Io trovo che la questione della ritmica sia piuttosto nebulosa.
Spesso dicendo ritmica si pensa alla batteria, ma voglio porti un quesito.
Immagina un udu in 4/4 e una tabla sempre in 4/4, che stanno suonando insieme 2 ritmiche molto diverse, sceglile tu.
Adesso aggiungi un basso elettrico in modalità solo percussiva, non una nota definita, solo slap, pull, stoppato, surdo stoppato, tapping muto, in 4/8. scegli ancora tu il genere in 4/8.
Per completare aggiungiamo una batteria in poliritmia, in cui di nuovo, scegli tu il tipo di doppio ritmo.
Stanno suonando tutti e 4 insieme, non uno filo di nota, 5 ritmi diversi.
Ora entra un flauto, fagli fare quello che vuoi, in 4/4.
Domanda, sai dirmi il genere?
raffaele ha scritto: Parlo di ritmica, non di insieme musicale. Parlare della globalità di brano musicale entrano in gioco molti fattori, magari alcuni fanno blue notes mentre la ritmica è funky e qui si parla quindi di due cose diverse che sommate danno l'idea di un brano fusion, ma la cosa è tutta da analizzare.
e l'ho ben capito, ma che sentiero è?
Quello di abbinare il genere al tipo di metrica e stile, alle sincopi e agli accenti della batteria, mi pare un discorso obsoleto. Come dire, facciamo Bach rock, solo perchè la batteria suona un tempo rock.
Non è così, sono implicati la
timbrica, la melodia, l'armonica, la loro eventuale assenza, l'improvvisazione, i volumi reciproci, le entrate, le frasi, il fraseggio e chi più ne ha più ne metta, per fare il SENTIRE di ciò che accade. E magari accade che una spernacchiata ti tromba ti caratterizza il brano sul genere più di qualsiasi altra cosa (sempre volendo continuare a giocare al recinto bislacco del genere).
Non capisco che senso possa avere oggi, definire qualcosa jazz solo sulla base del ritmo di batteria, e che sia swing, altrimenti, fosse altro non è più musica jazz...
Denudarsi delle sovrastrutture quindi. Ho fatto un es. di swing dove il jazz è quasi zero, New York per l'appunto, non basta tutto quello swingare sul ride, di jazz in quel brano ce n'è pochissimo.
Denudarsi un po' dalla matematica per l'appunto, quella matematica che non ti fa sentire jazz in The Chicken
per forza, l'hai misurato!

al posto di sentirlo.