Raffaele ha scritto:Giuste osservazioni ma ti faccio notare che chi ha scritto i metodi ha usato un suo criterio di insegnamento e francamente penso che, aldil? dall'inizio dei primi studi dove necessariamente occorre una guida (maesto o metodo per rudimenti...)raggiunto lo stadio della conoscenza dei rudimenti e del saper tenere le bacchette bene in mano, il passo successivo si raggiunge come spiegavo prima e quindi lavorando sulle proprie capacit? tecniche utilizzando come guida per l'indipendenza degli arti i tempi vari(magari presi anche da metodi vari, perch? no).Almeno per me ? stato cos? e, modestia a parte penso di aver raggiunto una discreta indipendenza proporzionata al tempo di studio dedicato allo strumento ma basata sullo studio dei ritmo originali (samba, cubano, funky, jazz ecc.).
Per quanto riguarda la fantasia devo purtroppo trovarmi ancora in disaccordo con te:per me la fantasia ? utilissima per lavorare con piacere sullo sviluppo dell'indipendenza ancorato ad una sempre maggiore creativit? altrimenti si rischia l'automatismo fine a se stesso e comunque freddo e sterile.
Poi, dimentichi l'altro discorso: lo studio dell'armonia, della divisione del tempo, della lettura dello spartito.Questi studi servono eccome per la disciplina e quindi, per non essere troppo "creativi" a scapito dei brani altrui ma soprattutto per diventare completi musicisti in grado di suonare brani altrui senza troppi problemi legati al proprio ego, sono utilissimi.
Il discorso andrebbe ampliato ma credo di averti gi? rotto le balle abbastanza se sei arrivato a leggere sino qui.Ciao!
Raffaele non mi hai assolutamente rotto le palle, anzi!! Se tutte le rotture di palle fossero cos? sarebbero le benvenute. Perci? se hai qualcosa da aggiungere fallo pure senza nessuno scrupolo. La diversit? fa parte della natura delle cose , opinioni comprese. e lo scambio civile delle stesse sottolinea l'intelligenza degli interlocutori. Naturalmente su alcune cose non sono d'accordo:
"<font color="red">chi ha scritto i metodi ha usato un suo criterio di insegnamento</font id="red">". Alcuni batteristi non sono turnisti, ma dei veri e propri insegnanti (chapin, Famularo) che hanno dedicato la vita a scrivere non i metodi secondo loro, ma i metodi per tutti coloro che iniziavano oppure sviluppavano la tecnica.
"il passo successivo si raggiunge come spiegavo prima e quindi <font color="red">lavorando sulle proprie capacit? tecniche </font id="red">".
Su questo sono assolutamente d'accordo, ma le capacit? tecniche vanno costruite, e non parlo solo di rudimenti, seguendo i passi scritti da chi ha dedicato tutta la sua esistenza al concepimento degli stessi. E' chiaro che ciascun batterista ha un proprio gusto che lo porter? a "specializzarsi" su alcuni tipi di passaggi e meno su altri.
"lo studio dell'armonia"
Qui c'? poco da dire, il tutto ? lasciato al proprio gusto personale.
<font color="red">"la fantasia ? utilissima per lavorare con piacere sullo sviluppo dell'indipendenza"</font id="red">
Per come studio io non ? cos?. Cerco prima di raggiungere il massimo risultato dall'esercizio, solo a questo punto uso la fantasia per ricercare delle combinazioni efficaci, ma solo dopo essermi fatto il mazzo tanto. Insomma non mi Creo l'esercizio da solo, perderei tempo che purtroppo non ho.