Ho trovato delle mappe 1:100000 in questa pagina:
http://www.baharis.cz/stranky/mapy-chorvatsko.html
Purtroppamente purtroppo la carta piu' occidentale e' la 17 e non comprende la mappa di jabuka.
Ma allora 'sti scoglietti intorno me li saro' sognati ?
O c'e qualcosa di piu' occidentale ?
"Come porti i capelli bella bionda
tu li porti alla bella marinara
tu li porti come l'onda
tu li porti come l'onda
ma come porti i capelli bella bionda
tu li porti alla bella marinara
tu li porti come l'onda
come l'onda in mezzo al mar.."
EDIT:
JABUKA
L?altra isola d?origine eruttiva ? l?isola di Jabuka, da Komiza su Vis dista verso 70 km nella direzione ovest-nordovest. Essendoci magnetite nelle sue nere rocce vulcaniche, non appena una barca si avvicini all?isola, l?ago magnetico della bussola "impazzisce" completamente, quindi quest?attrezzo di navigazione, solitamente utile, diventa superfluo. Tuttavia, le barche sono molto rare in queste acque perch? l?isola si trova lontano da tutte le vie marine e fuori da ogni itinerario, quindi, la visitano soltanto coloro che scelgono proprio essa come la meta e il motivo del viaggio.
Jabuka, quasi, non ? neanche un?isola: qui non c?? una costa adatta all?approdo n? una baia sicura dai venti, la roccia molto erta non permette costruzione di nessun edificio, il mare intorno ? molto profondo e quasi non esiste la possibilit? di ancoraggio, mentre le rocce sono lisce e senza sporgenze naturali per le quali una barca si potrebbe legare. Per dire il vero, Jabuka ? una roccia ripida, in qualche punto anche verticale, alta 97 metri, di forma piramidale, nuda, aspra i quasi completamente inaccessibile, oltre in una parte piccola dal lato sudorientale, ma anche questo soltanto quando il mare ? calmo, il che qui non capita troppo spesso.
Poich?, situata nella zona del mare molto profondo, isolata e lontana da tutte le altre isole e canali, Jabuka ? esposta a tutti i venti, e siccome, sul mare aperto, anche i venti pi? deboli alzano le onde molto grosse, ? necessario essere molto capaci ed avere tanta fortuna qualora desideriate approdare qui. Raramente visitavano, il mare intorno all?isola ? ricco di pesce, mentre appena due specie endemiche, cio?, lucertola nera (Lacerta taurica melisellensis) e una specie endemica di Centaurea sopportano l?asprezza del suo clima. Fino ad una cinquantina di anni fa, qui cresceva anche il garofano endemico (Dianthus multinervis), purtroppo estinto.
Nell?epoca delle navi a remi e a vela soltanto i pescatori pi? coraggiosi, di spirito audace e di una gran fiducia in se stessi, si arrischiavano a partire fino a Jabuka, mentre la necessit? di sfamare la famiglia con la pesca di pesce buono e grosso e le aragoste apprezzate era uguale alla loro forza e alla loro resistenza. L?isola che gi? d?estate, quando il tempo ? bello e il mare ? calmo, offre uno spettacolo ammirevole e spaventoso, d?inverno, quando soffia la bora e si alzano le onde giganti, diventa veramente un posto d?avventura rischiosissima e un luogo di sopravvivenza.
Si deve affermare che in queste isole, che potremmo chiamare anche le ?isole terrificanti?, ci sia qualcosa di misterioso, mostruoso e quasi magicamente affascinante. Sembra come se il magnetite, di cui forza fa girare aghi delle bussole delle navi, entrasse nei pensieri di tutti coloro che le si avvicinano, quindi accettano di torturare i loro corpi, di minacciare le loro vita, di prendere freddo e di avere sete per dei mesi, provando i limiti dei loro spiriti e le loro anime. A tutte le persone "normali", innamorate nella natura, l?incontro con Jabuka e Brusnik sar? un avventura emozionante che raccomandiamo soltanto nei mesi estivi e con un equipaggio fidato.