Giusto per cambiare..altre tragedie
?Voglio morire con te? e tentano assieme il suicidio
Ha scelto di condividere l?estremo gesto per non lasciare sola la moglie. ? stato il figlio dodicenne a dare l?allarme
Il male di vivere colpisce ancora a San Vito di Cadore. Dopo la morte della diciassettenne precipitata da una briglia sul Rusecco a fine settembre, un altro episodio entra come una lama nella comunit?. ? accaduto sabato pomeriggio.
Una giovane coppia, con due figli minori, ? stata soccorsa e salvata dopo che aveva tentato il suicidio assumendo una dose di barbiturici. Entrambi sono ricoverati nell'ospedale di Auronzo. Sono fuori pericolo, ma restano sotto stretta sorveglianza. Sotto shock i due figli, uno dei quali ha dato l'allarme al 112.
I coniugi, lui artigiano, 41 anni, lei ex commessa, 36, hanno cercato cos? di farla finita con una vita diventata evidentemente troppo pesante da sopportare, anche se non si sa quale sia stata la molla che ha fatto scattare quel momento di follia. Per certo tra i due c'era stato un violentissimo litigio.
Da come si ? appreso, l'estremo gesto sarebbe stato tentato prima solo dalla donna, e seguito a ruota dal coniuge che non avrebbe sopportato l'idea della separazione. ?Se muori tu, muoio anch'io?, avrebbe detto alla donna prima di abbracciare la stessa disperata scelta di lasciare tutto, anche i bambini piccoli. Ed ? stato proprio il figlio pi? grande, di 12 anni, a chiamare il 112.
Il tentativo, come si ? detto, ? stato compiuto assumendo dei barbiturici. Entrambi sono stati portati via con un principio di avvelenamento. All'ospedale di Pieve di Cadore sono stati sottoposti alle cure mediche, e quindi - una volta dichiarati fuori pericolo - da qui si ? provveduto al trasferimento ad Auronzo.
Il dramma di una famiglia apparentemente normale, conosciuta da tutti, si ? consumato verso le 17 di sabato.
Non si conoscono i motivi del gesto, anche se tutto lascia pensare che l'elemento scatenante sia stato proprio il litigio avvenuto poco prima. Entrambi molto conosciuti, vengono dipinti come persone normalissime, tranquille, ma molto riservate, quasi schive. Difficile anche parlare di disagio sociale, in quanto si tratta di una famiglia agiata, perfettamente inserita nel contesto sociale locale. Condizioni che rendono ancor pi? problematica un'analisi di quanto accaduto, evidenziando dinamiche diverse in ciascuna situazione. Da tempo di parla di situazione critica, di disagio collettivo che colpisce soprattutto i giovani cadorini. Ma la notizia di queste ore amplia la sfera di un male che sembra correre trasversalmente tra le diverse generazioni.
Sul caso intanto stanno comunque continuando ad indagare i carabinieri della stazione di San Vito, agli ordini dal maresciallo Mazzocchi.
Che dire, ormai ci ho fatto il callo a ste notizie