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essere politicamente di destra/sinistra ???!!!

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 12:50 pm
da Raffaele * BANNED *
Intanto, buon anno a tutti.
Ogni tanto leggo discussioni critiche verso la destra o verso la sinistra ma assolutamente , forse per l'età della maggior parte dei forumisti, prive di senso critico.
Se giudichiamo la storia del fascismo o la storia del comunismo non stiamo, a mio avviso, focalizzando bene il concetto di destra e sinistra.
Orbene, fermiamoci un momento, spogliamo la mente da odi partitici e focalizziamo un attimo il senso di essere tra coloro che preferiscono la destra o la sinistra, ovviamente politicamenmte e cerchiamo di capire il motivo di tali scelte.
Chi di voi mi sa dire con esattezza i principi politici cui si ispira la destra e quelli cui si ispira la sinistra?
Ripeto, non voglio sentire le critiche asettiche alla destra fascistoide o alla sinistra radicale ma i principi che reggono i centri di interesse di destra e quelli di sinistra.Ovviamente chi è di sinistra riferirà i suoi e si asterrà dal criticare le idee opposte e idem dovrà fare chi è di destra.
vediamo un pò chi veramente la sa lunga... :)

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 1:07 pm
da drbeat
ho ragionato su questa cosa e l'ho rispolta vedendo che sia a destra che a sinistra c'è voglia di dare più importanza alla persona dandole una casa, un lavoro e dei privilegi; ho però notato che questa cosa in comune deriva dal socialismo, quindi credo che non ci siamo molte differenze reali tra destra e sinistra, forse gli elementi di contorno ti fanno scegleire da che parte stare; magari a me stanno sul cazzo gli immigrati e sono di destra e viceversa.
Io personalmente sono NaziComunista :mrgreen:

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 2:00 pm
da Raffaele * BANNED *
Vedi drbeat, il tuo ragionamento è frutto della dialettica degli esponenti posti al vertice dei vari partiti i quali invocano sempre più "diritti" per tutti e finire poi sempre per far scontenti almeno una metà degli elettori...
In realtà la destra e la sinistra esistono eccome.Bisognerebbe andare molto indietro nella storia ma ci si può fermare anche solo alla idea di destra e sinistra che ne davano i francesi di due secoli circa orsono, ossia i conservatori e i progressisti.Di destra i primi e di sinistra i secondo.Secondo quest'ottica possiamo ben capire che è fondamentalmente di destra chi vuole che la nostra cultura rimanga ancorata alle nostre radici, così come la nostra forma politica e la nostra religiosità.I progressisti invece negano tutto questo e vorrebbero infatti provocare un completo rinnovamento di tutta la società.
Alla base però ci sta sempre chi ha e chi non ha.I primi sono quasi inevitabilmente conservatori, i secondi , all'opposto, capibilmente progressisti.
Da queste semplici basi si può dipanare il discorso ossia è meglio questa società con questi valori tramandati da secoli o è meglio sgretolare tutti questi valori e far sorgere una nuova società retta su ideali nuovi?
Intanto quali sono i valori conservatori e quali quelli nuovi, o progressisti?
Questo è il problema...
Da qui parte la riflessione.Ognuno deve farsela sempre, in ogni momento della vita, davanti ad ogni decisione.Sempre.Ci accorgeremo che non potremmo mai essere solo di destra o solo di sinistra.Quando ci fa comodo ci schiereremo in senso conservatore o progressista.Questo è il motivo per cui mai l'umanità sarà solo di destra o solo di sinistra.Ci saranno sempre lotte sia al nostro interno che all'esterno.Ad esempio tu che leggi, sta sera ti comporterai da conservatore o da progressista? :)

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 2:01 pm
da banko
Sinistra radicale e destra radicale partono dagli stessi principi socialisti, poi li interpretano in due modi opposti, puntando l'attenzione su valori diversi.
A destra: la patria, l'identità nazionale, l'onore, la famiglia, il valore e la realizzazione individuale, dalla quale è nato poi il concetto di capitalismo.
A sinistra: la comunità, la multietnia, la tolleranza, la ripartizione dei beni a vantaggio di tutti.
Ovviamente si parla di principi, non di come siano stati realizzati.
A chi ha detto che fra destra e sinistra non c'è differenza: accidenti se c'è, e più che passa il tempo e più che mi sembra grande. Vai a leggere il programma di Forza Nuova, e poi dai un occhiata a quello del partito di Mussi. Poi mi sai dire.

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 2:02 pm
da Raffaele * BANNED *
banko, hai ragione, ma la tolleranza non la metterei proprio a sinistra :D comunque è solo questione di punti di vista

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 2:05 pm
da Il temibile Joe
Mi sento di quotare banko...a linnee neppure tanto grandi sono d'acordo con lui.

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 2:15 pm
da faisim
Il fatto è che nessuno di quei valori oggi sono espressi ne da destra ne da sinistra.
Ma entrambe pensano solo al loro tornaconto, infatti oggi in italia che al governo ci sia destra o sinistra non cambia assolutamente niente.
La destra dice che è importante la famiglia e poi ne hanno minimo 2 alle spalle, la sinistra dice che è contraria alla guerra invece la finanzia come la destra, poi ci sono talmente tanti parlamentari che da destra sono passati a sinistra e viceversa che fa veramente ridere questa storia di valori di destra o sinistra uno per tutti Bondi da comunista a Forza Italia.(la lista sarebbe infinita)
QUINDI BASTA CO STA DESTRA E SINISTRA

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 2:27 pm
da Corey
concordo con faisim in toto
intanto mi definisco apolitico :tru

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 2:36 pm
da Jimmy_Colin
Ma lasciamo perdere il discorso italiano per favore, che in in italia non c'è nulla che funzioni e tutta fa schifo e perde acqua da ogni parte, se non forse il parmigiano reggiano e il panettone igp, ma anche su questi due nutro dei forti dubbi.

Io condivido pienamente il pensiero di Raffaele: io non tengo una posizione fissa ed assoluta, ma di volta in volta quella più giusta. Ecco, io ritengo che il criterio di scelta sia la giustizia. Perchè immaginiamo utopicamente, se chi stesse al potere fosse giusto ed onesto, e risolvesse tutti i problemi e le esigenze del popolo, e si preoccupasse del loro benessere e ricercasse la felicità, avrebbe veramente senso che stesse al potere, indipendentemente che sia votato o meno. Ma allora personalmente, a questo punto tutto il discorso va a farsi fottere. Infatti, ogni volta che mi chiedono di che corrente di pensiero sono io, rispondo sempre "utopicamente o nella realtà? perchè se parliamo utopicamente, allora qualsiasi forma di governo andrebbe in teoria bene, che sia monarchia o repubblica etc, perchè seguirebbe le esigenze del popolo e lo renderebbe felice. Invece la realtà dei fatti cambia ed è contraddetta. Io ho il mio pensiero, diciamo che sono di sinistra e perseguo la giustizia e la libertà. Il resto è aria fritta, non mi identifico in nessuna corrente politica, sebbene mi stia sempre più avvicinando al nuovo partito d'azione, legato nostalgicamente come sono al vecchio partito d'azione."

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 2:36 pm
da JackIlBlack
per quanto riguarda la situazione politica attuale non so assolutamente rispondere in quanto non seguo con attenzione e di certo l'evoluzione della situazione da qualche anno a questa parte non invoglia certo a farlo.
per quanto riguarda i principi a cui si ispirano destra o sinistra molto poco spesso vengono citati i capisaldi dell'economia a cui le parti fanno riferimento ossia Keynes e Friedman.
sono reminescenze delle scuole superiori e quindi non mi azzardo a spiegare dettagliatamente le teorie di entrambi, ricordo che la scuola di pensiero keynesiana affermava che era possibile aumentare il livello di indebitamento dello stato (e quindi aumentare la domanda) in casi di disoccupazione in quanto l'effetto provocato da ciò (più domanda, più occupazione, più soldi nelle tasche dei cittadini)avrebbe coperto il debito iniziale e dato una spinta all'economia. di contro Friedman che ricordo ancor meno aveva più fiducia nelle capacità del mercato e quindi puntava su una decentralizzazione (privatizzazione) dei compiti per creare maggiore concorrenza.
in realtà entrambe hanno punti di forza e punti di debolezza; io per come sono stato cresciuto per quello che ho studiato tendo a dire che sono di sinistra ma davvero attualmente non ci capisce più un cazzo

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 2:47 pm
da themucco
Il linea di principio concordo con quanto detto da banko ed è assulutamente vero la differenza reale tra una parte o l' altra dello schieramento.
Il vero problema della politica moderna a mio parere è dato dalla classe politica, cioè dai veri e propri burattinai che sono delle merde impossibili, tutti nessuno escluso.
Sarà retorico demagocico, quest'anno sono 60 anni dalla costituente e leggevo e sentivo di quanto persone che sulla carta a livello politico non c'azzeccavano nulla abbiano collaborato per rifondare una nazione dalle ceneri della guerra, e di come le lotte tra di loro si fermassero al momento di decidere a livello unirsale i volori che avrebbero dovuto guidare gli italiani.
Ecco credo che lo spessore politico e l' integrità morale di qui protagonisti manca oggi, perchè i problemi vengono inviduati in ogni legislatura sia dal governo che dall' opposizione ma non si fà nulla per porne rimedio perchè si preferisce mantenere lo stato nel caos perchè la classe politica sguazza in questo ambiente, ci vorrebbe un' epurazione dei parlamentari ed un ricambio generaziona le con uomini di 30/40 e non matusa, con gente che vuole riformare lo stato per renderlo efficente e non vecchi che pensano di arraffare il più possibile finche sono vivi. :evil:

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 3:06 pm
da Zolfo
A livello pratico la differenza fra destra e sinistra sta nella scelta delle politiche economiche...

la destra si basa sul principio liberale... non intervento dello stato nell'economia (o intervento minimo), spesa pubblica e tassazione minimi... (friedman)

a sinistra si ha invece uno stato che interviene nell'economia, è a favore della redistribuzione del reddito ecc ecc... percui maggiore spesa pubblica e maggiore tassazione...(keynes)

questo è ormai a livello teorico... in quanto negli ultimi anni sembra che le cose che dovrebbe far la destra le fa la sinistra e viceversa :oops:

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 9:14 pm
da enryonlymetal
Quoto con Banko.L'ideale di fondo è lo stesso,prendiamo per esempio quello che fecero Mussolini e Stalin: entrambi ridistribuirono le terre ai contadini,eppure erano di posizioni completamente opposte.
Quindi l'ideale di fondo diciamo che è il benessere delle masse; però cambia il mezzo per mettere in pratica questo ideale.

MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 10:32 pm
da souldrum
Il buon Gaber aveva una risposta precisa al quesito in questione.......

Io non sono Gaber, ma provo a offrire il mio contributo sonoro alla causa politica.....a 360°
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