ma che cosa sta diventando il sud? (lettera ad un italiano).
Oggi sono incazzato, qualcuno potrebbe non travare la cosa una grande novit? visto l'atteggiamento che il personaggio "woder" ha sempre incarnato. Ma per questa volta svesto l'abito di pseudoprovocatore che mi diverte indossare per esternare ci? che ormai non sopporto pi?!
E' risaputo che il sud ? il fanalino di coda dell'italia. Non ? bastata la storia gloriosa di Roma o del regno delle due sicilie per dare in eredit? a questo popolo una identit? tale da renderlo forte. Cos? oggi, per fatti accaduti di non me la sento di parlare, mi trovo a fare i conti con la realt? che mi circonda! Si, ? vero, siamo conosciuti per essere un popolo caldo ed accolgiente, ma tolto questo che cosa ? ormai il sud? Ad oggi, 29 ottobre 2005, io trovo che sia una terra non pi? depressa (magari fosse ancora in quello stadio), bens? una terra bruciata, dove l'imperativo ? l'illegalit? dei pi? a scapito dei tanti, che faticosamente cercano di operare nella legalit?. Il sud, col verde bruciato e le spine dei cardi come canatava Gaetano ? solo un ricordo lontano qualche decennio, e mentre il resto dell'italia va per la sua strada, per noi sotto la linea di confine Pescarese non rimane che fare i conti con i danni che i nostri padri hanno fatto durante il ventennio precedente ad oggi.
La malavit? organizzata che una volta era legata a dei codici ben precisi non esiste pi?, ha lasciato il posto a dei predoni che saccheggiano anche il patrimonio che risiedeva nell'animo mediterraneo.
La stanchezza sui volti dei miei conterranei ? visibile fino nelle rughe che questa dura lotta ha scavato nei volti. Noi siamo i vinti di questa inutile guerra, portata avanti dalle "istituzioni" e dai "governatori" che si sono dimenticati di quanto noi abbiamo fatto per sostenere con dignit? il nome dell'italia nel mondo.
E cos? nei volti calabresi, pugliesi, siciliani ...e di tutti quelli che stanno sotto il confine Pescarese, altro non c'? che rassegnazione.
Chissa, magari chi pu? cambiare questa italia... perch? c'? chi pu? farlo credetemi....ma comunque chi pu? cambiare queste cose non lo fa... e ogni tanto mi rivengono in mente le parole pronunciate dopo la strage di Capaci, quando l'italia del nord e del sud si sono raccolte intorno al funerale delle famiglie di chi era in prima linea...ed una voce tremante disse: io vi perdono..e vi chiedo di cambiare!...ma tanto non cambiano...lro non cambiano..."..disse la voce calando!
La mafia c'?, come c'? la piccola e media delinquenza organizzata... e noi pochi risoluti onesti lavoratori (per chi pu? vantarsi di esserlo qui al sud) non possiamo far altro che rimanere stretti in questa morsa di emarginazione, che da un lato ci vede stretti dalla delinquenza capillarmente diffusa sul nostro territorio e dall'altro ci vede boicottati dal campanilismo di chi ? l?, oltre quella sottile linea di confine marcata dal territorio abbruzzese!
...non rileggo e non corrego ci? che ho scritto, dal momento che se lo facessi sarei tenato di cancellare tutto poich? da queste parti non ci rimane altro che la dignit?, dalla quale alle volte sfuggiamo per deninciare il senso d'abbandono che sentiamo al cospetto del resto dell'Italia.
E' risaputo che il sud ? il fanalino di coda dell'italia. Non ? bastata la storia gloriosa di Roma o del regno delle due sicilie per dare in eredit? a questo popolo una identit? tale da renderlo forte. Cos? oggi, per fatti accaduti di non me la sento di parlare, mi trovo a fare i conti con la realt? che mi circonda! Si, ? vero, siamo conosciuti per essere un popolo caldo ed accolgiente, ma tolto questo che cosa ? ormai il sud? Ad oggi, 29 ottobre 2005, io trovo che sia una terra non pi? depressa (magari fosse ancora in quello stadio), bens? una terra bruciata, dove l'imperativo ? l'illegalit? dei pi? a scapito dei tanti, che faticosamente cercano di operare nella legalit?. Il sud, col verde bruciato e le spine dei cardi come canatava Gaetano ? solo un ricordo lontano qualche decennio, e mentre il resto dell'italia va per la sua strada, per noi sotto la linea di confine Pescarese non rimane che fare i conti con i danni che i nostri padri hanno fatto durante il ventennio precedente ad oggi.
La malavit? organizzata che una volta era legata a dei codici ben precisi non esiste pi?, ha lasciato il posto a dei predoni che saccheggiano anche il patrimonio che risiedeva nell'animo mediterraneo.
La stanchezza sui volti dei miei conterranei ? visibile fino nelle rughe che questa dura lotta ha scavato nei volti. Noi siamo i vinti di questa inutile guerra, portata avanti dalle "istituzioni" e dai "governatori" che si sono dimenticati di quanto noi abbiamo fatto per sostenere con dignit? il nome dell'italia nel mondo.
E cos? nei volti calabresi, pugliesi, siciliani ...e di tutti quelli che stanno sotto il confine Pescarese, altro non c'? che rassegnazione.
Chissa, magari chi pu? cambiare questa italia... perch? c'? chi pu? farlo credetemi....ma comunque chi pu? cambiare queste cose non lo fa... e ogni tanto mi rivengono in mente le parole pronunciate dopo la strage di Capaci, quando l'italia del nord e del sud si sono raccolte intorno al funerale delle famiglie di chi era in prima linea...ed una voce tremante disse: io vi perdono..e vi chiedo di cambiare!...ma tanto non cambiano...lro non cambiano..."..disse la voce calando!
La mafia c'?, come c'? la piccola e media delinquenza organizzata... e noi pochi risoluti onesti lavoratori (per chi pu? vantarsi di esserlo qui al sud) non possiamo far altro che rimanere stretti in questa morsa di emarginazione, che da un lato ci vede stretti dalla delinquenza capillarmente diffusa sul nostro territorio e dall'altro ci vede boicottati dal campanilismo di chi ? l?, oltre quella sottile linea di confine marcata dal territorio abbruzzese!
...non rileggo e non corrego ci? che ho scritto, dal momento che se lo facessi sarei tenato di cancellare tutto poich? da queste parti non ci rimane altro che la dignit?, dalla quale alle volte sfuggiamo per deninciare il senso d'abbandono che sentiamo al cospetto del resto dell'Italia.