Parole in cattivit? - Le nostre Rifrazioni
Se ogni tanto tra tanto pensare si impiglia un'immagine, o vivete un'abbaglio onirico, perch? non postarla?
Comincio io.
Grottesca frontiera di piane terrose bruciate dal Sole e spazzate dai venti. Sogno di prigionieri torturati nelle evoluzioni sadiche di poche persone per bene. Sbarrati nei carceri oscuri della Terra, contano attimi di accecata follia tra un'epifania e un'altra correndo veloci per le pianure spaccate dai cardi, godendo la furia impetuosa che cavalca quegli spiriti vibranti. E l'estasi bruciante squassa corde vertebrali tese allo spasimo della follia - ultima - a cui il popolo della catena e della frusta si dirige urlando <<Vita!>>.
I ricordi si sciolgono fra le incoerenze della memoria, accecandoli e ammantando di belt? la bestiale smania di sangue che vince colpo dopo colpo ogni baluardo di ragione. Roventi le immagini inalate negli istanti rubati all'oscurit? baratrica del carcere si frappongono ai colpi sibilanti.
Si muore avvolti dalla fragranza gentile del Pesco, tra ombre intrecciate dalle foglie rigogliose del Mandorlo, e sopra tutto, scaglie vive, accecanti di Sole.
E' l'estasi del martire.
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Mi ? venuta in mente una volta mentre correvo in bicicletta qualche giorno fa nel rigoglio fiaccato dell'autunno, immaginando cosa provi un uomo seviziato, privato della propria libert?, della bellezza naturale cui era abituato e della luce.
Credo che queste sarebbero le immagini che io, per lo meno, vivrei, tra tanto lancinante dolore, tra una frustrata e l'altra.
Comincio io.
Grottesca frontiera di piane terrose bruciate dal Sole e spazzate dai venti. Sogno di prigionieri torturati nelle evoluzioni sadiche di poche persone per bene. Sbarrati nei carceri oscuri della Terra, contano attimi di accecata follia tra un'epifania e un'altra correndo veloci per le pianure spaccate dai cardi, godendo la furia impetuosa che cavalca quegli spiriti vibranti. E l'estasi bruciante squassa corde vertebrali tese allo spasimo della follia - ultima - a cui il popolo della catena e della frusta si dirige urlando <<Vita!>>.
I ricordi si sciolgono fra le incoerenze della memoria, accecandoli e ammantando di belt? la bestiale smania di sangue che vince colpo dopo colpo ogni baluardo di ragione. Roventi le immagini inalate negli istanti rubati all'oscurit? baratrica del carcere si frappongono ai colpi sibilanti.
Si muore avvolti dalla fragranza gentile del Pesco, tra ombre intrecciate dalle foglie rigogliose del Mandorlo, e sopra tutto, scaglie vive, accecanti di Sole.
E' l'estasi del martire.
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Mi ? venuta in mente una volta mentre correvo in bicicletta qualche giorno fa nel rigoglio fiaccato dell'autunno, immaginando cosa provi un uomo seviziato, privato della propria libert?, della bellezza naturale cui era abituato e della luce.
Credo che queste sarebbero le immagini che io, per lo meno, vivrei, tra tanto lancinante dolore, tra una frustrata e l'altra.

re. Insomma, sono nel forum ormai da un p?....credo di potermelo meritare.