Ciao a tutti!
Sono nuovo da queste parti (forum), ma conosco il sito da parecchio.
Sto combattendo da anni una guerra aperta con il mio cervello per assimilare un' ottima percezione del tempo, ma purtroppo con scarsi risultati.
Se è realistico giungere ad una certa padronanza dei quarti di una battuta, mi accorgo che più le figurazioni si "infittiscono" (ottavi, sedicesimi, trentaduesimi, etc.) più diventa un' impresa disperata il controllo mentale dei colpi, soprattutto con l'aumentare della velocità del metronomo. Mi direte: bella scoperta!
Ma in realtà la precisione e la quadratura dei colpi derivano proprio dal timing interno, dalla percezione di "dove si è" in quel preciso momento.
La soluzione più logica è quella di concentrarsi sul contare una figurazione più "larga" (i quarti ad esempio) mentre se ne sta suonando una più "stretta" (i sedicesimi) concedendo al cervello di rilassarsi un po', affidando la precisione dei colpi più "stretti" al solo orecchio e mantenendo in mente solo la scansione dei colpi che la velocità del metronomo consente.
In concreto: provate a 140 bpm a cantare e immaginarvi in testa tutti i sedicesimi della battuta TACATACATACATACATACATACA....
C'è da diventare matti!
Eppure c'è una scuola di pensiero che recita: quello che non canti non suoni.
E in effetti, se hai degli accenti o degli stop su dei sedicesimi particolari e non sul classico battere, sono c...i amari se non hai in testa l'esatta posizione del sedicesimo incriminato all'interno della battuta.
Voi che ne pensate?
