Molotov contro il centro sociale di destra
Corriere della Sera - Roma Cronaca
Molotov contro il centro sociale di destra
L'attentato alla festa d'inaugurazione di «Spazio Libero Gens Romana», centinaia di presenti, anche bimbi
ROMA — Sono esplose sotto gli occhi di mamme e bambini. La festa di inaugurazione di «Spazio Libero Gens romana», che i fondatori (di destra) amano definire «il primo centro sociale regolare d’Italia», ha rischiato di trasformarsi in una tragedia.
C’erano circa 500 persone, a chiacchierare e ballare nel pub e in giardino. Ma attorno alle 21.30 due boati hanno scatenato il panico: tre molotov sono state lanciate contro un tendone montato per coprire lo spazio esterno e tra i cassonetti sulla strada. La prima è caduta a terra e ha bruciato il prato; dall’altra si è sprigionata una fiammata alta quattro metri, che ha annerito anche l’insegna di un supermercato. La terza, l’unica che non è esplosa, è finita contro uno dei contenitori per i rifiuti. «Io ero qui con mia figlia piccola - dice Mario, 42 anni - e mi è preso un colpo». Nessuno ha avuto il tempo di vedere gli autori dell’attentato, ma in molti hanno sentito il rumore di un ciclomotore in fuga. La conferma è arrivata poco dopo dalla polizia: a lanciare gli ordigni sono stati, si ritiene, quattro giovani a bordo di due motorini.
Il pub a due piani colpito durante il vernissage si trova in via Evandro, all’Appio. I fondatori ci tengono a far sapere che, a differenza dei «concorrenti», pagano l’affitto e le bollette. E che hanno pure le licenze. Ma sabato sera il rispetto della legge è rimasto sullo sfondo: al centro sociale si è rischiata una strage come quella di Acca Larentia, che si trova ad appena cinquanta metri di distanza. Tre militanti del Fronte della gioventù vi furono uccisi 31 anni fa, nel ’78: tre morti indimenticati, tanto che ancora oggi i manifesti che li ricordano tappezzano le vie del quartiere, compresa quella di «Spazio libero Gens romana».
Proprio di «tentata strage» parla il «papà» del locale,Giuliano Castellino, presidente del «Popolo di Roma»: «È stato un atto ignobile - insorge -. Evidentemente a qualcuno dà fastidio che si apra un centro di aggregazione che rispetta le regole». La gravità dell’attentato ha suscitato «molta preoccupazione» nel sindaco, Gianni Alemanno. Che si è rivolto alle forze politiche di ogni schieramento: «Chiedo a tutti i responsabili, compresi taluni esponenti della sinistra che in questi ultimi tempi hanno alimentato polemiche pretestuose, di abbassare i toni per evitare che questi possano contribuire a innescare pericolose logiche di contrapposizione frontale».
Il sindaco ha poi invitato «tutti gli esponenti della società civile e politica romana a partecipare alla fiaccolata contro ogni forma di intolleranza e di discriminazione che si terrà giovedì 24 settembre». Un’iniziativa decisa dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione fin da ieri mattina, dopo che un altro ordigno incendiario (il secondo in tre settimane) ha colpito la discoteca gay Qube. «Dietro a questi due attentati - sottolinea il vicepresidente del consiglio comunale, Samuele Piccolo - c'è la volontà subdola di creare in città un clima di forte tensione. Sono atti che vogliono riportare il Paese al clima di odio e alle strategie che culminarono con gli opposti estremismi». «È stato un atto teppistico vergognoso opera di qualcuno che vuole scimmiottare epoche passate», concorda il delegato alla sicurezza del sindaco, Giorgio Ciardi.
Lavinia Di Gianvito
Simona De Santis
20 settembre 2009
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cr ... 7283.shtml

Molotov contro il centro sociale di destra
L'attentato alla festa d'inaugurazione di «Spazio Libero Gens Romana», centinaia di presenti, anche bimbi
ROMA — Sono esplose sotto gli occhi di mamme e bambini. La festa di inaugurazione di «Spazio Libero Gens romana», che i fondatori (di destra) amano definire «il primo centro sociale regolare d’Italia», ha rischiato di trasformarsi in una tragedia.
C’erano circa 500 persone, a chiacchierare e ballare nel pub e in giardino. Ma attorno alle 21.30 due boati hanno scatenato il panico: tre molotov sono state lanciate contro un tendone montato per coprire lo spazio esterno e tra i cassonetti sulla strada. La prima è caduta a terra e ha bruciato il prato; dall’altra si è sprigionata una fiammata alta quattro metri, che ha annerito anche l’insegna di un supermercato. La terza, l’unica che non è esplosa, è finita contro uno dei contenitori per i rifiuti. «Io ero qui con mia figlia piccola - dice Mario, 42 anni - e mi è preso un colpo». Nessuno ha avuto il tempo di vedere gli autori dell’attentato, ma in molti hanno sentito il rumore di un ciclomotore in fuga. La conferma è arrivata poco dopo dalla polizia: a lanciare gli ordigni sono stati, si ritiene, quattro giovani a bordo di due motorini.
Il pub a due piani colpito durante il vernissage si trova in via Evandro, all’Appio. I fondatori ci tengono a far sapere che, a differenza dei «concorrenti», pagano l’affitto e le bollette. E che hanno pure le licenze. Ma sabato sera il rispetto della legge è rimasto sullo sfondo: al centro sociale si è rischiata una strage come quella di Acca Larentia, che si trova ad appena cinquanta metri di distanza. Tre militanti del Fronte della gioventù vi furono uccisi 31 anni fa, nel ’78: tre morti indimenticati, tanto che ancora oggi i manifesti che li ricordano tappezzano le vie del quartiere, compresa quella di «Spazio libero Gens romana».
Proprio di «tentata strage» parla il «papà» del locale,Giuliano Castellino, presidente del «Popolo di Roma»: «È stato un atto ignobile - insorge -. Evidentemente a qualcuno dà fastidio che si apra un centro di aggregazione che rispetta le regole». La gravità dell’attentato ha suscitato «molta preoccupazione» nel sindaco, Gianni Alemanno. Che si è rivolto alle forze politiche di ogni schieramento: «Chiedo a tutti i responsabili, compresi taluni esponenti della sinistra che in questi ultimi tempi hanno alimentato polemiche pretestuose, di abbassare i toni per evitare che questi possano contribuire a innescare pericolose logiche di contrapposizione frontale».
Il sindaco ha poi invitato «tutti gli esponenti della società civile e politica romana a partecipare alla fiaccolata contro ogni forma di intolleranza e di discriminazione che si terrà giovedì 24 settembre». Un’iniziativa decisa dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione fin da ieri mattina, dopo che un altro ordigno incendiario (il secondo in tre settimane) ha colpito la discoteca gay Qube. «Dietro a questi due attentati - sottolinea il vicepresidente del consiglio comunale, Samuele Piccolo - c'è la volontà subdola di creare in città un clima di forte tensione. Sono atti che vogliono riportare il Paese al clima di odio e alle strategie che culminarono con gli opposti estremismi». «È stato un atto teppistico vergognoso opera di qualcuno che vuole scimmiottare epoche passate», concorda il delegato alla sicurezza del sindaco, Giorgio Ciardi.
Lavinia Di Gianvito
Simona De Santis
20 settembre 2009
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cr ... 7283.shtml

