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Lettera a Repubblica 20\04\2006

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 3:46 pm
da choffan
Oggi ho letto su Repubblica nella parte dedicata ad Augias un dibattito interessantissimo, e ho pensato di mandare anch'io una lettera. Non credo avr? la fortuna di venir ripubblicato, per? ci provo. Magari mi risponde qualcosa per mail, perch? mi piacerebbe sapere la sua considerazione a riguardo.
Vi faccio leggere anche a voi, perch? ho il tremendo dubbio di aver scazzato qualcosa :D:D
Gentile amico della letteratura,

Mi sono permesso l'arroganza di scriverle dopo aver letto l'acceso dibattito sul fenomeno Moccia, dibattito che ? indirettamente andato a toccare un tema capitale sentito pi? o meno consapevolmente dall'opinione pubblica del mondo occidentale: l'evoluzione dei modelli generazionali. Rispondendo io al target a cui si suppone questi libri siano indirizzati, credo di potermi porre a rappresentante della giovent? lettrice coeva, con specifica attenzione per chi ha rifiutato e continua a sentire lontana da s? la letteratura mercificata che si riversa ciclicamente nelle librerie italiane.
Vorrei porre l'attenzione esattamente sul rapporto che intercorre tra i giovani e la letteratura, in quanto credo che attraverso i libri letti da un ragazzo si possa ricavare una fedele raffigurazione della personalit? del lettore e delle sue aspettative e richieste nei confonti dei testi che affronta. Potremmo tracciare un parallelo tra percorso letterario e abitudine alimentare, poich? ci si nutre tanto di una pietanza quanto di un libro non solo per semplice edonistico piacere ma per rispondere ad una pressante esigenza biologica.

Due sono le richieste che vengono appagate dai capolavori di ogni epoca: che essi, cogliendo le caratteristiche universali della persona umana, rappresentino nell'intreccio di caratteri e di situazioni (dalle pi? consuete a quelle pi? straordinarie) qualcosa di noi e del nostro breve e presto dimenticato guizzo vitale. Riconoscere in un pensiero o in una reazione di un personaggio ad una situazione (magari pi? svitata che mai) qualcosa di noi stessi, volenti o nolenti, ci rassicura. Ci conferma l'appartenenza ad un gregge variopinto e colorato, affratellato nelle sue pi? profonde peculiarit? razionali e sentimentali.
Mi si pu? far notare come gli stessi libri di Moccia tentino di avvicinare e coinvolgere i giovani lettori con il costante intento di mostrare una realt? ricalcata su quella da noi vissuta quotidianamente; a tal proposito si ? detto del linguaggio sgrammaticato e si ? osservato il continuo e frastornante sottolinearsi di marche, che costituisce il pi? potente "collante" tra vicenda narrata e lettore.Non nego che faccia un certo effetto sapere che un personaggio x indossi il mio stesso paio di mutande y.
A quanto pare, dall'effetto magnetico che si sviluppa tra una preoccupante fetta di giovani e questi testi, ? facile notare come effettivamente questi libri rispondano alla prima esigenza. Sono per? libri esclusivamente legati alla nostra realt? immanente, che in qualsiasi altra epoca non verrebbero compresi e verrebbero certamente ritenuti antiquati, in quanto creati secondo modelli diversi, come ? successo per tonnellate di carta che dalla nascita della stampa non ? riuscita a superare il vaglio dei secoli e delle societ?. Non credo per? che l'autore andasse oltre il proposito di vendere MOLTI libri in QUESTA epoca; di qui si spiega il perch? di tante scelte, di qui si comprende perch? ogni singolo episodio sia ancorato ad una contestualizzazione immanente che impedisce qualsiasi universalizzazione
.
Cos'altro chiediamo, oltre che una consolazione e magari un modello ideale a cui indirizzarci(lei ha parlato giustamente di etica, nel mio amato Salgari sbattuta gi? con franca grossolanit?, ma sempre presente), noi, creature confuse?
Facilmente, un appagamento di poco superiore alle necessit? fisiologiche: soddisfare la fantasia e le passioni. Per quanto riguarda la fantasia ho poco da dire. L'evoluzione che le tecniche cinematografiche hanno compiuto sarebbero capaci di saziare l'immaginazione dei bambini pi? audaci (pensando all'ultimo King Kong mi vengono i brividi), per cui uno scaltro autore di testi per adolescenti, ben conscio dell'impossibilit? (siamo sicuri? Eppure Harry Potter ? un best seller) di porsi sullo stesso piano del cinema, scarta a priori il fantasioso, e compie una scelta contraria, ovvero mette in scena il banale ed il quotidiano pi? grigio.
Quotidiano fatto anche di passioni, ovviamente. Amori non esemplari, non distanti dall'esperienza e per questo piaciuti, perch? doppiamente appaganti in quanto fanno parte di quello spietato meccanismo magnetico che suscita partecipazione e altres? ""godibili"" come un qualsiasi serial o reality show.
Quando ero piccolo io andava molto una collana chiamata Piccoli Brividi, di cui all'epoca lessi tre episodi. Effettivamente erano strutturati per creare un brivido mancato nella parte iniziale del romanzo, partecipazione nella restante con annesso brivido finale. Se avessimo l'empiet? di confrontare uno qualunque di questi libelli con un racconto di Poe (li avevo letti un anno prima di scoprire la famosa collana) noteremmo innanzitutto la disparit? di obbiettivi dei due autori. Chiaramente, un'opera ? fatta per vendere, l'altra per farsi veicolo di considerazioni ed insegnamento.
Moccia scrive libri usa-e-getta. Ci si appaga e si passa a qualcos'altro, che pu? essere una serata in discoteca, che pu? essere il Martin Eden di Jack London.
Tutto dipende dalla sensibilit? e dall'inquietudine del lettore, il quale pu? saziarsi o meno di macchiette ridicole.
Fondamentale ? per? dare a tutti la possibilit? di accedere alla letteratura, alla vera letteratura, che sta tristemente subendo un'ostracizzazione dal mondo contemporaneo.
Sarei pronto a giocarmi l'anima: se qualche attore o personaggio famoso si facesse fotografare con in mano un libro di vera narrativa, le librerie di tutta la nazione verrebbero assalite da richieste di quel libro, e un corpo umano, avvicinatosi alla letteratura per una spinta esteriore a s?, avrebbe certo maggiori possibilit? di divenire Persona e iniziare un cammino di crescita personale.
Ma dove vado ad illudermi? E' facile notare come la larga maggioranza di personaggi famosi e seguiti dalle masse (fenomeni ferocemente transitori, in realit?) divengano tali per alcune precise peculiarit?, tra le quali vi ? una non dimenticabile dose di grezzaggine.

Sperando in una sua considerazione a proposito
Andrea ***

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 3:51 pm
da CyRuS
b?, secondo me ? scritta bene. scorre anche se, come al solito, usi termini abbastanza fuori dal comune. meglio cos? :wink: cmq mi trovo d' accordo con le tue idee, choffy :B

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 4:05 pm
da choffan
:o :B

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 4:15 pm
da IlGiovaneIko
Choffy, un consiglio... non cercare di impressionare la gente col lessico.... anche a me piace scrivere con propriet? di linguaggio e sintassi articolata, ma il risultato della tua lettera, dal punto di vista di un lettore "scafato" e professionale, ? quel che potrebbe esser definito un "overshooting" .... una cannonata usata per sparare ad una mosca, tanto per essere chiari.

Poi il giorno che il professore ha spiegato la sintesi, tu eri assente, vero? :D

Quando mi capitano sotto mano dei Curricola di questo genere, non li chiamo neanche per il colloquio.... :wink:

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 4:18 pm
da choffan
:D
Non ho purtroppo percezione della lingua che si deve usare o non si deve usare, forse perch? non ho mai letto all'infuori Harry Potter libri contemporanei
Mi segni le espressioni da cambiare?

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 4:21 pm
da Devil's Drummer
Ps- qualche connettivo logico, non tutti "punto e a capo"!!! :wink:

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 4:22 pm
da jump65
L'unico appunto che mi sento di fare riguarda la lunghezza del testo, che secondo me rende la lettera poco adatta ad essere pubblicata in un quotidiano. :wink:

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 4:25 pm
da choffan
X Devil
Ehhh ci sono rimasto fregato con la prima lettera, che me l'ha tagliata in modo incredibile :D Sembrava scritta da una scimmia! :D


Per la lunghezza: eheh non credo prender? in considerazione di piazzarla su, l'ha gi? fatto una volta, non credo faccia privilegi :D:D
Magari mi rispondesse per mail

sigh

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 4:31 pm
da IlGiovaneIko
Non c'? un'espressione da cambiare in particolare... ? il tono generale che ? fuori dalle righe... l'uso dell'espressione "rappresentante della giovent? lettrice coeva" ti pone automaticamente al di fuori della definizione di rappresentante della giovent? odierna, che non userebbe quel termine neanche fosse davanti al plotone di esecuzione.... :D Non so se mi sono capito....

Poi vedi se riesci ad esprimere lo stesso numero di concetti in 1/3 delle parole, e saremo gi? pi? vicini al concetto di "lettera pubblicabile".... :lol:

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 5:25 pm
da dariogreat
..e no choffy..ho letto l'altro mattone..questo lo leggo stasera per conciliare il sonno. (Senza offesa....ti ho sempre apprezzato e stimato per la cultura le capacit? e la sensibilit? che non hann o tutti..io per primo)

:B :D

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 8:30 pm
da choffan
Vedi Iko, io sono perfettamente d'accordo con Seneca quando dice che un popolo rifletta i propri mali sulla lingua che parla.
Puoi giudicare il mio modo di scrivere barocco, oppure puoi vederlo come un tentativo di dare dignit? a parole splendide e puntuali che hanno perso valore nel corso degli anni e dell'imbarbarimento linguistico a cui siamo costantemente sottoposti :D
In un caso sono il campione della decadenza dell'Italia, nell'altro, un semplice poveretto che non ? capace di usare le parole :D
Mi stan bene entrambe le definizioni.
Non so se hai presente la prosa di D'Annunzio: secondo me, con le sue parole ricercate e puntuali, riesce a creare qualcosa di unico, in cui ogni parola ? opera d'arte!
OVviamente io non ho simili velleit?, per? credo sia un esempio che tutti noi dovremmo considerare, quando scriviamo.
Non credo di star usando arcaismi, per carit?, mi pare al massimo di far uso di parole che non si utilizzano spesso quando si parla.
Per? nello scritto ? cosa ben diversa ;)

X Dario: tranquillo, se hai letto quella pialla genitale, questo non dovresti aver problemi a sorbirtelo :D Comunque vi invito, se ne siete in possesso, di leggere la lettera su repubblica di oggi, perch? ho preso spunto da l? per scrivere :D

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 8:46 pm
da IlGiovaneIko
Ripeto choffy, non ? il parlar forbito o l'uso di termini desueti, seppur appropriati, a mettermi a disagio.... ? la mancanza di "focus", se mi passi il termine... la dispersivit? del discorso che tende ad attorcigliarsi su se stesso prima di arrivare al punto. Usa il tuo vocabolario al limite ed oltre, senza paura... ma sii focalizzato e sintetico... una freccia semantica e non un turbine etimologico :o

Poi l'esempio che ho fatto non ? relativo ad un uso del termine improprio, ma voleva solo sottolineare come ti smentisca quando cerchi di sdoganarti come il giuovine medio.... non lo sei, che tu lo voglia o no.

Non tutti sono dichiaratamente zoofili come te.

:B

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 9:21 pm
da erikc
troopo lungo e tu sei un pazzo...
ricorda che la gente non ha tempo di leggere tutto quello che arriva.. devi cercare di attirare l'attenzione non di dilungarti troppo.. certo scrivi molto bene.. e sei pazzo! :D :D

MessaggioInviato: gio apr 20, 2006 9:41 pm
da bellabollo
sar?, al contrario di te :D , molto breve... quoto Iko in tutto per tutto :wink:

MessaggioInviato: ven apr 21, 2006 12:06 pm
da choffan
IlGiovaneIko ha scritto:Ripeto choffy, non ? il parlar forbito o l'uso di termini desueti, seppur appropriati, a mettermi a disagio.... ? la mancanza di "focus", se mi passi il termine... la dispersivit? del discorso che tende ad attorcigliarsi su se stesso prima di arrivare al punto. Usa il tuo vocabolario al limite ed oltre, senza paura... ma sii focalizzato e sintetico... una freccia semantica e non un turbine etimologico :o

Poi l'esempio che ho fatto non ? relativo ad un uso del termine improprio, ma voleva solo sottolineare come ti smentisca quando cerchi di sdoganarti come il giuovine medio.... non lo sei, che tu lo voglia o no.

Non tutti sono dichiaratamente zoofili come te.

:B


:D
E' vizio di forma che mi segnalano anche a scuola. Credo per? che in un percorso complessivo di formazione personale possa essere vantaggioso cimentarsi in prove retoriche, si sa mai possano venir utili :D
Bella la definizione, mi ci rispecchio.
Comunque, che si voglia o meno, io sono un diciottenne, e come me ce ne sono tanti, che magari per? non hanno la voglia\tempo di sbattersi teoricamente e preferiscono passare ad sincera e magari incosciente prassi.
Fermo restando questo,
evviva la zoofilia! :D