Bisogna pero' ammettere che definire Fredd Krupp, Jonathan Lash e James Gustave Speth "leader storici dell?ambientalismo" e' abbastanza ridicolo. Si occupano di ambiente, ma sostenuti da sostanziosi finanziamenti governativi e gli Stati Uniti sappiamo tutti da che parte stanno....
Per quel che riguarda casa nostra, la tigre del nucleare che tanti politici a corto di idee cavalcano negli ultimi tempi, negli altri paesi europei (Francia e Finlandia escluse, l'una per motivi economico-militari, l'altra perch? non ha potenziale produttivo alternativo) non viene ritenuto cos? fondamentale, visto che la Germania conta di dismettere entro il 2025 tutte e 19 le proprie centrali (la prima, a Stade e' stata chiusa all'inizio del 2004), cos? come Belgio e Svezia. E' inoltre di qualche giorno fa la notizia che in Svizzera si discute la possibilit? di dimezzare le proprie centrali (4 al momento) entro il 2010.
Se la Germania (Schroeder, non un sottosegretario qualsiasi) ha dichiarato che conta entro il 2017 di produrre il 30% del fabbisogno energetico tramite l'eolico (tenete presente che il potenziale eolico della Germania e' meno della met? del nostro) ed anche la BMW inizia a valutare le potenzialit? commerciali dell'idrogeno ci sar? un motivo (benche' l'idrogeno abbia implicazioni tutte da verificare). Riguardo l'eolico, consiglio di leggere le statistiche che si trovano facilmente in rete, per potenziale e costi entro cinque anni sar? la scelta pi? conveniente.
E, tanto per farci del male, progetti come quello da attuarsi in Sardegna (impianto eolico da 900 megawatt di potenza), vengono bloccati perche' le pale deturpano il paesaggio....molto meglio un paesaggio cos?:
Riguardo le scorie, anche l'Italia, come Svizzera e Germania che sono tutt'ora al palo, da anni sta cercando di trovare il fantomatico "sito unico" per lo stoccaggio. Nel frattempo, le scorie provenienti dalla dismissione degli impianti nostrani, vengono destinate all'impianto britannico di Sellafield (a spese nostre, ovviamente, cinque centesimi di euro ogni kilowatt delle bollette). Quelle a media e bassa attivit? rimangono di propriet? della BNFL (British Nuclear Fuels), che ne ricava uranio impoverito, utilizzato principalmente per scopi militari (e gi? qui facciamo gli gnorri), mentre quelle ad alta attivit?, dopo essere state vetrificate dovrebbero tornare in Italia per essere stoccate nel famoso "sito unico". La situazione e' in mano alla Sogin, statale creata ad uopo, con la supervisione dell'Enea di Carlo Rubbia, il quale pero' qualche tempo fa dichiarava: "Si apre a questo punto grave problema dell'eliminazione dei rifiuti radioattivi. Con vari metodi sono inceneriti, triturati, macinati, pressati, vetrificati e inglobati in fusti impermeabili a loro volta disposti in recipienti di acciaio inossidabile, veri e propri sarcofaghi in miniatura.
Queste "vergogne" dell'energia nucleare vengono nascoste nelle profondit? sotterranee e marine. Non abbiamo la minima idea di quello che potrebbe succedere dei fusti con tonnellate di sostanze radioattive che abbiamo gi? seppellito e di quelli che aspettano di esserlo. Ci liberiamo di un problema passandolo in eredit? alle generazioni future, perch? queste scorie saranno attive per millenni.
La sicurezza assoluta non esiste neppure in quest'ultimo stadio del ciclo nucleare. I cimiteri radioattivi possono essere violati da terremoti, bombardamenti, atti di sabotaggio. Malgrado tutte le precauzioni tecnologiche, lo spessore e la resistenza dei materiali in cui questi rifiuti della fissione sono sigillati, la radioattivit? pu?, in condizioni estreme, sprigionarsi in qualche misura, soprattutto dai fusti calati nei fondali marini. Si sono trovate tracce di cesio e di plutonio e altri radioisotopi nella fauna e nella flora dei mari pi? usati come cimiteri nucleari. Neppure il deposito sotterraneo, a centinaia di metri di profondit? pu? essere ritenuto secondo me, completamente sicuro. Sotto la pressione delle rocce, a migliaia di anni da oggi, dimenticate dalle generazioni a venire, le scorie potrebbero spezzarsi o essere assorbite da un cambiamento geologico che trasformi una zona da secca in umida, entrare quindi nelle acque e andare lontano a contaminare l'uomo attraverso la catena alimentare. A mio parere queste scorie rappresentano delle bombe ritardate. Le nascondiamo pensando che non ci saremo per risponderne personalmente".
Il discorso e' comunque lunghissimo (e mi scuso se mi sono dilungato anche io...)
bye