Pagina 1 di 1

sindacato musicisti

MessaggioInviato: ven dic 31, 2010 1:53 pm
da valcajazz
Cari amici,
gli accordi separati di Pomigliano e Mirafiori non riguardano solo i metalmeccanici o gli operai e neppure sanciscono solo la fine di un modello di relazioni industriali.

Quegli accordi ci riguardano tutti perché segnano la fine della nostra Costituzione, cioè di quel modello di società e di democrazia conquistato dalla resistenza prima, scolpito nella lettera della nostra Costituzione poi e infine sviluppato dallo slancio delle lotte degli anni ’60 e ’70.

Non è un caso che tutte le conquiste faticosamente ottenute siano sotto attacco congiunto. A partire dagli attacchi alla nostra carta costituzionale, alla resistenza, alle lotte operaie, alla rivolta studentesca del ’68, allo Statuto dei lavoratori, per continuare con l’erosione dello Stato sociale, dei diritti civili, del diritto all’istruzione ed alla cultura, alla democrazia partecipata, alla salute e all’ambiente.

L’epoca del berlusconismo si conclude con un pieno successo, materiale e culturale dei tanti che hanno lavorato in questi anni per omologare il nostro paese al modello sociale americano, molti schierati a destra e, ahimè, troppi a sinistra. Fuori tempo massimo, verrebbe da dire. Cioè quando proprio quel modello è entrato in una crisi gravissima da cui non si vede via d’uscita ragionevole che non sia un ritorno all’Ottocento o, se si preferisce, il modello cinese.

Quegli accordi non sono un fatto economico, ma uno dei più rilevanti fatti politici degli ultimi anni.
L’estensione dei diritti del lavoro al mondo dello spettacolo, per cui ci battiamo, non ha nessuna possibilità di realizzazione se quei diritti evaporano dove si erano affermati, se il lavoro viene posto sotto ricatto anche laddove è storicamente più forte.
Per questo siamo tutti metalmeccanici.

Il SIAM invita tutti i musicisti ed i lavoratori dello spettacolo a sostenere in ogni modo la FIOM e i lavoratori metalmeccanici nella battaglia in difesa degli stessi diritti per i quali anche noi ci battiamo. Il 28 febbraio, in occasione dello sciopero indetto dalla FIOM, chi non può astenersi dal lavoro vada a suonare davanti gli stabilimenti per far sentire la nostra solidarietà.

A quei politici della sinistra che salutano positivamente il ricatto di Marchionne, in quanto musicisti vogliamo invece dedicare la prima strofa di un vecchio canto popolare nato nel 1906, in occasione della presentazione alla Camera di un progetto di legge per ridurre a 8 ore il lavoro delle mondine:
“Se otto ore vi sembran poche provate voi a lavorare e sentirete la differenza di lavorar e di comandar”.


Grazie e a presto!
Sindacato Italiano Artisti della Musica

MessaggioInviato: ven dic 31, 2010 2:25 pm
da potter
L'unica cosa che dedicherò a costoro, sara una bella cartuccia in fronte comprata con gli ultimi euro che mi rimarranno prima di restare in mutande ...

tolte pure le mutande li manderò affanculo agitando il pisello e scopandomi le loro donne ........ quelle bòne però.