Il Secolo XIX - 30 Luglio 2002
Proprio dieci anni fa, il 31 luglio 1992, alle ore 9:48 locali, si alzava da Cape Canaveral lo Shuttle Atlantis per la prima missione nello spazio del satellite a filo Tethered. Il sistema scientifico ed industriale italiano si cimentava assieme alla NASA in un'operazione nello spazio straordinariamente complessa: un satellite-laboratorio realizzato in Italia sarebbe stato lanciato dalla stiva dello Shuttle agganciato ad un lunghissimo filo conduttore e - dopo un periodo di misure in configurazione "aquilone" - il satellite sarebbe stato richiamato a bordo dell'Atlantis riavvolgendo il filo e successivamente riportato a terra. Codice della missione STS-46; a bordo, assieme a cinque astronauti americani ed uno svizzero dell'Agenzia Spaziale Europea c'ero anch'io, astronauta tecnico, specializzato per le operazioni del satellite italiano. Era la prima volta di un Italiano nello spazio.
L'esperimento del satellite a filo avrebbe dovuto fornito le prime conoscenze pratiche di una tecnologia necessaria all'ingegneria spaziale, quella dei sistemi a fune, con cui si potrà un giorno costruire strutture spaziali più leggere, mettere a punto "fionde" e "ascensori" per il trasferimento orbitale di carichi con minimo dispendio di energia, realizzare generatori elettrici in orbita che utilizzino l'interazione del filo conduttore con il campo magnetico terrestre.
A priori nessuna legge fisica impedisce di immaginare la realizzazione di una lunghissima cabinovia che si muova su un cavo teso tra una stazione a terra ed un satellite geostazionario in orbita; Arthur Clarke, l'autore di 2001 Odissea nello spazio, nel suo libro Le fontane del paradiso aveva descritto proprio un sistema simile e due scienziati italiani - Giuseppe Colombo e Mario Grossi - lavorando sia in Italia che negli Stati Uniti avevano sviluppato negli anni ottanta le teorie di base delle funi in orbita terrestre.
Articolo di Franco Malerba
Quello che non dice l'articolo, ma che Clarke stesso menzionava, era che la sua idea non era originale, ma sviluppata appunto da un articolo russo... devo andare a ripescare le mie fonti
