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esercizi fra PAD e BATTERIA...2 mondi estranei[FRASEGGIO]

MessaggioInviato: mer apr 28, 2010 11:51 pm
da giacomo
ciao ragazzi
qualcuno mi conosce con altri non ho avuto ancora il piacere di parlare cmq come ho già scritto in altri argomenti,io studio costantemente almeno 4 ore al giorno (seriamente da 2 mesi circa con una tabella di marcia ben precisa)di cui 1 oretta su libri come il gary chester,latham,cheffee ecc mentre le restanti ore mi dedico moltissimo ai rudimenti e al potenziamento sia per mani che per piedi e vado dai singoli ai doppi alle scale ritmiche,allo stone killer e anche ai rulli (5,7,8,10,13 e via dicendo)
la domanda è questa:
lo scopo di tutti noi che studiamo è quello di applicare poi ciò che facciamo col nostro fedele amico allenatore e altrettanto fedele compagno metronomo..sul set giusto?
io mi ritrovo ad eseguire discretamente quasi tutto il programma poi però quando vado sul set non riesco ad applicare nulla di ciò che studio almeno non in modo disinvolto nel senso che in questo momento vedo lo studio sul pad una cosa e la batteria un altra anzichè essere la batteria il passo diretto nonche il fine dello studio di ore ed ore.
continuo a suonare discretamente cio che so senza utilizzare per esempio i rulli come fills o i paradiddle come groove anche se devo ammettere che da quando studio miglioro moltissimo impostazione colpo e resistenza,
non riesco a dare applicazione di ciò che studio sul set in modo concreto
perdonate se mi sono dilungato spero di aver fatto capire bene il mio interrogativo e se capita anche a voi che studiate assiduamente come me
vi succede?ci sono soluzioni?
p.s. vado da un ottimo maestro da 7 mesi il quale mi dice che sto assimilando bene i rudimenti e che ci vuole un pò affinchè possa trasferirli e applicarli in modo naturale nel mio drumming

MessaggioInviato: gio apr 29, 2010 12:12 pm
da giacomo
ragazzi nessuno riscontra il mio stesso problema?
qualcuno ha qualcosa da dire a riguardo?

MessaggioInviato: gio apr 29, 2010 12:22 pm
da John 8
è chiaro che ci vuole un po' di tempo per assimilare il feeling con la batteria, che esercizi fai per i piedi?

MessaggioInviato: gio apr 29, 2010 12:27 pm
da giacomo
per i piedi mi faccio stick control eseguito appunto con i piedi (la pagina 5) e lo stone killer oltre al chester,latham ecc che richiedono lo studio sul set.

quindi tu dici che è solo questione di tempo affinchè possa inserire nel mio modo di suonare ciò che studio?

MessaggioInviato: gio apr 29, 2010 1:00 pm
da John 8
si è chiaro che per ottenere un proprio stile ci vuole tempo, suona suona e suona, ascolta molti pezzi suonaci sopra inventa, portati le bacchette ovunque...

MessaggioInviato: gio apr 29, 2010 1:10 pm
da giacomo
si si John quello è indispensabile :)
ho scelto di avere 4 progetti diversi proprio per suonare sempre di piu e piu generi, ascolto di tutto
il mio ero un dubbio nello specifico ovvero APPLICAZIONE dei rudimenti sul set, rudimenti inteso come rulli,fills ecc non tanto singoli e doppi che già uso

MessaggioInviato: ven apr 30, 2010 8:27 am
da martino84
l'applicazione dei rudimenti sul set è la chiave della batteria... come insegna tutta la vecchia scuola... ma è un passo molto delicato, è facile che tu ti trovi "sperduto"...
io ti consiglio un ottimo insegnante (già, ottimo, buono in questi casi non basta) che ti segua bene.
noi proprio in queste ultime lezioni, con maxx furian, stiamo affrontando un rudimento per lezione... non avrei mai immaginato i disastri che si possono fare solo con un paradiddle spostato e accellerato.... e ancor più col quarto paradiddle... veramente, ti si apre un nuovo mondo.
ma è un qualcosa che da soli è tosto da capire.

MessaggioInviato: ven apr 30, 2010 9:57 am
da giacomo
ti assicuro martino che in questo caso l'insegnante non è affatto un problema, ho la fortuna di averne uno eccezionale :)

MessaggioInviato: ven apr 30, 2010 10:38 am
da lou
mmm la verità è che ci sono tutta una serie di frasi tipiche da drumset, che coi rudimenti in senso stretto c'entrano poco o nulla...oltre a questo suggerisco di attingere al vasto repertorio di sticking patterns di gary chaffee, ti apre davvero un mondo nuovo di possibilità espressive

MessaggioInviato: ven apr 30, 2010 10:45 am
da giacomo
condivido Lou in effetti è un ottimo metodo, lo sto studiando così come il rick latham
infatti sul pad sviluppi la tecnica e la precisione ma riportare poi sul drumset è un esercizio ulteriore vero e proprio.
ultimamente sto studiando i rulli e sto apllicando i rulli a sei come stacchi usando gli accenti sui tom e il resto su rullante
intendevo proprio questo come applicazione

MessaggioInviato: ven apr 30, 2010 11:08 am
da leletto
Su fills & grooves for drums di Stefano Paolini ci sono un po' di applicazioni di alcuni rudimenti, principalmente paradiddle.

MessaggioInviato: ven apr 30, 2010 11:40 am
da giacomo
ok, ti ringrazio per la segnalazione :)

MessaggioInviato: ven apr 30, 2010 6:57 pm
da martino84
lou ha scritto:mmm la verità è che ci sono tutta una serie di frasi tipiche da drumset, che coi rudimenti in senso stretto c'entrano poco o nulla...oltre a questo suggerisco di attingere al vasto repertorio di sticking patterns di gary chaffee, ti apre davvero un mondo nuovo di possibilità espressive

sia l'uno che l'altro ovviamente...pure alcuni rudimenti applicati ti aprono un nuovo mondo...
ad esempio il 4 paradiddle usatissimo da billy cobham... ti trovi dei groove pazzeschi se tieni la destra su ride o charleston.. poi giochi di tom e timpano.. vengono fuori della figosità assurde!
e solo sul semplice paradiddle ci sarebbe da lavorare tantissimo!

MessaggioInviato: ven apr 30, 2010 9:35 pm
da lou

MessaggioInviato: ven apr 30, 2010 9:48 pm
da giacomo
molto interessante

MessaggioInviato: mar mag 18, 2010 11:07 am
da kkk.dnr

MessaggioInviato: mer mag 19, 2010 8:03 am
da giacomo
ti ringrazio per la segnalazione ma quando ho cercato non ho trovato nulla

MessaggioInviato: mer mag 19, 2010 11:20 am
da kkk.dnr
In realtà mi era parso di si!
Ho avuto anchio il tuo problema, e l'ho risolto (lo sto risolvendo) in due modi:
1) Ho rivalutato il modo con cui mi ammazzavo di studio su pad perchè mi accorgevo che concetti fondamentali, come il saper curare il rimbalzo col polso (senza dita ne braccia), oppure il concetto di "cushioning" (come ammortizzare il rinculo del rimbalzo correttamente con le dita), l'impugnatura, lo sviluppo dei muscoli che permettono di ruotare la mano verso l'avambraccio fino alla moeller... erano tutti concetti diventati per me 'difettosi'. In una parola: rivedere l'impostazione di base senza la quale non si più suonare bene, precisi e rilassati.
2) Ho accostato esercizi di timing e grooves sul set, anche trasportanto esercizi sul set creando fills etc. Inoltre, sento sia un buon aiuto suonare su delle basi drumless con click nei vari generi (quelli che si è in grado di suonare!).

Auguri! :)

MessaggioInviato: mer mag 19, 2010 2:06 pm
da Janof
Decisamente...

MessaggioInviato: mar giu 22, 2010 12:54 pm
da lou
Immagine

MessaggioInviato: mar giu 22, 2010 12:56 pm
da lou
Immagine

MessaggioInviato: gio giu 24, 2010 12:49 am
da Stefano Testa
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MessaggioInviato: gio giu 24, 2010 7:36 am
da duca_conte * banned *
mha la penso diversamente da te stefano...studiando strumento ogni giorno passo un buon due ore sulle mani, porto i rudimenti su tutto il set creando grooves e fill tenendo magari ostinati cassa/hihat diversi, come per migliorare il timing/groove uso il gary chester e ci passo un'ora e qualcosina...

lo studio non deve essere obbligatoriamente questo:bene ho fatto la paginetta ora son a posto...ma deve essere una serie di sessioni disciplinate divise da altre dove si "gioca" con quello appreso.

è fondamentale per conto mio sapere cosa si sta suonando...tu dici io non sapevo cosa fosse un paradiddle...male perchè se tu sei cosciente di ciò che fai hai una marcia in più perchè puoi gestirti meglio la situazione, e hai più sicurezza!
poi questo è solo un parere mio...

tornando a noi come metodo prova a trovare quello di JOE PORCARO(non odd times ma l'altro)...a quanto pare non è male anzi!!!
oppure vai coi classici metodi per batteria del dante agostini

MessaggioInviato: gio giu 24, 2010 11:18 am
da Stefano Testa
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MessaggioInviato: gio giu 24, 2010 12:24 pm
da duca_conte * banned *
non lo so...la penso molto diversamente sai!
senza studiare non sarei mai stato in grado di imparare a leggere/rudimenti-tecniche base/eccecc...lo studio fine a sè stesso è inutile e non sto a spiegare il perchè dato che è facile arrivarci...
però senza passare giornate sul pad/batteria con un metodo di studio o criterio di certo non si diventa dei maestri o non si ha coscienza di che si fa.

ovvio che una volta fatti certi studi ti puoi permettere di creare dei tuoi pattern/ostinati sui quali applicare altri concetti...unica differenza è che questo tipo di lavoro lo fai dopo esserti spaccato le chiappe studiando con maestri e sui metodi...poi oh questo è solo un mio parere e non sto dicendo che tu stefano scrivi minchiate!!!lunge da me dire questo! :wink:

MessaggioInviato: gio giu 24, 2010 1:49 pm
da Stefano Testa
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MessaggioInviato: gio giu 24, 2010 7:11 pm
da rullante_tonante
secondo me il tuo problema e' il mio, cioe' io mi alleno poco ma quando vado sul set vero nonriesco a fare le stesse cose, e' semplice suonare la vera batteria da risposte diverse ovvero "feeling", devi apssare anche molte ore sul set! :D

e qui viene la mia depressione batteristica! ;_;

MessaggioInviato: sab set 04, 2010 10:58 am
da rikka_loves_drums
Riuppo il topic (anche se non è passato così tanto tempo) per dire che per diminuire la differenza del feeling tra pad e batteria bisogna prendere degli accorgimenti anche nell'altezza del posto a sedere (preferibilmente lo stesso sgabello regolato alla stessa altezza su cui si suona nel drumset). io quando passavo dal pad al drumset facevo più o meno le stesse cose, ma avvertivo una sensazione di scomodità... oppure dipende anche da che bacchette si usano... c'è chi usa sempre le stesse o chi usa bacchette perlopiù da allenamento (vedi VIC FIRTH METAL :D ) e quando si siede sul drumset usa le bacchette "da combattimento" :tru :tru :tru