Sono fiero di essere , unitamente all'amico Peretto, il primo batterista italiano ad aver inaugurato il biennio jazz al conservatorio di adria nel 2004.Infatti in quell'anno, 2004, solo al conservatorio di adria hanno aperto quel corso.Francamente ho tenuto duro per tre anni, dopodichè, la morte di mio padre ed altri avvenimenti mi hanno costretto ad abbandonare.Mi mancavano solo tre esami tra cui la tesi, gia pronta.
Comunque anche il triennio è tosto.
Volevo rassicurare un pò tutti.Gli esami d'ammissione sono un pro forma...ossia servono alla commissione per valutare la vostra preparazione.Sulla base delle lacune vi danno debiti formativi e che dovrete sanarli durante gli anni di conservatorio con appositi esami indicati dai vostri docenti.Sicuramente armonia sarà per i batteristi la pietra più dura ma anche pianoforte (se fate il II livello) sarà dura.Se invece frequentate il I livello (ossia i tre anni), il pianoforte e l'arminia sono abbastanza elementari, niente di impossibile.Quando passerete al II livello i capelli diventeranno verdi.L'armonia va saputa a menadito, con tutti i modi e sue scale corrispondenti e il pianoforte va suonato sugli standard con mano sinistra e relative dita sulla prima (non sempre) terza e nota della melodia e con la destra vi suonate tutta la melodia e al tempo che vi dirà la commissione.Personalmente quell'esame l'ho ancora da preparare
Ho tre anni di ricordi memorabili ma faticosissimi.Due volte alla settimana si cominciava alle nove di mattina e quasi ininterrotytamente si arrivava a ciorca mezzanotte con lezioni che spaziavano da armonia, tecnica del rullante, musica d'insieme, prova con big band, musica da film, percussioni moderne, laboratorio musicale e concerto notturno.Per tre anni...Per tutto il 2007 ho avuto una repulsione assoluta per la tecnica, per l'arminia, per ogni metodo didattico...Oggi sono convinto che è già tutto dentro noi.Dentro noi c'è tutto quello che potremo suonare, compresi i nostri limiti.L'importante è scoprire fin dove possiamo spingerci e quali sono le nostre personali esigenze estetico-musicali e realizzarle.In questo il conservatorio è fin troppo utile, anzi, direi proprio troppo utile, così tanto che sarebbe meglio fermarsi prima di essere talmente indottrinati da dimenticarci quali sono le nostre reali esigenze stetico-musicali.
Questo consiglio ve lo do con il cuore.