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Un p? di poesia

Qui nessuna conversazione sara' off-topic: tutti gli argomenti sono ammessi (eccetto quelli che rientrano negli altri forum).

Messaggioda feffy15 il mer mar 21, 2007 1:52 pm

Lentamente muore

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porter?
al raggiungimento
di una
splendida felicita'.


Pablo Neruda


stupendaaaaaa... molto belle le poesie che avete scritto,
@Kiara : complimenti ? davvero una bella poesia :)
*ALLEANZA BATTERISTI SFIGATI IN AMORE* *Membro della Salubre Alleanza Batteristi non Fumatori**Cavallerizza Templare del Sacro Ordine di Sonor*
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... Se qualcuno mi dirà che la vita è tutta qua.... Io risponderò che no no! non ci sto! devo camminare ancora... no no! non ci sto! so che lo farò....
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Messaggioda Lord of Numbs il mer mar 21, 2007 2:21 pm

Quanto pi? mi disdegni pi? mi piaci,
e quan' tu mi d? "taci",
una paura nel cor mi discende
che dentro un pianto di morte v'accende.

Se non ti incresce di veder morire
lo cor che tu m'ai tolto,
amor, l'uccider? quella paura
ch'accende il pianto del crudel mant?re,
che mi spegne del volto
l'ardire, in guisa che non s'assicura
di volgersi a guardar negli occhi tuoi;
per? che sente i suoi
s? gravi nel finir che li contende,
che non li pu? levar, tanto li 'ncende!
Immagine Immagineevviva metaller...
affinchè chi ha veramente memoria sappia a cosa mi riferisco..... (woder)
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Messaggioda Jakiliebezeit il mer mar 21, 2007 8:34 pm

Inanella di erbe un rivolo
Un lago torvo il cielo glauco offende
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Messaggioda manuela91 il sab mar 24, 2007 2:38 pm

giacomo leopardi-l'infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di l? da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Cos? tra questa
immensit? s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'? dolce in questo mare.


la mia preferita....... :o :o :o :o
....DSDDSDSSDSDDSDSS.......
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Messaggioda flashthedrummer il lun mag 21, 2007 10:27 am

Costantemente metafisico...

dipingo la mia vita e la mia irrazionalit?...

rinchiudendola in un quadro astratto...

dai colori brillanti...

da poter ammirare ogni giorno con soddisfazione...

ma il pi? delle volte le pennellate sono storte...

e incomprensibili...

frustrato e depresso prendo una nuova tavola...

e inizio di nuovo a dipingere...

M.P.




questo ? come mi sento oggi :cry:
*Membro della Grande Alleanza del Batterista Autodidatta*Fondatore dell'alleanza FROCI PER LA YAMAHA*MEMBRO DELL'ALLEANZA BATTERISTI SFIGATI IN AMORE*MEMBRO DELLA DIVINA CONFRATERNITA DEI DOPPIOPEDALISTI IRON COBRA*membro dell'Alleanza batteristi co la panza*
www.eroeromantico.splinder.com le mie poesie
http://stores.ebay.it/Music-House-Shop il sito del mio negozio ebay
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Messaggioda fiaccolascintilla il lun mag 21, 2007 11:30 am

Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare,
la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi, Venezia, la vende ai turisti,
che cercano in mezzo alla gente l' Europa o l' Oriente,
che guardano alzarsi alla sera il fumo - o la rabbia - di Porto Marghera...

Stefania era bella, Stefania non stava mai male,
? morta di parto gridando in un letto sudato d' un grande ospedale;
aveva vent' anni, un marito, e l' anello nel dito:
mi han detto confusi i parenti che quasi il respiro inciampava nei denti...

Venezia ? un' albergo, San Marco ? senz' altro anche il nome di una pizzeria,
la gondola costa, la gondola ? solo un bel giro di giostra.
Stefania d' estate giocava con me nelle vuote domeniche d' ozio.
Mia madre parlava, sua madre vendeva Venezia in negozio.

Venezia ? anche un sogno, di quelli che puoi comperare,
per? non ti puoi risvegliare con l' acqua alla gola, e un dolore a livello del mare:
il Doge ha cambiato di casa e per mille finestre
c'? solo il vagito di un bimbo che ? nato, c'? solo la sirena di Mestre...

Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa:
Novella Duemila e una rosa sul suo comodino, Stefania ha lasciato un bambino.
Non so se ai parenti gli ha fatto davvero del male
vederla morire ammazzata, morire da sola, in un grande ospedale...

Venezia ? un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalit?:
del resto del mondo non sai pi? una sega, Venezia ? la gente che se ne frega!
Stefania ? un bambino, comprare o smerciare Venezia sar? il suo destino:
pu? darsi che un giorno saremo contenti di esserne solo lontani parenti...

F. Guccini
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Messaggioda kikko * BANNED * il lun mag 21, 2007 3:49 pm

Questa forse diventer? un testo di una mia futura canzoncina!


Se cerchi un posto dove guardare l'universo,
nel buoio del tuo sonno ricerchi la libert? delle stelle,
aspetta e osserva i segnali dei venti.
Sussurrano, ti portano con loro, tra le foglie e i torrenti, nelle case e nelle strade, tra la folla e i deserti.
Salti da un sogno all'altro,
sussurrando la canzone dei venti...
Cerca ancora nelle notti, senza perdere il tuo canto
e fermati solo se ti accorgi dove stai andando.
Scegli il vento, ferma il tempo e sorvola le tempeste.
Pi? in alto del cielo, fra mille domande.
Non cercare la tua meta.
E se a volte perdi il senso, di volare nel presente,
se hai paura e la tua strada si incrocia con un altra, scegli sempre quel vento,
e che ti porti sempre in alto, dove un giorno forse anchio potr? trovare l'universo
dentro il sogno del tuo sguardo.


Ispirazione: decisamente Master Of The Wind (Manowar) + una bella donzella che mi ha spezzettato il cuoricino :P

Ma ricordate, HEAVY METAL UP! :wink:
stay easy
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Messaggioda bonehead2 il lun mag 21, 2007 3:53 pm

zapan ha scritto:si sta come d'autunno
sugli alberi le foglie

:tru


Ma manca un pezzo pirloide :o


Soldati

Si sta come d'autunno
sugli alberi le foglie



Il titolo fa parte integrante della poesia, possibile che non lo sappia NESSUNO? :mrgreen:
Stay hungry, stay foolish.
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Messaggioda DIRTY SNARE il lun nov 02, 2009 3:36 pm

Jakiliebezeit ha scritto:quale ? il sito??


http://www.atelierpoesia.it/

INVERNO Fabrizio De Andrè

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.
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Messaggioda |2D|STANCE| il lun nov 02, 2009 3:50 pm

Bacio che sopporti il peso
della mia anima breve
in te il mondo del mio discorso
diventa suono e paura.

Alda Merini.
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Messaggioda DIRTY SNARE il lun nov 02, 2009 3:58 pm

Alda, un angelo sublime

Ciao, grazie per tutte le tue poesie
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Messaggioda Cice il lun nov 02, 2009 4:02 pm

Si sta come
d' Autunno
sugli alberi
le foglie
[size=10]Immagine
Non è uno scherzo: sono così sentenzioso che Bizio mi ha adottato
Militante dell'Ordine Paladini Lingua Italiana
la vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti capita.
Non ti ricordi di Ken Saro Wiwa?
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Messaggioda Dave Grohl * BANNED * il lun nov 02, 2009 4:08 pm

Non so se possa piacere, non penso di avere gusti abbastanza comuni, poi voglio dire, ognuno ha la propria sensibilità artistica...io la propongo con umiltà.




Si impara a resistere perché a non resistere
si mette il mondo nelle loro mani
e loro sono meno di
zero.

resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni
e meno sono le chance
più dolce è la
vittoria.

si dice che si deve lottare per la propria
libertà.
questo lo so.
solo che non ho lottato contro i giapponesi, gli italiani, i tedeschi
né i russi
per la mia libertà.
ho lottato contro gli americani: i genitori, i cortili di scuola,
i capi, le donne di strada, gli amici, il sistema stesso.

non c’è fine, è ovvio, alla lotta.
nuove avversità arrivano come un treno in orario.
forse non sarà più il mattino del doposbronza né
la catena di montaggio in fabbrica
ma la perfidia, l’inganno e la falsa speranza li
sostituiscono.
credo che siamo sotto esame anche mentre
dormiamo, e spesso diventa tutto così letale
che possiamo solo esorcizzarlo a risate.

per resistere ci vuole un po’ di fortuna, un po’ di sapienza
e un ragionevole senso dell’umorismo
perché chi ha freddo ha ancora più freddo,
chi è forte è ancora più forte,
chi era coraggioso è meno coraggioso e
noi possiamo soltanto
meditare sul fatto che
l’elefante se ne sta silenzioso nella foresta in attesa di morire,
che gli uomini falliscono ripetutamente ripetutamente
ripetutamente,
che il prete dimentica le preghiere,
che l’amore può trasformarsi in follia,
o che la pioggia fredda infradicia la tomba
di Mozart.
è alla faccia di queste
e di così tante altre cose che
alla fine si impara a
resistere.

Charles Bukowski.
LA RABBIAAAAAAAAAA
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Messaggioda Yami il lun nov 02, 2009 8:44 pm

Soldati, stupenda :o

VEGLIA

Un’intera nottata
buttato vicino
ad un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la gestione
delle sue mani
penetra
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore


Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
Cleanhands - Alternative Metal
https://www.facebook.com/pages/CleanHan ... 35?fref=ts
Fatemi sapere i vostri pareri!

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Messaggioda Nico34 il lun nov 02, 2009 9:41 pm

DOWN BY THE SALLEY GARDENS (W.B. Yeats)

Down by the salley gardens my love and I did meet;
She passed the salley gardens with little snow-white feet.
She bid me take love easy, as the leaves grow on the tree;
But I, being young and foolish, with her would not agree.

In a field by the river my love and I did stand,
And on my leaning shoulder she laid her snow-white hand.
She bid me take life easy, as the grass grows on the weirs;
But I was young and foolish, and now am full of tears.
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Messaggioda odiolagrammatica il lun nov 02, 2009 9:44 pm

S'i' fosse foco, arderei' il mondo;
s'i' fosse vento, lo tempestarei;
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i' fosse Dio, mandereil en profondo;
s'i' fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti ' cristiani embrigarei;
s'i' fosse 'mperator, sa' che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S'i' fosse morte, andarei da mio padre;
s'i' fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi' madre.
S'i' fosse Cecco com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.
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Messaggioda Augusto-trambusto il mar nov 03, 2009 9:53 am

Tanto gentile e tanto onesta pare

Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umilta' vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi si' piacente a chi la mira,
che da' per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender non la puo' chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.
Tama Starclassic performer B/B
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WATCH THIS: http://www.youtube.com/watch?v=ORJg3L2n ... SIPNCx00fw
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Messaggioda DIRTY SNARE il mar nov 03, 2009 9:54 am

:wink:

raga, mettete il titolo che il Bone si incazza!

:lol:
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Messaggioda insane man il mer set 08, 2010 6:36 pm

Ciao picciotti,riesumo questo bellissimo topic che mi era sfuggito

Per me è impossibile menzionare una sola poesia,ce ne sono tante che adoro....sicuramente tra i mie poeti preferiti annovero Ungaretti,Carducci,Campana,Neruda e Baudelaire.



:)
Ultima modifica di insane man il gio set 09, 2010 9:18 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda DIRTY SNARE il mer set 08, 2010 8:12 pm

dalle ceneri delle delusioni amorose nascono dei bei lavori.

complimenti!
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Messaggioda insane man il mer set 08, 2010 8:25 pm

Grazie mille Dirty! :wink:

In realtà non è propriamente autobiografica,avendola scritta quest'anno e non sto vivendo delusioni d'amore pero',come tutti del resto, so come ci si sente quando il cuore è 'saccheggiato' :)
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Messaggioda Kiakkia il gio set 09, 2010 12:09 am

George Gray

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.

Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, e io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.

Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio-
è una barca che anela al mare eppure lo teme.


(Edgar Lee Masters)

Io davvero credo che non esista al mondo poesia che riesca ad entrare così perfettamente nelle trame della mia vita.

(poi si, anche io ogni tanto mi diletto, ma vedremo se sarà il caso di proporvi qualcosa!)
We’ve all been sorry, we’ve all been hurt, but how we survive, is what makes us who we are

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Messaggioda insane man il gio set 09, 2010 9:51 am

Bello il significato...però,secondo me,le poesie o vanno lette nella lingua originale o....niente! :)

Un poeta sceglie determinate parole per i motivi più svariati, anche in base ad un personale ricordo o ad un'aspirazione,per questioni foniche,di metrica,quindi di ritmo e musicalità.
Anche il miglior traduttore al mondo,nell' adattare i versi in un'altra lingua,inevitabilmente finisce per snaturare le intenzioni del poeta...nell'ambito della prosa tale procedimento ci può sicuramente stare,ma in poesia anche un singolo dettaglio impercettibile può fare un oceano di differenza.
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Messaggioda DukeJack il gio set 09, 2010 10:45 am

Vi riporto un po' di poesia toscana:

Viva la f**a,
lo cielo sereno,
il buco del c**o
e l'arcobaleno!

Scusate ma sentirla dire da un collega di mio padre appena uscito d'ufficio non ha prezzo :tru
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Messaggioda DIRTY SNARE il gio set 09, 2010 12:47 pm

a uno così bisogna battere le mani per sei ore
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Messaggioda Kiakkia il gio set 09, 2010 6:29 pm

insane hai ragionissima, solo che per una maggiore comprensione l'ho messa in italiano :wink:
We’ve all been sorry, we’ve all been hurt, but how we survive, is what makes us who we are

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Messaggioda DIRTY SNARE il gio ott 28, 2010 2:06 pm

ODE AL FORO

A questo foro, la mia ode
Vi penso sempre con ardore
Non biasimatemi, non è frode
Questo è solo grande amore

Nel nostro sito ci son tanti gai
Pure quelli son persone
Non mettiamoci nei guai
Apostrofandoli a parolone

Questa è la mia carezza
Un gesto affettuoso, un bacio fraterno
una calorosa brezza
amore puro, amore eterno

Queste son le mie tendenze
O miei carissimi fratelli
Non faccio nomi, niente preferenze
Siete tutti pari, tutti belli

Vi amerei tutti indistintamente
Chi da sopra chi da sotto
Maschio femmina, spregiudicatamente
Il finale sarà col botto

Vi saluto mesto mesto
Il direttor a gran voce chiama
Devo fare pure presto
Son pur sempre la sua Dama
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Messaggioda LoreDem *banned* il gio ott 28, 2010 3:59 pm

"Per la miseria!" pensai leggendo tutte codeste parole sentimentali:
l'è un forum di batteristi o un alcova di omosessuali?
Chi copre 'l muletto co un telo, chi colpisce piano,
va a finir che le bacchette se le infilano...nella mano.

Io mi guardo 'ntorno tutto diffidente, non sia mai co 'sta gente;
tutti chini a lacrimare, ma se ti volti, le son pronti a stantuffare.

Oh ragazzì la smettete di far gli emo, e suvvia!
vogliam gente sudicia qui nel forum labatteria
Largo al fucktotum!
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Messaggioda DIRTY SNARE il gio ott 28, 2010 4:02 pm

mi inginocchio a cotanto saper
sia ben chiara una cosa
che non mi infili nel seder
la tua fava rosa
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Messaggioda ottodisk il gio ott 28, 2010 4:11 pm

la poesia più bella in assoluto: il corvo di edgar allan poe

Una volta in una fosca mezzanotte, mentre io meditavo, debole e stanco,
sopra alcuni bizzarri e strani volumi d'una scienza dimenticata;
mentre io chinavo la testa, quasi sonnecchiando - d'un tratto, sentii un colpo leggero,
come di qualcuno che leggermente picchiasse - pichiasse alla porta della mia camera.
-- « È qualche visitatore - mormorai - che batte alla porta della mia camera » --
Questo soltanto, e nulla più.

II.

Ah! distintamente ricordo; era nel fosco Dicembre,
e ciascun tizzo moribondo proiettava il suo fantasma sul pavimento.
Febbrilmente desideravo il mattino: invano avevo tentato di trarre
dai miei libri un sollievo al dolore - al dolore per la mia perduta Eleonora,
e che nessuno chiamerà in terra - mai più.

III.

E il serico triste fruscio di ciascuna cortina purpurea,
facendomi trasalire - mi riempiva di tenori fantastici, mai provati prima,
sicchè, in quell'istante, per calmare i battiti del mio cuore, io andava ripetendo:
« È qualche visitatore, che chiede supplicando d'entrare, alla porta della mia stanza.
« Qualche tardivo visitatore, che supplica d'entrare alla porta della mia stanza;
è questo soltanto, e nulla più ».

IV.

Subitamente la mia anima divenne forte; e non esitando più a lungo:
« Signore - dissi - o Signora, veramente io imploro il vostro perdono;
« ma il fatto è che io sonnecchiavo: e voi picchiaste sì leggermente,
« e voi sì lievemente bussaste - bussaste alla porta della mia camera,
« che io ero poco sicuro d'avervi udito ». E a questo punto, aprii intieramente la porta.
Vi era solo la tenebra, e nulla più.

V.

Scrutando in quella profonda oscurità, rimasi a lungo, stupito impaurito
sospettoso, sognando sogni, che nessun mortale mai ha osato sognare;
ma il silenzio rimase intatto, e l'oscurità non diede nessun segno di vita;
e l'unica parola detta colà fu la sussurrata parola «Eleonora!»
Soltanto questo, e nulla più.

VI.

Ritornando nella camera, con tutta la mia anima in fiamme;
ben presto udii di nuovo battere, un poco più forte di prima.
« Certamente - dissi - certamente è qualche cosa al graticcio della mia finestra ».
Io debbo vedere, perciò, cosa sia, e esplorare questo mistero.
È certo il vento, e nulla più.

VII.

Quindi io spalancai l'imposta; e con molta civetteria, agitando le ali,
si avanzò un maestoso corvo dei santi giorni d'altri tempi;
egli non fece la menoma riverenza; non esitò, nè ristette un istante
ma con aria di Lord o di Lady, si appollaiò sulla porta della mia camera,
s'appollaiò, e s'installò - e nulla più.

VIII.

Allora, quest'uccello d'ebano, inducendo la mia triste fantasia a sorridere,
con la grave e severa dignità del suo aspetto:
« Sebbene il tuo ciuffo sia tagliato e raso - io dissi - tu non sei certo un vile,
« orrido, torvo e antico corvo errante lontanto dalle spiagge della Notte
« dimmi qual'è il tuo nome signorile sulle spiagge avernali della Notte! »
Disse il corvo: « Mai più ». (1)

(1) In inglese è «no more» che ha molto del gracchiare del corvo.

IX.

Mi meravigliai molto udendo parlare sì chiaramente questo sgraziato uccello,
sebbene la sua risposta fosse poco sensata - fosse poco a proposito;
poichè non possiamo fare a meno d'ammettere, che nessuna vivente creatura umana,
mai, finora, fu beata dalla visione d'un uccello sulla porta della sua camera,
con un nome siffatto: « Mai più ».

X.

Ma il corvo, appollaiato solitario sul placido busto, profferì solamente
quest'unica parola, come se la sua anima in quest'unica parola avesse effusa.
Niente di nuovo egli pronunziò - nessuna penna egli agitò -
finchè in tono appena più forte di un murmure, io dissi: « Altri amici mi hanno già abbandonato,
domani anch'esso mi lascerà, come le mie speranze, che mi hanno già abbandonato ».
Allora, l'uccello disse: « Mai più ».

XI.

Trasalendo, perchè il silenzio veniva rotto da una risposta sì giusta:
« Senza dubbio - io dissi - ciò ch'egli pronunzia è tutto il suo sapere e la sua ricchezza,
« presi da qualche infelice padrone, che la spietata sciagura
« perseguì sempre più rapida, finchè le sue canzoni ebbero un solo ritornello,
« finchè i canti funebri della sua Speranza ebbero il malinconico ritornello:
« Mai, - mai più ».

XII.

Ma il corvo inducendo ancora tutta la mia triste anima al sorriso,
subito volsi una sedia con ricchi cuscini di fronte all'uccello, al busto e alla porta;
quindi, affondandomi nel velluto, mi misi a concatenare
fantasia a fantasia, pensando che cosa questo sinistro uccello d'altri tempi,
che cosa questo torvo sgraziato orrido scarno e sinistro uccello d'altri tempi
intendea significare gracchiando: « Mai più ».

XIII.

Così sedevo, immerso a congetturare, senza rivolgere una sillaba
all'uccello, i cui occhi infuocati ardevano ora nell'intimo del mio petto;
io sedeva pronosticando su ciò e su altro ancora, con la testa reclinata adagio
sulla fodera di velluto del cuscino su cui la lampada guardava fissamente;
ma la cui fodera di velluto viola, che la lampada guarda fissamente
Ella non premerà, ah! - mai più!

XIV.

Allora mi parve che l'aria si facesse più densa, profumata da un incensiere invisibile,
agiato da Serafini, i cui morbidi passi tintinnavano sul soffice pavimento,
- « Disgraziato! - esclamai - il tuo Dio per mezzo di questi angeli ti à inviato
« il sollievo - il sollievo e il nepente per le tue memorie di Eleonora!
« Tracanna, oh! tracanna questo dolce nepente, e dimentica la perduta Eleonora!
Disse il corvo: « Mai più ».

XV.

- « Profeta - io dissi - creatura del male! - certamente profeta, sii tu uccello o demonio! -
- « Sia che il tentatore l'abbia mandato, sia che la tempesta t'abbia gettato qui a riva,
« desolato, ma ancora indomito, su questa deserta terra incantata
« in questa visitata dall'orrore - dimmi, in verità, ti scongiuro -
« Vi è - vi è un balsamo in Galaad? dimmi, dimmi - ti scongiuro. -
Disse il corvo: « Mai più ».

XVI.

- « Profeta! - io dissi - creatura del male! - Certamente profeta, sii tu uccello o demonio!
« Per questo Cielo che s'incurva su di noi - per questo Dio che tutti e due adoriamo -
« dì a quest'anima oppressa dal dolore, se, nel lontano Eden,
« essa abbraccerà una santa fanciulla, che gli angeli chiamano Eleonora,
« abbraccerà una rara e radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Eleonora ».
Disse il corvo: « Mai più ».

XVII.

- « Sia questa parola il nostro segno d'addio, uccello o demonio! » - io urlai, balzando in piedi.
« Ritorna nella tempesta e sulla riva avernale della notte!
« Non lasciare nessuna piuma nera come una traccia della menzogna che la tua anima ha profferita!
« Lascia inviolata la mia solitudine! Sgombra il busto sopra la mia porta!
Disse il corvo: « Mai più ».

XVIII.

E il corvo, non svolazzando mai, ancora si posa, ancora è posato
sul pallido busto di Pallade, sovra la porta della mia stanza,
e i suoi occhi sembrano quelli d'un demonio che sogna;
e la luce della lampada, raggiando su di lui, proietta la sua ombra sul pavimento,
e la mia, fuori di quest'ombra, che giace ondeggiando sul pavimento
non si solleverà mai più!
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