da lou il ven dic 14, 2007 3:07 am
anch'io posso annoverarmi fra i neofiti doppiopedalatori pentiti, e non certo per motivi di sferragliamento...
dopo un'attenta riflessione e reiterati ascolti dei più svariati generi musicali sono giunto alla seguente conclusione: il charleston suonato col piede ha nella stragrande maggioranza dei casi una funzione specifica di ostinato anzichè di elemento lineare di fraseggio, fatta eccezione chiaramente per il jazz...
ciò premesso, mi sono strenuamente concentrato negli ultimi tempi a suonare tutti i vari andamenti stilistici binari (pop, rock, latin, funk ecc.)e tutte le combinazioni lineari mani-cassa ( tipo colin bailey ) su una base di hihat piede in quarti, ottavi e ottavi in levare (o, in alternativa, battere del 2° e 4° movimento)...
per il jazz, viceversa, ho trovato un valido testo sulle combinazioni cassa-rullante-hihat, mi pare si chiami jazz drum cookbook, per i più avanzati raccomando i tostissimi 3 voice comping di john riley (beyond be bop) o i più schematici 3 voice harmonic independence di gary chaffee (time functioning patterns)