Le ex-cronache Brasiliane del giovane Bone.
Ciao amici.
Ancora una volta son qui a parlare di decisioni pesanti. Sempre più pesanti.
Sempre più difficili.
Questo forum è ormai una psicoanalisi scritta.
Sto preparando di nuovo le valigie. E per la prima volta saranno due, da 23 Kg. Più altri dieci di bagaglio a mano, più zaino carico di materiale informatico.
Intuirete che si tratta di una sosta lunga, lunghissima. Almeno un anno, forse due. Forse per sempre.
Sì, ormai è deciso. Al 99,9% levo le tende dall'Italia. Vado in Brasile.
Non si può avere tutto dalla vita, si dice. E' vero. Mi prendo il terzo mondo per avere con me l'amore e, si spera, il lavoro che fa per me.
Qui, l'alternativa, era tra avere il lavoro giusto, ma perdere la persona amata. Avere un lavoro non desiderato e, forse, la persona amata. in condizioni più o meno accettabili.
Anche i vertici dell'azienda in cui lavoro ora parlano di scelta coraggiosa, ma con un senso.
Visto che sono rimasti impressionati dalle mie qualità proveranno a farmi inserire nel gruppo in Brasile. Me lo hanno proposto loro, l'amministratore delegato in persona. quasi piangevo.
Sono lì solo da tre mesi e ci sono delle grandi facce lunghe perché domani è l'ultimo giorno.
Mi hanno detto che faccio bene, perché l'Italia non è un paese per giovani. Perché il Brasile è in crescita, nonostante la crisi mondiale, è lì il futuro. Sono lì le multinazionali, è lì che vale il mio curriculum accademico. E' lì la persona amata.
Si può lasciare per un paio di anni il comodo agio del cordone ombelicale.
E' il momento di rischiare tutto.
Ho paura, non lo nego. Ma non mi fermo. Ho già sbagliato quest'estate. Dovevo andare avanti. Avevo ragione io. Ce l'avremmo fatta, avrei potuto stringere i denti e la cinghia e ora lei sarebbe stata qui con un lavoro, forse... non si sa.
Ma le cose sono cambiate, ho messo via un po' di soldi. Lei ha avuto un bell'aumento. Posso andare lì e non preoccuparmi di fare uno stage. Possiamo sopravvivere ugualmente. Posso cercare la mia strada.
Perché se in tre mesi riesco a farmi notare in un lavoro che non mi piace, non voglio immaginare cosa possa combinare in qualcosa che mi stuzzichi, mi interessi.
Qui non posso coniugare lavoro e amore. Laggiù sì.
Rischio tutto. Lascia o raddoppia.
Io provo il raddoppio e che Dio me la mandi buona.
Parto il 27 Dicembre.
P.S.: a breve tutti i dettagli sugli aerei
:D:D
Ancora una volta son qui a parlare di decisioni pesanti. Sempre più pesanti.
Sempre più difficili.
Questo forum è ormai una psicoanalisi scritta.
Sto preparando di nuovo le valigie. E per la prima volta saranno due, da 23 Kg. Più altri dieci di bagaglio a mano, più zaino carico di materiale informatico.
Intuirete che si tratta di una sosta lunga, lunghissima. Almeno un anno, forse due. Forse per sempre.
Sì, ormai è deciso. Al 99,9% levo le tende dall'Italia. Vado in Brasile.
Non si può avere tutto dalla vita, si dice. E' vero. Mi prendo il terzo mondo per avere con me l'amore e, si spera, il lavoro che fa per me.
Qui, l'alternativa, era tra avere il lavoro giusto, ma perdere la persona amata. Avere un lavoro non desiderato e, forse, la persona amata. in condizioni più o meno accettabili.
Anche i vertici dell'azienda in cui lavoro ora parlano di scelta coraggiosa, ma con un senso.
Visto che sono rimasti impressionati dalle mie qualità proveranno a farmi inserire nel gruppo in Brasile. Me lo hanno proposto loro, l'amministratore delegato in persona. quasi piangevo.
Sono lì solo da tre mesi e ci sono delle grandi facce lunghe perché domani è l'ultimo giorno.
Mi hanno detto che faccio bene, perché l'Italia non è un paese per giovani. Perché il Brasile è in crescita, nonostante la crisi mondiale, è lì il futuro. Sono lì le multinazionali, è lì che vale il mio curriculum accademico. E' lì la persona amata.
Si può lasciare per un paio di anni il comodo agio del cordone ombelicale.
E' il momento di rischiare tutto.
Ho paura, non lo nego. Ma non mi fermo. Ho già sbagliato quest'estate. Dovevo andare avanti. Avevo ragione io. Ce l'avremmo fatta, avrei potuto stringere i denti e la cinghia e ora lei sarebbe stata qui con un lavoro, forse... non si sa.
Ma le cose sono cambiate, ho messo via un po' di soldi. Lei ha avuto un bell'aumento. Posso andare lì e non preoccuparmi di fare uno stage. Possiamo sopravvivere ugualmente. Posso cercare la mia strada.
Perché se in tre mesi riesco a farmi notare in un lavoro che non mi piace, non voglio immaginare cosa possa combinare in qualcosa che mi stuzzichi, mi interessi.
Qui non posso coniugare lavoro e amore. Laggiù sì.
Rischio tutto. Lascia o raddoppia.
Io provo il raddoppio e che Dio me la mandi buona.
Parto il 27 Dicembre.
P.S.: a breve tutti i dettagli sugli aerei
