da DIRTY SNARE il lun mar 14, 2011 8:59 am
Quoto Jelko, in toto.
Voglio comunque consigliare la lettura di qualche grande alpinista, tipo Bonatti, Buhl, Messner, Krakauer per capire che in certi ambienti l'approccio che ha Grylls è forse l'unica arma che si ha per portare a casa la pelle.
Tralascio la parte mangereccia, fatta perlopiù per incuriosire, vi assicuro che la letteratura avventurosa, cronache realissime, registra pasti molto più truci e vomitevoli del nostro aventuroso britannico; pensate che ci sono persone, che tornando dall'outback Australiano si mangiarono vivi i primi animali incontrati, wombati in primis.
Stimo il coraggio di grylls, la sua tenacia, meno la spettacolarizzazione che c'è dietro.
Pochi sanno che questo soggetto è stato tra i pochi a superare la cima dell'Everest su un parapendio a motore, pensate quanto Bear abbia giocato a carte col demonio.
Senza falsa modestia sono un discreto conoscitore di questi argomenti, escursionismo, alpinismo sono i miei passatempi preferiti, e pagherei oro per avere fisico e determinazione di gente così.
Diciamo che Bear Grylls ha ottimizzato le proprie conoscenze, molte persone che salgono un 8000 fanno esperienze ben più estreme di lui, senza beccare un euro, anzi, spendendone a decine di migliaia, ma questo argomento andrebbe affrontato con dovuta calma e attenzione.