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[COORDINAZIONE]!!!

MessaggioInviato: gio dic 21, 2006 10:26 pm
da drums
salve ragazi e AUGURI a tutti, avrei bisogno di qualche buon consiglio in quanto riguarda la coordinazione degli arti, la situazione ?uesta e un p????e sto lavorando sui ritmi latin e la situazione e molto complessa, mi chiedo se devo studiare un p???? coordinazione tipo 4-way coordination. o GARY CHESTER. vi chiedo possono aiutare questi metodi? :D altrimenti se mi potete consigliare qualcosa che funzioni sulla coordinazione. Vi sono molto grado x la risposta, un saluto a tutti....

MessaggioInviato: gio dic 21, 2006 10:38 pm
da chiunana
Gary Chester - The New Breed

? il metodo pi? valido che io conosca, e si concentra sulla coordinazione. UN MUST.

MessaggioInviato: ven dic 22, 2006 12:09 pm
da Pippo
Il Chester ? secondo me ottimo ma molto difficile da far bene.
4-way coordination ? bello ma secondo me poco musicale.
Io sto studiando adesso il Latham (Advanced Funk Studies) e lo trovo bellissimo: tieni conto che per anni ho studiato coordinazione jazz e quindi dovrei essere "sciolto", ma non ? proprio cos? ed il Latham mi sta togliendo un sacco di frizione. Altra possibilit? ? proprio un metodo sui ritmi afro-cubani applicati al drumset...

MessaggioInviato: ven dic 22, 2006 2:38 pm
da drums
Pippo ha scritto:Il Chester ? secondo me ottimo ma molto difficile da far bene.
4-way coordination ? bello ma secondo me poco musicale.
Io sto studiando adesso il Latham (Funy patterns) e lo trovo bellissimo: tieni conto che per anni ho studiato coordinazione jazz e quindi dovrei essere "sciolto", ma non ? proprio cos? ed il Latham mi sta togliendo un sacco di frizione. Altra possibilit? ? proprio un metodo sui ritmi afro-cubani applicati al drumset...


ciao pippo, grazie per il consiglio sono dacordo con te per il way coordination, il Latham, lo studiato senti il chester qual? intendi il 1? o 2? . ti ringrazio ancora ciao, :D

MessaggioInviato: ven dic 22, 2006 10:15 pm
da Pippo
Se hai gi? studiato il Latham avrai gi? una coordinazione notevole... allora non ti resta che "The new breed". Forza e coraggio...
Il vero Chester ? il primo, "The new breed", il classico. Il secondo se non erro ? stato scritto da un suo studente: io non lo conosco ma mi hanno detto in tanti che ? molto cervellotico.
Dimenticavo: "The complete drummer's vocabulary as taught by Alan Dawson", scritto da John Ramsay, approfondisce molto la 4-way coordination... Lo consiglio molto!

MessaggioInviato: sab dic 23, 2006 10:22 am
da chiunana
il secondo ? stato scritto da qualcun'altro, ma non so chi sia....
comunque il primo volume non mi pare molto difficile, anche perch? i sistemi variano la propria difficolt? in modo progressivo.... :)
il Latham ? specifico per il funk? :?

MessaggioInviato: sab dic 23, 2006 10:27 am
da Pippo
Si, il Latham ? una serie di studi per ritmi funky, molto belli devo aggiungere.

Tu hai esperienza diretta sul Chester? E' vero che i sistemi sono progressivi, ma secondo me ci vogliono settimane di pratica per impadronirsi del concetto di base... Il secondo volume del New Breed ? stato scritto da uno studente di Chester.

MessaggioInviato: sab dic 23, 2006 9:24 pm
da chiunana
New Breed lo ho fatto un anno fa circa (non tutto), lo sto rispolverando in questi giorni...
dopo una settimana che lo facevo, gia mi pareva di essere migliorato un botto, e inoltre gli esercizi non mi sembrano complicati da capire (anche se apparentemente sembrano noiosi).
poi si vede che ? soggettivo... io comunque lo consiglio sempre a tutti! :)

MessaggioInviato: sab dic 23, 2006 11:31 pm
da lou
dunque...il secondo volume del new breed ? stato realizzato da una certa chris adams, che ha portato a compimento il lavoro del suo illustre maestro gary chester, deceduto durante la fase di lavorazione del libro. Onestamente non l'ho mai studiato, ma non ? un pessimo libro, anzi si pone come naturale complemento del primo volume, in quanto, tra le altre cose, si occupa dei patterns ternari, dei tempi dispari e composti, tutti argomenti non trattati nel numero uno...

MessaggioInviato: dom dic 24, 2006 11:02 am
da Pippo
Io lo trovo molto difficile se si fa tutto quello che chiede Chester (cio? cantare le varie melodie a cominciare dal metronomo mentre si suona). D'altra parte, leggevo che Dave Weckl su una pagina del New Breed c'? stato due anni...

MessaggioInviato: dom dic 24, 2006 11:54 pm
da fabiocons
quoto totalmente pippo il new breed eseguito "bene"? senz'altro tra i metodi pi? difficili

MessaggioInviato: lun dic 25, 2006 11:46 am
da chiunana
che sia difficile non c'e' dubbio, ma insomma.... e' proprio per questo che il new breed ti cambia il modo di suonare (dico davvero).... :)

MessaggioInviato: mer dic 27, 2006 3:42 pm
da beautifulday
io mi preparerei sui fondamenti- indipendenza-coordinazione (in ordine inverso)...
senza farti libri ecc.ecc. magari prima di fare il latino studiati un pochino di indipendenza visto che nel latino sono frequenti figure diverse tra mani e piedi...

MessaggioInviato: dom feb 18, 2007 7:57 pm
da chiunana
Ho dato un occhiata al Latham...
premettendo che NON lo ho studiato e solo guardato, devo dire che sono rimasto un p? scettico... credo la bellezza del New Breed ? che una volta che hai imparato il concetto base, hai miliardi di possibilit? nel crearti esercizi da solo e sepre pi? difficili.
il Latham lo vedo come una cosa un p? fredda, che ti da tanti frasi senza darti l' ABC.

penso sia lo stesso rapporto tra "The Art Of Bop Drumming" di Riley e "Techniques For The Modern Drummer" di Jim Chapin.
il primo ? sicuramente un bel libro, ma personalmente lo sconsiglio a chi vuole iniziare a suonare jazz. Il secondo invece ti da le basi; il primissimo esercizio (swing sul ride e shuffle sul rullante) ? secondo me l'esercizio pi? importante della storia della batteria jazz.

detto questo stiamo parlando di metodi tutti validissimi e ognuno di noi deve scegliere personalmente quello che pensa sia il migliore (io quando comprai The Art Of Bop Drumming lo scelsi perche mi piaceva la copertina ... :ros ).

MessaggioInviato: dom feb 18, 2007 8:56 pm
da Joe
Pippo ha scritto:Io lo trovo molto difficile se si fa tutto quello che chiede Chester (cio? cantare le varie melodie a cominciare dal metronomo mentre si suona). D'altra parte, leggevo che Dave Weckl su una pagina del New Breed c'? stato due anni...


Non mi stupsce, io sono fermo da sei mesi sulla stesa pagina...

MessaggioInviato: gio mar 29, 2007 12:30 pm
da catastrophy
chiunana ha scritto:penso sia lo stesso rapporto tra "The Art Of Bop Drumming" di Riley e "Techniques For The Modern Drummer" di Jim Chapin.
il primo ? sicuramente un bel libro, ma personalmente lo sconsiglio a chi vuole iniziare a suonare jazz. Il secondo invece ti da le basi; il primissimo esercizio (swing sul ride e shuffle sul rullante) ? secondo me l'esercizio pi? importante della storia della batteria jazz.

questa per? ? blasfemia... puoi dire che il riley sia molto tosto per uno che inizia col jazz (infatti per fare bene le prime pagine di indipendenza, se uno prima non aveva mai fatto esercizi di quel tipo ci si mette un sacco di tempo... e con fare bene intendo farle "suonare"), ma sicuramente ? un libro che ti d? delle basi molto solide (anche dal punto di vista teorico... insomma, ti fa capire perch? devi fare cosa...) e non si tratta assolutamente di un libro privo di un concetto di base e "freddo" (come invece ritengo che sia, e qui sono d'accordo con te, quello di latham)...

MessaggioInviato: gio mar 29, 2007 1:41 pm
da chiunana
non intendevo dire questo...
penso che il Chapin ti dia l' ABC del jazz, il Riley ti da alcune "frasi". se vuoi studiare seriamente jazz io consiglierei il Chapin e il Riley, nonostante credo sia pi? importante il primo.
io li sto seguendo tutti e due; devo dire che il chapin ? abbstanza noioso, ma a livello didattico ? validissimo....

in compenso il Riley forse ? un po piu completo... ci sono schemi di spazzole (copiate da un altro libro, non ricordo quale), una bella discografia essenziale e anche tutto ci? che va "fuori dall'accompagnamento" tipo gli assoli e la loro orchestrazione.
capito che intendo dire? :)

MessaggioInviato: ven mar 30, 2007 12:42 pm
da catastrophy
ho capito cosa intendi dire, ma non sono comunque d'accordo: quello che tu intendi per "abc del jazz" per me ? mera indipendenza (cio? quello che ti da il chapin). per me (e molti lo vedranno come una bestemmia) il chapin, pur rispettandolo visto anche quando ? stato scritto, ti d? solo indipendenza rispetto al ride (e anche l?, se si segue solo ci? che c'? scritto e non lo si interpreta in mille modi, non ? che sia molto completo).
il riley non ? un libro per l'indipendenza, ma se si riesce a fare bene quelle paio di pagine d'indipendenza del riley si ? gi? a buon punto per quanto riguarda quella...
il riley inoltro ti fa curare il suono, ti spiega le cose a cui devi stare attento, ti d? consigli per suonare, non solo per saper tenere un ostinato sul ride e suonarci "contro"...
tra l'altro per l'indipendenza ritengo pi? adatti metodi come il creative timekeeping (mattingly), forse anche il jazz drummer's cookbook (pickering) e sicuramente il dante agostini vol. 4.
il chapin pu? essere buono per chi inizia per imparare a mantenere l'ostinato sul ride, ma per me "l'ABC del jazz" ? ben altro.. inoltre un principiante che studia il chapin ha assolutamente bisogno di un maestro o di qualcuno che gli spieghi le basi... altrimenti rischia di creare l'indipendenza "al contrario" (cio? di suonare il ride "contro" cassa o rullante e non vice versa.. il riley invece dice e ripete l'importanza del suono del ride, di come il ride deve tirare il tutto (con ottimi esempi sul cd) e con gli esercizi fondamentali scritti all'inizio)...
poi se parliamo di indipendenza per il jazz comunque il massimo mi sembra il dawson... prendi quello, prendi quello e il syncopation e vai a livelli che il chapin si sogna di darti (e comunque non sto dicendo che sia stato inutile... ? stato un gran metodo... ma il tempo passa e, per fortuna, escono cose nuove e, ogni tanto, pi? valide...).
c

MessaggioInviato: ven mar 30, 2007 3:44 pm
da Pippo
Totalmente d'accodo con Catastrophy: il primo Riley ti d? 8 pagine di frasi (che andrebbero poi rifatte, per esempio con charlie al posto della cassa), non "alcune" frasi, mentre il Chapin usa le stesse frasi in diverse scansioni. E' un libro molto pi? completo e moderno e si vede...

MessaggioInviato: ven mar 30, 2007 6:16 pm
da Drummonster
qui si ? passato da coordinazione ad indipendenza jazz.....figata :D

comunque il chapin concordo ti fornisce solo indipendenza! il suonare lo impari poi suonando con altre persone, per? il chapin lo ritengo validissimo, e poi soopratutto quando inizia la parte con anche la cassa ? davvero difficile se fatto in diversi modi_! ;)

MessaggioInviato: ven mar 30, 2007 7:06 pm
da chiunana
che il Riley sia pi? completo e moderno (50 anni di differenza!) non lo mette in dubbio nessuno... trovo per? che sia utile studiare inizialmente "le origini" del jazz, in contenporanea alle evoluluzioni, diciamo.
ripeto che io li sto studiando tutti e due, e nonostante il Riley sia pi? divertente, il Chapin mi sta migliorando molto di pi?...
poi si vede che la pensiamo diversamente. :)

MessaggioInviato: ven mar 30, 2007 7:11 pm
da Drummonster
s? ma il chapin non ? le origini del jazz!!! ? solo indipendenza jazz!!! le uniceh cose che puoi prendere per suonare sono delle frasi che ti mette in una seizone in fondo! il resto ? indipendenza! ma nessun osta dicendo che sia male...

MessaggioInviato: ven mar 30, 2007 9:23 pm
da lou
oltre a quotare catastrophy e pippo aggiungo che il chapin ? il libro perfetto per chi vuol beatamente nascondersi dietro gli esercizi (alcuni, tra l'altro, assolutamente inutili...): il jazz, almeno per me, significa mettersi quotidianamente in discussione attraverso l'ascolto e l'analisi dei batteristi pi? rilevanti, la pratica libera sullo strumento e l'accompagnamento in play along...a parte questo, i testi di riley danno degli inputs fondamentali per comprendere certi aspetti del jazz drumming che altrimenti rimarrebbero di assai ardua individuazione...

MessaggioInviato: ven mar 30, 2007 10:34 pm
da chiunana
Drummonster ha scritto:s? ma il chapin non ? le origini del jazz!!! ? solo indipendenza jazz!!! le uniceh cose che puoi prendere per suonare sono delle frasi che ti mette in una seizone in fondo! il resto ? indipendenza!


come origini jazz intendo saper suonare varie "configurazioni" tra cassa e rullante mantenendo il fatidico ostinato ride e col charly sul 2 e 4.

lou ha scritto:oltre a quotare catastrophy e pippo aggiungo che il chapin ? il libro perfetto per chi vuol beatamente nascondersi dietro gli esercizi (alcuni, tra l'altro, assolutamente inutili...): il jazz, almeno per me, significa mettersi quotidianamente in discussione attraverso l'ascolto e l'analisi dei batteristi pi? rilevanti, la pratica libera sullo strumento e l'accompagnamento in play along...



b?, Chapin non te lo vieta mica! :mrgreen:
e pi? che playalong oserei dire musicisti veri con i quali non suoni gli esercizi del Chapin o del Riley semplicemente SUONI con la indipendenza acquisita grazie al Chapin e al Riley.
Poi non capisco come mai ci sia una caccia alle streghe per questo metodo... insomma, ogni metodo di jazz moderno (anche il Riley...) lo consiglia e tutti i pi? grandi batteristi lo hanno studiato.

il secondo di Riley ? davvero cosi difficile? che esercizi ci sono? anche Plaalongs?

MessaggioInviato: sab mar 31, 2007 7:22 am
da Pippo
Il secondo Riley ? pi? complesso, e ci sono i playalong come nel primo. Gli esercizi di coordinazione sono basati sul concetto di "broken time": nelle figurazioni entra pure il charlie come terza voce, e ci sono metri composti. Bello e tosto. Poi c'? una bella trattazione di alcuni solo dei grandissimi, con trascrizioni degli stilemi e discussione approfondita. Metodo eccellente. :tru E non dimentichiamo il tero Riley, "The jazz drummer's workshop", bellissimo!

MessaggioInviato: sab mar 31, 2007 11:59 am
da Luismi
io l ho sto studiando ora il new breed di chester e devo dire che mi sento gia migliorato !