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Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: lun nov 16, 2015 8:33 pm
da Clavdio
Ciao a tutti.
Da qualche giorno sto provando a suonare la canzone Arise dei Sepultura solo che devo tenere gli ottavi sul charleston a 240 bpm e dopo pochissimo tempo mi fa male il braccio e non riesco piú ad andare avanti. Sapreste consigliarmi qualche tecnica o esercizio utile a risolvere questo problema?

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: lun nov 16, 2015 8:57 pm
da vit vit
Ma sicuro che sono ottavi?
Sara che da youtube si sente molto compresso ed il chaleston si sente a.malapena.
Forse dei più semplici quarti,col solito rullante sul 2&4?

Comunque ho colto l'occasioneper riascoltarmi un po di cose sul tubo...... :tru

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: lun nov 16, 2015 10:48 pm
da Lisander
Anche per me sono quarti.

Studiati un minimo la tecnica moeller (che neanche io riesco ad applicare bene :) : sarei un pessimo allievo di un ipotetico insegnante) e vedi di usare tutte le tre articolazioni spalla, gomito, polso in modo morbido e vedrai che riuscirai a tenere tutto il brano senza fatica. A mio parere faresti bene ad esercitare la mano dominante deputata a tenere i quarti sul charleston anche su un pad (tassativamente no air drumming perchè i polsi ne risentono a tali velocità), fino a che il movimento non ti esce molto naturale, specie se tutto il resto invece (cassa, rullante) ti esce fluido a 240 bpm.

Non dimenticare il riscaldamento, perchè è fondamentale: a 240 a freddo non è così scontato arrivarci, specie se non sei allenato (almeno nel mio caso).

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: lun nov 16, 2015 11:41 pm
da Ewan
Esistono i 240 bpm? :o
Oh madre, mi sa che mi tocca tornare sul pad :mrgreen:

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: lun nov 16, 2015 11:48 pm
da Lisander
Al momento non sono nemmeno così sicuro di arrivarci.. dieci anni fa forse :)

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: lun nov 16, 2015 11:49 pm
da vit vit
ai voja......qua si toccano i 320> e oltre.

https://youtu.be/5EceBzWQhvQ?list=PLphrIV29xxqtHaJHsSAJuTZL5uILcJOdw

Alphonse Mouzon on drums

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mar nov 17, 2015 12:07 am
da Lisander
del trio il batterista è quello che riesco a capire di più. il pianista non lo seguo proprio.
Però sai, non è molto diverso da mettersi dietro a suonare facendo assoli a raffica ed ascoltarsi dicendo "sì, va bè.. mo' basta.."
Direi che il percepito allo strumento è molto diverso dal percepito al player (cd, nastro, mp3, streaming et similia), vero? Per quello che amo di più suonare che ascoltare, tendenzialmente, ed è per quello che riesco a "capire" che cosa volessero/vogliano fare i musicisti con i virtuosismi. Poi può essere semplice divertimento o puro esibizionismo (preferirei il primo) e non è sempre detto che sia così accessibile all'ascolto.
Ma lungi da me a dire non capisco = m...a, a meno che non si tratti di Justin Bieber e compagnia bella.

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mar nov 17, 2015 12:27 am
da vit vit
Il pianista.....Mc coy Tyner,il pianista del quartetto di John Coltrane....un personaggio piccolo piccolo. :D Uno dei massimi esponenti dello strumento.

Si tratta di Jazz modale,con un po' di free jazz allora molto in voga.Capisco pero' che da chi non è abituato al genere ci sia una sorta di rifiuto,ma credimi è gente con gli stracoglioni e una conoscenza superiore della Musica.Anche io,20 enne quando ascoltai Charlie Parker,del semplicebe Bop anni 40 sembrava musica campata nell'aria...... :wink:

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mar nov 17, 2015 9:06 am
da potter
240 bpm in ottavi sul charleston.
A volte mi chiedo a cosa serva.
mah!? .....

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mar nov 17, 2015 11:15 pm
da NitroLori41
Il batterista è un musicista e in quanto tale deve essere al servizio della musica.
Se la musica richiede 240 bpm in ottavi sul charleston il batterista deve suonare a quella velocità con quella scansione ritmica.
O la storia del "aaaaaaaaah! musicista! servizio della musica! aaaaaaaaaaaah!" vale solo per i generi che non sono il metal estremo? :wink:
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Detto ciò, allenati sulla muscolatura delle dita (indice-anulare-mignolo) e sulla dispersione di energia nei movimenti.
Prova a suonare il charly sulla superficie e non di taglio per fare meno fatica :D ; oltretutto secondo me il suono così generato dai due piatti dà molto più risalto a cassa e rullante non """infastidendo""" l'ascoltatore.
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Detto ciò, viva gli Aborted :D

vit vit ha scritto:ai voja......qua si toccano i 320> e oltre.

https://youtu.be/5EceBzWQhvQ?list=PLphrIV29xxqtHaJHsSAJuTZL5uILcJOdw

Alphonse Mouzon on drums


Sentendo qeusto batterista, quando da i 3 colpi veloci a 320 bpm mi pare suoni una sorta di press roll piuttosto che suonare 3 note """distinte"""... però nel forum abbiamo arconda che a 320 ci va a 666 decibel per 666 minuti :D
Che poi è la mia opionione da batterista di metal estremo e quindi non capisco un cazzo :wink:

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 12:10 am
da vit vit
Ciao Lorenzo!!
La seconda che hai detto!!!
Si,quella del c...

:D
uptempo,altrochè che si usa il "press roll" sul ride.
https://youtu.be/azlD3GvWIzI

Diciamo che a parte l'approccio ed il genere diverso....nel 72 non esisteva il metal,tantomeno quello estremo :B

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 7:29 am
da NitroLori41
Buongiorno vittorio!
Perfetto, bella li :D

Ho visto il video dal cellulare, perdendo quindi parte dei particolari; quello che mi pare di vedere è un movimento composto da tre parti: "lancio" della bacchetta per ottenere il rimbalzo, due colpi chr seguono il primo dati dalla """forxzatura""" della bacchetta usando solo pollice e indice, col pollice verso l alto, """" :D recupero""" della bacchetta chiudendo tutte le dita; insomma, le tre note non sono "singole" ma tutte dovute ad un effetto iniziale, tecnica opposta a quella per suonare un sacco di ottavi dritti a velocitá elevate.

Nell altro messaggio ho scritto press roll perchè io lo eseguo col pollice verso l alto ed usando soolo pollice ed indice, con le altre tre dita che mi servono alla fine per recuperare la bacchetta

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 10:42 am
da raffaele
Una volta che hai imparato bene la tecnica del polso giù insieme alla bacchetta e del polso su con bacchetta che colpisce ancora con colpo di dita (moeller) gli ottavi son facili e senza far fatica.Il problema è che ogni tanto va di sedicesimi :D :D :D

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 11:22 am
da vit vit
:tru Volevo dire anche,che una 40ina di anni fa,a parte i musicisti di musica classica ,accademica ecc la preparazione agli strumenti era sicuramente piu'"ruspante" ed istintiva(gran pregio per me).
Negli ultimi 20 anni si è alzato enormemente il livello medio di tecnica,spesso a scapito della personalita'.
Anche nel metal estremo negli anni 80 c'erano veri e propri bidoni batteristici(Ventor,Abbadon,Bathory e altri che non ricordo)poi con il tempo il livello(tecnico e di precisione) si è alzato in modo disumano.Quindi bisogna anche contestualizzare al periodo storico :wink:

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 12:11 pm
da amigamess
vit vit ha scritto:ai voja......qua si toccano i 320> e oltre.

https://youtu.be/5EceBzWQhvQ?list=PLphrIV29xxqtHaJHsSAJuTZL5uILcJOdw

Alphonse Mouzon on drums


@vit io non capisco troppo, ma questo non mi pare superi i 170....di cassa in quattro almeno....di polso fa paura, ma questo è un altro discorso....

il brano dei sepultura

https://www.youtube.com/watch?v=kX9fkoaLyME

verso metà mi pare in ottavi sul hihat e mi pare non superi i 120 battiti...all'inizio usa la cassa e forse le doppie mani su hihat per fare scusate il termine UN GRAN BORDELLO....

ma non ci capisco tanto....correggetemi se sbaglio....

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 12:40 pm
da vit vit
Marcello,non saprei la velocita precisa,a memoria ho postato un brano bello fast.
Il contrabbasso e' in quarti,è un4/4...quindi ben veloce.

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 12:53 pm
da amigamess
:tru

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 1:38 pm
da bruonline92

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 7:13 pm
da NitroLori41
Sentendo la canzone, non tiene mai i sedicesimi a 240 sul charly con una mano.
All'inizio alterna cassa ed un unisono tra rullante e crash, quando usa chraly e ride segue la cassa :tru ....una sorta di blast beat moooooooolto lento :D

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 9:06 pm
da vit vit
16*a240bpm con una mano?
Igor non e' una bestia,e' terminator :lol:

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 9:12 pm
da Lisander
@vit: sedicesimi con una mano sola a 240 su un piatto mi sembrano decisamente troppi. Poi magari sarò pippa io.. Chiediamo a Kollias? :D

Al limite, fino a che non si è raggiunta padronanza con le tecniche sopra descritte (ehm), secondo me la cosa più efficace potrebbe essere rafforzare solo sul rullante ai 2 e ai 4, ponendo come "obbligo" la precisione e la velocità corretta. Un po' (a mio modesto parere) è la natura del charleston (2 piatti sovrapposti che assorbono energia e non la rilasciano in maniera istantanea, specie se chiusi solo con il drop clutch e quindi il piatto superiore è libero di alzarsi, posto che il clutch permetta un minimo di oscillazione) e la sua posizione canonica a sx (e viceversa se mancini): lo stesso groove tenuto sul ride, che già risponde molto più "brutalmente" ed è posto in una posizione più agevole permettendo l'open hand, è molto meno stancante e di norma viene molto più semplice (anche alternare la campana come rafforzativo sul rullante, vedi alcuni brani dei Soilwork p.e. sull'album A predator's portrait).

@nitro: come lo tieni il charleston chiuso (non a pedale intendo, se fai groove con doppia cassa)? Molto mobile oppure è piuttosto fermo?

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 10:01 pm
da NitroLori41
vit vit ha scritto:16*a240bpm con una mano?
Igor non e' una bestia,e' terminator :lol:


Ehm... sì, ho cannato alla grande :D ... anche se facendo basculare la bacchetta si può dare un colpo con la punta e una con la coda ahah :D

Lisander ha scritto:@nitro: come lo tieni il charleston chiuso (non a pedale intendo, se fai groove con doppia cassa)? Molto mobile oppure è piuttosto fermo?


Non ho mai scritto di tenerlo chiuso e per questo chiedo un avvocato :D
Quello che intendevo nel mio primo messaggio era solo di suonarlo sulla superficie e non di taglio perchè di taglio serve più energia per farlo suonare... e la mano destra in genere è quella che - poverina :D - deve fare più roba :D

Tipo a 0:48 di questo video: https://www.youtube.com/watch?v=tYnMqxOne78

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 10:22 pm
da Lisander
Invece io intendevo proprio quella domanda.
Oltre ad abbassarlo per suonarlo sulla superficie (cosa che fa durare di più anche le bacchette), mi pare abbastanza logico serrare il clutch un poco di più per evitare che oscilli troppo: il bello dei 4i a 240 (e chi li ha mai misurati?) è farli definiti e se il charleston è molto frzzz viene solo una gran confusione (se in otto anni* le cose non sono cambiate :D). Poi non avendo mai avuto né un drop clutch né un doppio pedale mio, quando li trovavo in saletta facevo molte prove, ma spesso lasciavo semplicemente chiuso il charleston, piatto sopra abbastanza fermo, clutch stretto comunque sull'asta anche se non così tanto da non far suonare il piatto sotto.
Tuttavia sopra una certa velocità (180) ho sempre preferito girare sul ride e sfruttarne sia la superficie che la campana, mentre il charleston lo usavo all'unisono con il rullante (tipo Thomen Stauch).
Era più una curiosità per sapere se preferisci avere una certa mobilità o una risposta secca dal charleston, ad alte velocità.

*ultimi esempi di batterismo personale: il resto air drumming/pad o due sbacchettate indegne su roba non mia.

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 10:53 pm
da NitroLori41
Ok ora ho capito! :D :tru
Personalmente, tengo i due piatti ad una distanza bastevole perchè si senta bene il "chick" (so che pare 'na puttanata se suoni certi generi, ma sto cercando di rubare più roba possibile a Reinert :D ) ed inclino il bottom; in genere i piatti sono molto vicini... diciamo che per quello che devo fare (in genere il piede sinistro sta sullo slave del doppio pedale) non posso tenere una distanza come quella che tiene gavin harrison :D https://www.youtube.com/watch?v=P8Z3E5-GbDM

Il clutch che mi tiene chiuso il charly non lo uso perchè per ora non ne sento il bisogno :D , nel senso che il suono dei piatti chiusi durante i blast non mi piace molto se colpiti sulla superficie.
Il suono "di taglio" mi piace di più, ma dovrei usare molto più polso e affaticarmi e in sintesi mandare a tsoccole quello che ho scritto prima :D

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: mer nov 18, 2015 11:27 pm
da Lisander
Reinert.. cacchio.. il primo pirla hai detto.. tra l'altro lui non usa la disposizione invertita doppio pedale/asta charleston o mi ricordo male io? Forse mi sarei trovato meglio su certe cose, anche se personalmente preferisco le due casse singole ed il pedale del charleston un pelo distante da quello della cassa sx (ma comunque nei pressi, non come certe disposizioni in foto dei cataloghi, in cui ti scordi di raggiungere con il piede il charleston). In sostanza il mio problema era il piede sinistro un po' troppo ballerino e rivedendomi in un video delle prove si vede il charleston che ogni tanto si chiude durante un pattern di doppia cassa. Non pensare chissà cosa: un semplice tappeto (prendi tipo Lack of comprehension durante la strofa, anche se durava tre minuti.. non essendo allenato il piede partiva abbastanza lateralmente, sebbene nelle ultime prove la velocità era aumentata ed il problema ridimensionato). Ma sai.. poco tempo per disporre una batteria non mia, doppio pedale non mio che mi facevo andare bene per le regolazioni.. poi effettivamente sono abbastanza scarso (e lo sarò diventato ancora di più con lo stop forzato).

Preferisco sfruttare il ride con accenti vari piuttosto che far cagare sul charleston con delle battute imprecise, date magari anche dalla maggiore fatica che implica l'incrocio.

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: ven nov 20, 2015 2:36 pm
da Diddle
Dico la mia.
Vuoi la "botta" su quel brano? Semplifica! Un charly semiaperto suonato sui quarti e almeno ti godi il pezzo!
Poi con calma alleni le mani a casa e cerchi di alzare il più possibile la tua velocità, ma almeno non ti fai venire la tendinite. Tanto il 99% della gente che ti ascolta non noterà la differenza tra ottavi e quarti. E le tue braccia a fine serata ti ringrazieranno.

Ps. Ops, non mi ero accorto che è un post di un utente con 1 messaggio all'attivo e con ultimo accesso al forum pochi minuti dopo aver scritto. Muffa incoming :P

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: ven nov 20, 2015 2:55 pm
da amigamess
si...purtroppo vedo spesso utenti con un solo post che poi spariscono...spero non sia questo il caso...

Re: Ottavi sul charleston a 240 bpm

MessaggioInviato: sab nov 21, 2015 12:53 am
da Lisander
In sede live dal tour di refuse resist (presumo) igor ha velocizzato il brano Arise, credo con il charleston e il ride a quarti ed anche nei cavalera conspiracy è lo stesso.
A me piaceva di più più lenta (allafacciaderqatso) e massiccia, anche nelle chitarre.