Ragazzi,
ho letto con molta attenzione tutti i vostri commenti, anche cercando di capire oltre le parole scritte…
… e, comunque, scordatevi le svendite!
Sbatta e piatti, EVENTUALMENTE, rimarranno ad aspettare il mio ritorno dall’Australia (e comunque, prima dell’eventuale partenza, darò dettagliate istruzioni ai miei circa la spedizione di tutto il materiale batteristico, qualora riuscissi a stabilirmi là).
Tornando in topic, vorrei sottolineare che il mio disagio è soprattutto dato, oltre come già detto dall’aver scoperto ora (a 30 anni) di odiare il lavoro per il quale ho tanto studiato e faticato, anche dal fatto di avere una compagna e di vedere il tutto in un’ottica familiare.
Voglio dire: non voglio ritrovarmi fra 5-10-15 anni a fare un lavoro che odio, tornare a casa ed essere esausto, non avere più né la pazienza né la voglia di stare accanto ai miei figli e alla mia compagna… e lasciamo stare il coltivare le proprie passioni…
Vedo già troppi amici (alcuni dei quali anche ingegneri), con il mio stesso immenso amore per la musica e per la vita, che mi raccontano tornare a casa imbruttiti dal lavoro e senza neanche più la voglia e le energie per stare con chi amano o dedicarsi a ciò che adorano…
Non voglio ridurmi così, ca22o!
Dipendesse solo da me (ovvero fossi single e senza voglia di “impegnarmi”), me ne fregherei: finchè dura tirerei avanti; poi, al momento di insostenibilità, me ne andrei a cercare altro ma con la consapevolezza di dover rendere conto ed avere delle responsabilità solo verso me stesso…
… ma questo non è il mio caso ed il motivo della mia seria preoccupazione circa il futuro.
Oltretutto ho oramai preso pienamente coscienza che il lavoro è un luogo nel quale si passerà, ragionevolmente, quasi metà della propria vita adulta (da svegli

): credo quindi, in proposito, che sarebbe molto pericoloso perseverare per una direzione che già si è individuata essere una di quelle (pochissime) che però si odiano…
Dio santo che depressione…