Per tutti quelli che suonano da un sacco di anni....
Non vuole essere un topic nostalgico..ma solo delle riflessioni..io suono ormai quasi da 20 anni, pensavo che di cose ne sono cambiate, volevo condividere con chi suona da molti anni vari spunti di riflessione che ognuno dicesse la sua, saltano fuori anche cose curiose...ad esempio io ho cominciato a suonare nei primi anni 90:
ecco cosa ricordo di quando ho iniziato io, come vedevo la faccenda:
-il tom DA 10 era un tamburo per fare jazz
-se un batterista faceva rock con un tom da 10 era perchè aveva anche l'8 e il 12 e 13 e 16 e 18
-il set base era 12 13 16 quando il 10 12 14 sembrava una batteria giocattolo
-la Premier faceva delle batterie coi fusti così power che se ci cantavi dentro c'era l'eco
-la ufip faceva solo class e natural, e per la verità non un granchè
-tutto il resto era experience, ad esempio i rough erano experience, poi vennero gli experience veri e propri che divennero poi i bionic, e poi i brilliant, ma erano tutti della stessa pasta
-la neonata sabian aveva solo le serie AA e HH e qualche b8pro
-la remo faceva si le pelli, ma anche rullanti batterie complete e meccaniche
-la amat era una marca stimata
-per mettere il tuo logo sulle bacchette dovevi spedirle alla vic firth che te le faceva per settantamilioni di dollari
-la sabian continuava a vendere il rocktagon come un piatto invece di dire che al massimo era un enorme posacenere
-stava per concludersi la gloria dei mitici piatti Tosco, sull'orlo del fallimento
-le Tamburo erano batterie miraggio che ogni tanto qualche sperduto negozio ne teneva una
-la Pearl era già molto avanti rispetto alle concorrenti, con soluzioni innovative specie nell'hardware, ma il vero re delle meccaniche era sonor con la designer series,e il suo reggitom che correva sulla cassa
-nascevano i primi piatti colorati, i color sound della paiste, a mia memoria i primi piatti neri
-le custodie rigide costavano una fortuna
-c'erano parecchie entry level scandalose, tipo la sakura, le entry level di oggi sono molto più dignitose
-andava molto di moda il rack,ne giravano molto più di adesso
-la vera batteria elettronica era la simmons, coi pad ottagonali
-il pedale per eccellenza, il dw 5000, la batteria la yamaha la yd 9000
-per vedere un batterista suonare si doveva andare in un negozio di dischi a vedere se c'erano VHS didattiche, altrochè youtube
-principale attività della drum sound di Torino era importare le bacchette AHEAD, e guanti per batteristi a basso costo
-2 francobolli da 750 lire e la Mapex ti mandava a casa i cataloghi per posta, niente internet ovviamente
- i paiste 2002 erano piatti da panico in confronto al resto del mercato
- nasceva la starclassic, i primi modelli in acero
- la meinl faceva piatti economici
-grandi batterie la tama artstar e la signia della premier
-gli ufip avevano il punto sopra la I che era quadrato, non tondo, tranne i Class che non avevano la scritta ufip, ma solo la scritta Class handcrafted in corsivo
-la tendenza comunque era del fusto power, fusti power dappertutto
- si usava acero e betulla, altri legni strani tipo bubinga, quercia noce eccetera non si usavano, si c'era qualcuno che eslorava un'pò, coi fusti in frassino, wengè, e cose strane, tipo le tamburo, anche le hipercussion c'erano in frassino mi sembra, ma tutto sommato vedevi solo acero e betulla
-molte meno doppie casse in giro
-ancora molto diffuso il pedale a cinghia
-i timpani sospesi erano più rari da trovare in giro che adesso
-andavano tantissimo le pinstripe
-.........e non c'era nessuno che si filmava per far vedere a tutti a quale velocità faceva i rulli singoli col doppio pedale
ecco cosa ricordo di quando ho iniziato io, come vedevo la faccenda:
-il tom DA 10 era un tamburo per fare jazz
-se un batterista faceva rock con un tom da 10 era perchè aveva anche l'8 e il 12 e 13 e 16 e 18
-il set base era 12 13 16 quando il 10 12 14 sembrava una batteria giocattolo
-la Premier faceva delle batterie coi fusti così power che se ci cantavi dentro c'era l'eco
-la ufip faceva solo class e natural, e per la verità non un granchè
-tutto il resto era experience, ad esempio i rough erano experience, poi vennero gli experience veri e propri che divennero poi i bionic, e poi i brilliant, ma erano tutti della stessa pasta
-la neonata sabian aveva solo le serie AA e HH e qualche b8pro
-la remo faceva si le pelli, ma anche rullanti batterie complete e meccaniche
-la amat era una marca stimata
-per mettere il tuo logo sulle bacchette dovevi spedirle alla vic firth che te le faceva per settantamilioni di dollari
-la sabian continuava a vendere il rocktagon come un piatto invece di dire che al massimo era un enorme posacenere
-stava per concludersi la gloria dei mitici piatti Tosco, sull'orlo del fallimento
-le Tamburo erano batterie miraggio che ogni tanto qualche sperduto negozio ne teneva una
-la Pearl era già molto avanti rispetto alle concorrenti, con soluzioni innovative specie nell'hardware, ma il vero re delle meccaniche era sonor con la designer series,e il suo reggitom che correva sulla cassa
-nascevano i primi piatti colorati, i color sound della paiste, a mia memoria i primi piatti neri
-le custodie rigide costavano una fortuna
-c'erano parecchie entry level scandalose, tipo la sakura, le entry level di oggi sono molto più dignitose
-andava molto di moda il rack,ne giravano molto più di adesso
-la vera batteria elettronica era la simmons, coi pad ottagonali
-il pedale per eccellenza, il dw 5000, la batteria la yamaha la yd 9000
-per vedere un batterista suonare si doveva andare in un negozio di dischi a vedere se c'erano VHS didattiche, altrochè youtube
-principale attività della drum sound di Torino era importare le bacchette AHEAD, e guanti per batteristi a basso costo
-2 francobolli da 750 lire e la Mapex ti mandava a casa i cataloghi per posta, niente internet ovviamente
- i paiste 2002 erano piatti da panico in confronto al resto del mercato
- nasceva la starclassic, i primi modelli in acero
- la meinl faceva piatti economici
-grandi batterie la tama artstar e la signia della premier
-gli ufip avevano il punto sopra la I che era quadrato, non tondo, tranne i Class che non avevano la scritta ufip, ma solo la scritta Class handcrafted in corsivo
-la tendenza comunque era del fusto power, fusti power dappertutto
- si usava acero e betulla, altri legni strani tipo bubinga, quercia noce eccetera non si usavano, si c'era qualcuno che eslorava un'pò, coi fusti in frassino, wengè, e cose strane, tipo le tamburo, anche le hipercussion c'erano in frassino mi sembra, ma tutto sommato vedevi solo acero e betulla
-molte meno doppie casse in giro
-ancora molto diffuso il pedale a cinghia
-i timpani sospesi erano più rari da trovare in giro che adesso
-andavano tantissimo le pinstripe
-.........e non c'era nessuno che si filmava per far vedere a tutti a quale velocità faceva i rulli singoli col doppio pedale
anche i concerti si improvvisavano e la gente era sempre li, a seguirti ed ascoltarti mentre aleggiava tra le teste un coltre di fumo biancastro