assolutamente d'accordo.
probabilmente non sono stato chiaro e me ne scuso: quelle sono proprio le ultime risorse (che comunque funzionano ed anche bene).
ma considera comunque che la capacità di affrontare le cose varia da persona a persona e ciò che funziona su di te può non andar bene per un altro.
detto questo devo riconoscere che esistono dottori che sono distributori automatici di antidepressivi ed altri invece sono professionalmente più etici... ma come in tutti i lavori c'è quello bravo e quello meno.
La grappa, come qualsiasi tipo di alcolico, funziona benissimo per calmare gli stati ansiosi ma sfatiamo questo mito che alcool ok e ansiolitici merda.
Sono esattamente due sostanze psicotrope che alla lunga, abusandone, non portano a nulla di buono a livello fisico.
Fidati, e fidati davvero, che farsi un cicchetto di grappa e una pillola di xanax dal dosaggio minimo al giorno è la stessa cosa.
solo che il primo, il cicchetto, è moralmente accettato dalla società mentre il secondo, no.
e per entrambi forse, e ripeto forse, i parametri di accettazione andrebbero un po' rivisti vedendo in chiave un po' più negativa l'alcool e un po' più positiva lo psicofarmaco (parere assolutamente personale maturato per esperienza profonda di entrambi).
La mindfulness infine è davvero molto potente... almeno su chi ho avuto modo di vederla applicata positivamente. Ma ci sono comunque diverse scuole di pensiero (tutte con successi dimostrati) sul tema antistress-ansia-panico. La mia, ad esempio, si basa sulla simulazione ripetuta della condizione di disagio o disturbo fisico al fine di abituare il mio organismo (per capirci... come ad esempio avere paura di fare una gelleria lunga... quando la fai un centinaio di volte la paura ti passa... è la stessa cosa). il tutto accompagnato a tecniche di autocontrollo e di respirazione (il 90% delle volte un attacco d'ansia si batte semplicemente con la giusta respirazione ed il 90% delle persone respira in modo non corretto... fai te...).
ma sto entrando in ambiti di ipocondria e robe simili e non vorrei spaventare il ragazzo.
Ad ogni modo chiarisco: prendere una pillola non risolve nessun problema se non accompagnata ad un corretto esercizio psicoterapeutico (che può essere anche la mindfulness). ma scartare categoricamente, a priori, sempre e comunque, l'uso di medicinali non lo trovo propriamente corretto.
