasi ricche di sorgenti, dove i vizi oziano sotto alberi fronzuti.
Ma la sua sete non lo persuader? a divenire simile a questi placidi: siccome dove sono oasi, l? sono anche gli idoli.
Affamata, brutale, solitaria, senza Dio: cos? vuole se stessa la volont? del leone.
Libero dalla gioia del servo, redento dagli dei e dalla preghiera, impavido e terribile, grande e solitario: cos? ? la volont? del veritiero.
Da tempo immemorabile i veritieri dimorarono nel deserto, i liberi spiriti, padroni del deserto; nelle citt? dimorarono invece saggi celebri, ben pasciuti: gli animali da tiro.
Sempre essi infatti tirano, come asini, il carretto del popolo!
Non che io sia in collera con loro per questo: ma essi rimangono per me servitori e attaccati al carro, anche se brillano di finimenti d'oro.
E spesso essi furono buoni ed encomiabili servi. Siccome cos? parla la virt?: 'Se devi essere servo, allora cerca colui al quale il tuo servizio meglio giovi!
Lo spirito e la virt? del tuo padrone devono crescere, con ci? che tu sei il suo servo: cos? tu stesso ti accrescerai insieme al suo spirito e alla sua virt?!'
E in realt?, o celebri saggi, o servi del popolo! voi stessi siete cresciuti con lo spirito e la virt? del popolo, e il popolo per mezzo di voi! A vostro onore io dico questo!
Ma voi per me rimanete popolo anche con le vostre virt?, popolo di vista corta; popolo che non sa che cosa ? lo spirito!
Spirito ? la vita; vita che penetra in se stessa: dalle proprie sorgenti essa accresce la sua saggezza; lo sapevate gi??
E questa ? la gioia dello spirito: essere unto e consacrato attraverso le lacrime dell'olocausto; lo sapevate gi??
E la cecit? del cieco e la sua ricerca e il brancolare devono dimostrare il potere del sole, in cui egli fiss? lo sguardo; lo sapevate gi??
E il conoscitore deve imparare a costruire con le montagne! E cosa da poco che lo spirito trasporti le montagne [Allusione al detto evangelico che lo spirito muove le montagne]; lo sapevate gi??
Voi conoscete solo le faville dello spirito: ma non vedete l'incudine, che esso ?, e la crudelt? del suo martello!
In realt?, voi non conoscete l'orgoglio dello spirito! Ma ancora meno sapreste tollerare la modestia dello spirito, se essa volesse una volta parlare!
E mai avete sentito il bisogno di gettare il vostro spirito in una fossa di neve: non siete ancora abbastanza fervidi! Cos? non conoscete neppure l'estasi del suo gelo.
Tutto sommato, voi trattate troppo familiarmente con lo spirito; e fate spesso della saggezza un ricovero per poveri e un ospedale per cattivi poeti.
Voi non siete delle aquile: non avete ancora appreso la gioia nel terrore dello spirito. E chi non ? uccello, non deve accamparsi sui precipizi.
Voi siete per me tepidi: ma ogni conoscenza profonda fluisce fredda. Fredde come ghiaccio sono le intime fonti dello spirito: refrigerio per le mani ardenti e per chi ? pronto all'azione.
State l? onorevoli e rigidi e con la schiena diritta, o celebri saggi! Non vi sospinge nessun forte vento n? volont?.
Non avete mai veduto una vela scorrere sul mare, tonda e gonfia e vibrante per la violenza del vento?
Simile alla vela, vibrante per la violenza del vento, la mia saggezza scorre sul mare; la mia selvaggia saggezza!
Ma voi, servitori del popolo, voi saggi famosi, come potreste venire con me!"
Cos? parl? Zarathustra.
choffan
 

Messaggioda chinaski ** BANNED ** il mer gen 17, 2007 1:31 pm

la via della grandezza passa attraverso il silenzio

mi sa che questa di Nietzsche te la sei persa :suk :mrgreen:

p.s. scherzo, non ho resistito :B :wink:
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Messaggioda choffan il mer gen 17, 2007 1:57 pm

:D
S?, ma ? in contraddizione con il 100% del libro, in quanto sono discorsi :D
choffan
 


http://www.youtube.com/watch?v=NP5_CJg7oKQ

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