Ghibellino de Ghibellina Stirpe
Una cosa che mi pare strana per un sito in cui tutti hanno sensibilit? per un certo genere di cose, ? che non ho ancora visto postata una poesia od uno sfogo "cartaceo"!
Comincio io con una minchiata a cui sto dedicando troppo tempo (2 ore oggi e un paio d'ore 1 anno fa
): una poesia iniziata il giorno esatto dell'elezione di RAtzinger, che ho deciso di proseguire oggi, in quanto l'intelligente uomo si ? proposto ai teleschermi con un interessante discorso.
Quel poco che avevo scritto ha sedimentato e mi son venute un po' di idee per scrivere qualcosa che non sia un semplice j'accuse cazzaro contro la chiesa, ma una storiella un po' pi? articolata
Ho usato endecasillabi rimati ABBA fino ad un certo punto, per il secondo capitolo ho preferito ABAB tranne la parte finale
Mi piacerebbe capire innanzitutto se ? comprensibile ci? che ho scritto, perch? altrimenti perde senso la funzione divulgativa della cazzata, e poi sarebbe figo che tutti noi postassimo (esiste sto congiuntivo?
) i nostri scritti pi? o meno seri
?Ghibellino de Ghibellina stirpe
Lo fioco ingegno mio invoco
Che mi salvi dal passionario foco
Nell?accingermi cantare d?esta serpe
Che ?l mondo intero ha ?vvelenato
Strignendo gi? nelle grassoccie pugna
-A pensarci cangio color in prugna-
Delle genti il gregge sconfinato
Varie e colorate son le spire
Del viscido serpente s? sornione
Gi? che le pecorelle gli stan prone
Lungi dal conoscer le ghiotte mire
Quest?? la chiesa di Cristo il matto
Folle a piazzar ne l?umane genti
Il Dolce Dire: parl? sol ai venti
Fu inchiodato come mentecatto.
Tra chi lo incroci? ci fu chi sapea
Vender il pane come fosser viole
Spacciar la bella Luna per il Sole
La speme del sognator usar potea
Prontamente si riuniron insieme
Ahi! A dar vita al pi? infame obbobrio
Invero delle genti il gran manubrio
Sfruttando delle pecore la speme
Com?i villani affamati pascono
Affettuosi le bestie da ingrasso
Desiderando gi? spaccar lor l?osso
E mangiar di quelle carni sognano
Certi infami trattan gli illusi.
Accecati son e accecatori:
Prede infatti dei veri cacciatori
Son?i fanatici, de? disillusi
Questi pazzi scellerati una base
Han poi costruito alla carlona
Nella terra ove l? s? risuona
Ponendo sul castello una frase
Vivamus in perpetua paupertate
Ma che bello se non fosse scandalo
Varcar quel portone con un sandalo
Ch? povero non ? nemmen un frate!?
♦♦♦
Finisce qui lo strano scritto antico
Travato in un cassone sotterrato
Tra le radici marce di un gran fico
Nel giardin d?un mio defunto amico.
Fu l?estate del duemila e centotre?
Piangendo risalivo la collina
E gemevo ?che far? senza di te??
Infatti lui mor? quella mattina.
Avea lasciato un testamento strano
Che lesse per un pubblico contrito
Il piccolo notaro dal suo scranno.
S?era il pubblico inviperito
Quando diede termine alla lettura!
Infatti niente oro n? diamanti
O qualsiasi altra ricca pastura,
ma f? un indovinello a tutti quanti.
Lui sudato sorrise lungamente
Lor Di nero vestiti ed incazzati
Ed io che costatavo amaramente
?Squartasi Amor innanzi gl?Avvocati!?
Proprio com?erompe Disperazione
Dal cuor dell?uomo infine disilluso
Proruppe gridando ?Maledizione!?
La nigra folla dallo studio chiuso.
Lasciando scemare l?orrida ressa
Fermommi presso l?omino stravaccato
Che pian sussurr? ?sol a lei interessa
Ci? che scrisse, e il suo significato!
Deh, cerchi di capir l?indovinello
Che lui per lei lo scrisse, non per altri!
Ora vada, e non tradisca quello,
che unico non foste tra gli scaltri!
Uscito al sole torrido d?Estate
Pensai poi alle parole ch?ebbi udito:
?Io soldi non vi dar?
Ma un consiglio elargir???
Temetti le parole gi? scappate!
Ma gi? tornaron ratte al mio dito:
??dai correte a scavar
sotto Quei che fa cagar?
Era l?indovinel piuttosto fiacco
Ed a pensarci, senza tanto senso
Ma scritto dall?uom preda di Bacco
E con forza ?gi? moribondo? penso.
Comincio io con una minchiata a cui sto dedicando troppo tempo (2 ore oggi e un paio d'ore 1 anno fa
Quel poco che avevo scritto ha sedimentato e mi son venute un po' di idee per scrivere qualcosa che non sia un semplice j'accuse cazzaro contro la chiesa, ma una storiella un po' pi? articolata
Ho usato endecasillabi rimati ABBA fino ad un certo punto, per il secondo capitolo ho preferito ABAB tranne la parte finale
?Ghibellino de Ghibellina stirpe
Lo fioco ingegno mio invoco
Che mi salvi dal passionario foco
Nell?accingermi cantare d?esta serpe
Che ?l mondo intero ha ?vvelenato
Strignendo gi? nelle grassoccie pugna
-A pensarci cangio color in prugna-
Delle genti il gregge sconfinato
Varie e colorate son le spire
Del viscido serpente s? sornione
Gi? che le pecorelle gli stan prone
Lungi dal conoscer le ghiotte mire
Quest?? la chiesa di Cristo il matto
Folle a piazzar ne l?umane genti
Il Dolce Dire: parl? sol ai venti
Fu inchiodato come mentecatto.
Tra chi lo incroci? ci fu chi sapea
Vender il pane come fosser viole
Spacciar la bella Luna per il Sole
La speme del sognator usar potea
Prontamente si riuniron insieme
Ahi! A dar vita al pi? infame obbobrio
Invero delle genti il gran manubrio
Sfruttando delle pecore la speme
Com?i villani affamati pascono
Affettuosi le bestie da ingrasso
Desiderando gi? spaccar lor l?osso
E mangiar di quelle carni sognano
Certi infami trattan gli illusi.
Accecati son e accecatori:
Prede infatti dei veri cacciatori
Son?i fanatici, de? disillusi
Questi pazzi scellerati una base
Han poi costruito alla carlona
Nella terra ove l? s? risuona
Ponendo sul castello una frase
Vivamus in perpetua paupertate
Ma che bello se non fosse scandalo
Varcar quel portone con un sandalo
Ch? povero non ? nemmen un frate!?
♦♦♦
Finisce qui lo strano scritto antico
Travato in un cassone sotterrato
Tra le radici marce di un gran fico
Nel giardin d?un mio defunto amico.
Fu l?estate del duemila e centotre?
Piangendo risalivo la collina
E gemevo ?che far? senza di te??
Infatti lui mor? quella mattina.
Avea lasciato un testamento strano
Che lesse per un pubblico contrito
Il piccolo notaro dal suo scranno.
S?era il pubblico inviperito
Quando diede termine alla lettura!
Infatti niente oro n? diamanti
O qualsiasi altra ricca pastura,
ma f? un indovinello a tutti quanti.
Lui sudato sorrise lungamente
Lor Di nero vestiti ed incazzati
Ed io che costatavo amaramente
?Squartasi Amor innanzi gl?Avvocati!?
Proprio com?erompe Disperazione
Dal cuor dell?uomo infine disilluso
Proruppe gridando ?Maledizione!?
La nigra folla dallo studio chiuso.
Lasciando scemare l?orrida ressa
Fermommi presso l?omino stravaccato
Che pian sussurr? ?sol a lei interessa
Ci? che scrisse, e il suo significato!
Deh, cerchi di capir l?indovinello
Che lui per lei lo scrisse, non per altri!
Ora vada, e non tradisca quello,
che unico non foste tra gli scaltri!
Uscito al sole torrido d?Estate
Pensai poi alle parole ch?ebbi udito:
?Io soldi non vi dar?
Ma un consiglio elargir???
Temetti le parole gi? scappate!
Ma gi? tornaron ratte al mio dito:
??dai correte a scavar
sotto Quei che fa cagar?
Era l?indovinel piuttosto fiacco
Ed a pensarci, senza tanto senso
Ma scritto dall?uom preda di Bacco
E con forza ?gi? moribondo? penso.