costruire un accompagnamento [Jazz]
Come promesso a Pippo qualche topic fa ieri a lezione con il grandissimo Manzi abbiamo approfondito il discorso di come e cosa suonare durante un accompagnamento; il discorso si e incentrato su una sorta di attenzione che il batterista presta agli altri musicisti, in pratica se ci troviamo in un quartetto sax batteria piano e basso un 40% di attenzione va rivolta a noi stessi (pronuncia stile timing ecc ecc), un 40% va rivolta al solista (che in genere detta le dinamiche) ed il restante 20% e rivolta alla sezione ritmica (prettamente piano)...ora e logico che queste cifre sono del tutto indicative ma credo cmq che rendano l idea di come porsi difronte agli altri musicisti................in un trio invece il batterista oltre ad assolvere il compito di portare tempo deve anche stimolare il solista e rendere piu densa una struttura ritmica abbastanza povera in quanto formata solo dal basso che in generale sta in walking ( che da un gran tiro ma che non essendo sincopato e ritmicamente carente)..in questo caso tornando al discorso dell' attenzione si divide in parti eque ...
Inoltre a lezione abbiamo approfondito alcuni ascolti e collegandoli al nostro discorso sull accompagnamento sono emersi diversi modi di costruire un chorus di accompagnamento...molto spesso nel jazz contemporaneo si ascoltano dei tema suonati in mdo molto ritmico seguiti poi da chorus suonati molto lineari senza drastici cambiamenti di ritmica e di tensione....oppure (soprattutto nel jazz americano stando a Manzi) le frasi solistiche eseguite dai solisti sono molte volte frutto di un fill od intuizione del batterista (cosa molto appagante dal punto di vista batteristico)....gli esempi sono stati tanti altri ..e cmq la lezione di ieri mi ha indotto ad ascoltare musica in modo differente, di cercare di scoprire quello che realmente succede intorno al batterista ....pormi quesiti del tipo..: ma questo solista ascolta cio' che gli sta dicendo il batterista ?, c'? un vero dialogo tra tutti i componenti.....ecc ecc
la lezione si e conclusa con l ascolto del suo disco da solista, un vero e proprio gioiellino di tecnica e musicalit? che tratta un po tutti gli stili..diciamo una sorta di suo curriculum..se vi capita compratelo...tra l altro l ultima traccia e una minus one senza batteria di un suo brano che il buon massimo ha dedicato a tutti i suoi allievi
Inoltre a lezione abbiamo approfondito alcuni ascolti e collegandoli al nostro discorso sull accompagnamento sono emersi diversi modi di costruire un chorus di accompagnamento...molto spesso nel jazz contemporaneo si ascoltano dei tema suonati in mdo molto ritmico seguiti poi da chorus suonati molto lineari senza drastici cambiamenti di ritmica e di tensione....oppure (soprattutto nel jazz americano stando a Manzi) le frasi solistiche eseguite dai solisti sono molte volte frutto di un fill od intuizione del batterista (cosa molto appagante dal punto di vista batteristico)....gli esempi sono stati tanti altri ..e cmq la lezione di ieri mi ha indotto ad ascoltare musica in modo differente, di cercare di scoprire quello che realmente succede intorno al batterista ....pormi quesiti del tipo..: ma questo solista ascolta cio' che gli sta dicendo il batterista ?, c'? un vero dialogo tra tutti i componenti.....ecc ecc
la lezione si e conclusa con l ascolto del suo disco da solista, un vero e proprio gioiellino di tecnica e musicalit? che tratta un po tutti gli stili..diciamo una sorta di suo curriculum..se vi capita compratelo...tra l altro l ultima traccia e una minus one senza batteria di un suo brano che il buon massimo ha dedicato a tutti i suoi allievi