da sergio978 il gio ago 01, 2013 9:14 am
Mat non credo che l'aria condizionata in se danneggi gli strumenti, ma di certo uno sbalzo repentino di 10 gradi o più al legno non fa bene, immagino soprattutto a questioni di umidità e\o condense che potrebbero formarsi sui fusti (o dentro i fusti), e potenzialmente far gonfiare il legno. Ovvio che se il cambio di temperatura è più graduale, il problema non dovrebbe porsi..
E' un po' come quelle volte che capita di suonare in qualche locale d'inverno, a me succede spesso (esempio classico, da un po' di anni suono ogni capodanno a Corvara in Badia, dove fuori son facilmente -10) di portare le cose all'interno, magari dopo un po' che stavano fuori in macchina, e vedere le aste che si condensano di colpo, si "appannano" proprio.
A tale proposito, cerco sempre di minimizzare i tempi di permanenza dei legni in condizioni limite, e se ciò per qualche motivo dovesse succedere, cerco di minimizzare e "addolcire" gli sbalzi. Ad esempio, nella situazione di Corvara, cerco di tenere in macchina una temperatura umana per evitare che i legni scendano troppo, e quando poi entro nell'albergo, cerco di lasciarli un po' nell'atrio per farli "abituare" alla nuova temperatura, prima di portarli dove si suona e fa caldo..
Piccole attenzioni che però finora hanno sempre preservato i miei strumenti, anche quelli più vecchi..
"Io me ne strabatto il cazzo" (cit.)
Yamaha RC9000 (1997) BD 20x16;TT 8x8, 10x9, 12x11, 14x12
Tamburo Opera (1999) BD 18x16, TT 8x7, 10x8; FT 13x13, 14x14
Pearl Export (1991) BD 22x16; TT 8x8, 10x9, 12x11, 13x12; FT 16x16
Pearl World Series BD 22x16; BD 22x16, TT 10x10; TT 12x11; TT 13x12; TT 14x12; FT 16x16; FT 18x16
Membro della Artigianalissima congrega dei rullatori Treno Drums