Per me la curiosità verso ciò che tu non conosci porta sicuramente ad aprirti delle porte. La differenza tra un musico e l'altro si percepisce già da questo primo step, se quando sei fermo alla duina di quarti e successivamente ai veloci sedicesimi di doppio pedale hai la Necessità di evolvere il senso e la costruzione del ritmo ti affacci inevitabilmente allo studio del jazz, del latin e delle poliritmie, che non vuol dire per forza diventare jazzista, ma suonare qualsiasi cosa con una maggiore consapevolezza e ricchezza di linguaggio. Il Linguaggio: studiare jazz non è garanzia di nulla, ma ti consente di arrivare ad un linguaggio che senza la propria espressività non conta nulla. Io sulle difficoltà di apprendimento e sulla facile mascherabilità degli errori non mi esprimo nemmeno

ma provate a portare un tempo latin mediocre dall'inizio alla fine senza perdere di espressione e il tempo, e ditemi se il minimo sgarro non viene fuori aggressivamente
