Un mondo impazzito! Un addio al buon gusto.
Disgusto e sfiducia. Totali!
Mio concerto, ieri sera. Quartetto, tutti in forma, la cantante-percussionista era una strafiga. Il pianista toccato dallo Spirito Santo. E io, insieme con il bassista, miracolosamente disinvolti e con i suoni della mia batteria assolutamente perfetti: pelli idrauliche nuove e accordatura impeccabile.
Abbiamo suonato in un posto mica male: lumi e fiaccole, un bar ultra fornito.
Iniziamo alle 23.00. Un po' di swing, due o tre brani di Jarrett e Parker. Poi arriva lei, seducente e figa: Elis Regina, Jobim, Gilberto...
Bel concerto che si snoda tra bossa e jazz. Bei fraseggi, buon groove, un bel po' di scambi 4 e 4.
Il pubblico? 30, forse 40 persone.
Tiriamo avanti fino alle dodici e mezza. Ci chiedono un bis, lo facciamo e finiamo.
Magicamente, come uno sciame d'api che obbedisce a segnali inudibili, all'unisono, arriva gente. Nel giro di dieci, quindici minuti ecco che dentro il locale (dentro si fa per dire, poich? il locale ? all'aperto) ci sono mille, forse mille e duecento persone.
Fighe da sballo, tette e culi a perdita d'occhio. Tutte palestrate, abbronzate e molte di loro hanno scritto in fronte "Troia". Qualcuna, in calce, porta la scritta "Io ingoio".
Sono tutte l? a far codazzo ad una pletora di giovinastri senza classe, senza talento e senza cervello. Giusto un portafogli ben fornito. Tanto basta.
Comincia la discoteca. I culi e le tette cominciano a dimenarsi. Bello spettacolo, ma il mio disgusto e quello dei miei colleghi musicisti ? fin troppo evidente.
Prendiamo le nostre cose, le mettiamo in macchina e ce ne torniamo a casa.
Che pena.

Mio concerto, ieri sera. Quartetto, tutti in forma, la cantante-percussionista era una strafiga. Il pianista toccato dallo Spirito Santo. E io, insieme con il bassista, miracolosamente disinvolti e con i suoni della mia batteria assolutamente perfetti: pelli idrauliche nuove e accordatura impeccabile.
Abbiamo suonato in un posto mica male: lumi e fiaccole, un bar ultra fornito.
Iniziamo alle 23.00. Un po' di swing, due o tre brani di Jarrett e Parker. Poi arriva lei, seducente e figa: Elis Regina, Jobim, Gilberto...
Bel concerto che si snoda tra bossa e jazz. Bei fraseggi, buon groove, un bel po' di scambi 4 e 4.
Il pubblico? 30, forse 40 persone.
Tiriamo avanti fino alle dodici e mezza. Ci chiedono un bis, lo facciamo e finiamo.
Magicamente, come uno sciame d'api che obbedisce a segnali inudibili, all'unisono, arriva gente. Nel giro di dieci, quindici minuti ecco che dentro il locale (dentro si fa per dire, poich? il locale ? all'aperto) ci sono mille, forse mille e duecento persone.
Fighe da sballo, tette e culi a perdita d'occhio. Tutte palestrate, abbronzate e molte di loro hanno scritto in fronte "Troia". Qualcuna, in calce, porta la scritta "Io ingoio".
Sono tutte l? a far codazzo ad una pletora di giovinastri senza classe, senza talento e senza cervello. Giusto un portafogli ben fornito. Tanto basta.
Comincia la discoteca. I culi e le tette cominciano a dimenarsi. Bello spettacolo, ma il mio disgusto e quello dei miei colleghi musicisti ? fin troppo evidente.
Prendiamo le nostre cose, le mettiamo in macchina e ce ne torniamo a casa.
Che pena.

