Potrei anche sbagliarmi ma provo a dare la mia interpretazione alla frase del tuo maestro KappeiJin.
Quando un allievo è all'inizio per forza di cose non ha un suo suono caratteristico, si limita a picchiare la batteria e non si distingue la sua mano da un suo "simile" ma senti semplicemente la batteria che "suona". Con gli anni di studio la padronanza, la conoscienza dello strumento e la nostra intenzione nel suonare (cit. Raphael) crescono e di conseguenza la personalità del suono di ognuno di noi. Questo è un iter che avviene spontaneamente ed è davvero difficile indirizzare un allievo verso il suo suono. I consigli che si possono dare riguardano si, la naturale equalizzazione del volume dei vari pezzi della batteria mentre si suona ed in relazione alla musica che si sta suonando, l'impostazione e la tecnica più corretta per l'esecuzione di una determinata cosa o in funzione del proprio modo di suonare ecc ecc... ma dare consigli ad un ragazzo per avere chennesò, il suono di Mattia

è, se non impossibile, molto difficile. Forse è più corretto invogliare l'allievo a studiare e suonare in situazioni diverse ma soprattutto a registrarsi! Di modo che capisca cosa gli piace o meno del suo modo di suonare e del suo suono. E' comunque un discorso da affrontare con un allievo che ha già delle basi e vuole personalizzarsi.
Almeno, penso che il tuo maestro intendesse questo, magari ho capito tutt'altro
