Bel topic, l'ho visto adesso.
La musica indiana mi affascina come quella africana da sempre.Mi è capitato di assistere a due seminari di trilok gurtu e andare anche in india e seguire per un giorno una lezione sulle tabla che poi mi sono portata in italia.In ogni mio concerto solista inserisco sempre un brano con struttura indiana.
Prima di capire la musica indiana che giustamente occorrerebbe prima entrare nell'ottica musicale indiana dove non c'è armonia ma solo melodia e ritmo è bene capire i suoni e tradurli sulla batteria.Un taka o un din si possono benissimo tradurre il primo sul rullo e il secondo sullo hi-hat ma quando si raddoppia , il tutto diventa estremamente complicato.nella mia modestissima tecnica seguo il famoso time, time is, time is it ecc ecc , è una struttura indiana abbastanza nota de non sto qui a rivangarla, anche perchè è molto semplice oppure uso delle strutture in sedici battute seguendo la sonorità della voce taka, daah, din ecc ecc.Alcuni segmenti ritmici sono sempre in struttura e fissi (come un ostinato) il resto e, all'interno della struttura, improvvisato.Stessa cosa nella musica latin dove esiste una cascara e una clave sempre fissa e il resto si improvvisa, ma questa è molto più semplice.Insomma, queste cose non si possono spiegare a parole, occorre seguire un maestro e provare a imitarle capendo almeno le ritmiche o strutture più semplici per poi addentrarsi.Ma è difficilissimo suonare in stile indiano.

tutto è così maledettamente vagante nell'aria, sfuggente ma sempre in struttura.